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dieci anni dopo

Il tuo ricordo l’avrei voluto conservare così , nell’immagine cristallizzata di quel liceale che mi veniva a prendere il sabato con la macchina del papà, che mi scriveva fiumi di parole e poesie, che che mi parlava di sua nonna con le lacrime agli occhi, che amava la filosofia ancora più di me, che aveva umorismo e sensibilità da vendere,che mi faceva abbuffare di home video , pizza e patatine fritte, che mi faceva passare tre ore al telefono tutte le sere chiusa nell’armadio per non farmi sentire dai miei e pareva che ci fosse sempre tanto da dirsi,che veniva a bussare alla porta della mia classe e chiedeva tutto rosso se potevo uscire un attimo perchè avevamo litigato, che mi portava in vacanza con i suoi,che mi regalava fiori, che mi portava al canile e costruiva la cuccia con me per il cane che mi ero portata a casa, che sopportava le chiacchiere di un liceo di provincia, che studiava come un forsennato per andar via da quella provincia,che comprava “Cuore ” e me lo faceva leggere, che comprava “Max” e mi faceva arrabbiare. Che mi ha lasciato e mi ha fatto piangere ovunque, senza ritegno, davanti ai miei , in classe, nei bagni della scuola, sull’autobus che mi riportava a casa. Nei dieci anni che sono passati qualche notizia da amici comuni, “Marco si è laureato” “Marco lavora da un notaio” “Marco lavora in telecom” “Marco è fidanzato” “Marco lavora in uno studio legale a New York” …poi la tua mail di un anno fa e l’annuncio del tuo matrimonio. Ora ti so sposato e a lavorare a Londra. A settembre ti rivedrò al matrimonio di Simone. Tutti ti vedranno con un abito da cerimonia , io con le tue felpe larghe e lo zaino sulle spalle.

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