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lo scemo del villaggio globale

Sono molto orgogliosa dello spettacolo che ho scritto con max quest’estate perchè è nato non da estenuanti sedute di scrittura ma da “cazzeggio in libertà” …e mi si perdoni l’espressione…ma è più o meno come sono andate le cose. Ed è una cosa rara perchè in realtà la scrittura non ha nulla a che vedere con l’idea romantica dello scrittore che scrive di getto in preda a improvvise ispirazioni letterarie..”Scrivere è falegnameria” dice giustamente Cerami, è un lavoro da artigiani , in una mano si tiene il martello e nell’altra la fantasia, dico io. Non esistono scrittori che trascurino rigore, fatica, applicazione, non esistono geni le cui penne scrivono da sole come certi medium giudati dai defunti…Oddio, è vero che certi giorni le parole escono più fluide e le idee sono più fertili, ma non si può stare seduti ad aspettare il giorno propizio perchè è anche vero che il cervello funziona come un muscolo,va allenato e l’allenamento richiede sforzo . Ci sono stati dei giorni che per mettermi a scrivere mi sono quasi dovuta violentare, giorni in cui mi sentivo vuota di idee e volontà e invece capitava che dopo dieci minuti di foglio bianco il “muscolo” cominciasse a reagire agli stimoli e spesso le cose migliori sono nate proprio in giornate così, che non promettevano nulla di buono. “Lo scemo del villaggio globale” è nato diversamente e credo che ad oggi sia stato per me un caso unico. Ho lasciato che le idee mi venissero a cercare e le ho lasciate germogliare pian piano, senza quasi accorgermene. Poi in quattro-cinque giorni mi sono messa a raccontarle a max tra una risata e un’altra. Quando si ride nella fase di preparazione e scrittura è buon segno, il comico deve divertire in primis se stesso e solo con questa premessa riuscirà a divertire gli altri. Non per niente quando accade che max non sia convinto di una battuta che invece a me piace , io non insisto mai, non mi impongo perchè so che un comico che fa una battuta senza convinzione non divertirà mai il suo pubblico, anche se magari quella battuta è degna del miglior Woody Allen. vabbè, ora chiudo che forse questo discorso interessa solo me e tra l’altro oggi è uno di quei giorni che le parole non mi escono affatto fluide ….

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