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U.

Ti piace così tanto fare la vittima che saresti in grado di dire che sei vivo perchè non puoi pagarti il funerale.

Ho voglia di riappropiarmi del

Ho voglia di riappropiarmi del lato bello di internet. E mi è venuta un’idea a tal proposito. E’ un periodo fertile per la mia mente e comunque questo è il periodo dell’anno in cui avverto più stimoli , in cui mi succedono le cose migliori, in cui ho più energie. Porterò avanti due progetti contemporaneamente con l’aiuto di claudio, spero di riuscire a farcela e a non doverne mollare o rimandare uno. Posso farcela.

Trovata sul web

Quali sono i cinque libri più corti del mondo? Deontologia commerciale ebrea, Eroi di guerra italiani, Storia completa dell’umorismo tedesco, Grandi amatori inglesi, Who’s Who in Portorico.

lo scemo del villaggio globale

Sono molto orgogliosa dello spettacolo che ho scritto con max quest’estate perchè è nato non da estenuanti sedute di scrittura ma da “cazzeggio in libertà” …e mi si perdoni l’espressione…ma è più o meno come sono andate le cose. Ed è una cosa rara perchè in realtà la scrittura non ha nulla a che vedere con l’idea romantica dello scrittore che scrive di getto in preda a improvvise ispirazioni letterarie..”Scrivere è falegnameria” dice giustamente Cerami, è un lavoro da artigiani , in una mano si tiene il martello e nell’altra la fantasia, dico io. Non esistono scrittori che trascurino rigore, fatica, applicazione, non esistono geni le cui penne scrivono da sole come certi medium giudati dai defunti…Oddio, è vero che certi giorni le parole escono più fluide e le idee sono più fertili, ma non si può stare seduti ad aspettare il giorno propizio perchè è anche vero che il cervello funziona come un muscolo,va allenato e l’allenamento richiede sforzo . Ci sono stati dei giorni che per mettermi a scrivere mi sono quasi dovuta violentare, giorni in cui mi sentivo vuota di idee e volontà e invece capitava che dopo dieci minuti di foglio bianco il “muscolo” cominciasse a reagire agli stimoli e spesso le cose migliori sono nate proprio in giornate così, che non promettevano nulla di buono. “Lo scemo del villaggio globale” è nato diversamente e credo che ad oggi sia stato per me un caso unico. Ho lasciato che le idee mi venissero a cercare e le ho lasciate germogliare pian piano, senza quasi accorgermene. Poi in quattro-cinque giorni mi sono messa a raccontarle a max tra una risata e un’altra. Quando si ride nella fase di preparazione e scrittura è buon segno, il comico deve divertire in primis se stesso e solo con questa premessa riuscirà a divertire gli altri. Non per niente quando accade che max non sia convinto di una battuta che invece a me piace , io non insisto mai, non mi impongo perchè so che un comico che fa una battuta senza convinzione non divertirà mai il suo pubblico, anche se magari quella battuta è degna del miglior Woody Allen. vabbè, ora chiudo che forse questo discorso interessa solo me e tra l’altro oggi è uno di quei giorni che le parole non mi escono affatto fluide ….

dieci anni dopo

Il tuo ricordo l’avrei voluto conservare così , nell’immagine cristallizzata di quel liceale che mi veniva a prendere il sabato con la macchina del papà, che mi scriveva fiumi di parole e poesie, che che mi parlava di sua nonna con le lacrime agli occhi, che amava la filosofia ancora più di me, che aveva umorismo e sensibilità da vendere,che mi faceva abbuffare di home video , pizza e patatine fritte, che mi faceva passare tre ore al telefono tutte le sere chiusa nell’armadio per non farmi sentire dai miei e pareva che ci fosse sempre tanto da dirsi,che veniva a bussare alla porta della mia classe e chiedeva tutto rosso se potevo uscire un attimo perchè avevamo litigato, che mi portava in vacanza con i suoi,che mi regalava fiori, che mi portava al canile e costruiva la cuccia con me per il cane che mi ero portata a casa, che sopportava le chiacchiere di un liceo di provincia, che studiava come un forsennato per andar via da quella provincia,che comprava “Cuore ” e me lo faceva leggere, che comprava “Max” e mi faceva arrabbiare. Che mi ha lasciato e mi ha fatto piangere ovunque, senza ritegno, davanti ai miei , in classe, nei bagni della scuola, sull’autobus che mi riportava a casa. Nei dieci anni che sono passati qualche notizia da amici comuni, “Marco si è laureato” “Marco lavora da un notaio” “Marco lavora in telecom” “Marco è fidanzato” “Marco lavora in uno studio legale a New York” …poi la tua mail di un anno fa e l’annuncio del tuo matrimonio. Ora ti so sposato e a lavorare a Londra. A settembre ti rivedrò al matrimonio di Simone. Tutti ti vedranno con un abito da cerimonia , io con le tue felpe larghe e lo zaino sulle spalle.