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Biancaneve di periferia

da dagospia.com A proposito della vicenda di Biancaneve e dei piskelli svezzati da questa generosa “nave scuola”, è riuscita davvero inaspettata, almeno per me, la comprensione che molte persone hanno manifestato verso la povera e ingenua prostituta di Centocelle. Sia chiaro:hanno ragione.Tuttavia non posso non notare, e farvi quindi notare, il modo in cui tutta la storia è stata descritta dai mass-media, con quella accondiscendenza e benevolenza che in altri casi si sarebbero trasformate in furibonde invettive. Sì caro Dago, perchè proviamo ad immaginare se al posto della nave scuola donna ci fosse stato un uomo e al posto dei ragazzini ci fossero state delle ragazzine-lolite:non si sarebbe forse gridato all’emergenza pedofilia? Figuriamoci poi che finimondo sarebbe scoppiato nel caso in cui un uomo si fosse fatto quei ragazzi. Eppure nessuno che io sappia ha definito la donna in questione una pedofila. Come mai? Forse che lo stupratore per eccellenza è sempre e soltanto il maschio? In realtà nella nostra cultura vige ancora il mito del masculo latino per cui prima si tromba e meglio è (a patto ovviamente di appartenere al genere maschile), significa che si è destinati a diventare dei veri tori da monta, ad essere l’orgoglio di ogni “sano” e “normale” padre di famiglia. Se invece lo fa la figlia -magari prima del matrimonio- allora è una puttana. Se poi il caro figliolo invece di fottere si fa fottere allora addio, preghi di avere almeno 18 anni altrimenti è garantito che polizia, psichiatri e assistenti sociali gliela faranno pagare cara, sì perchè in non c’è una via di mezzo:o sei “macho”, oppure sei una “bbuttana” o peggio un “pedofilo”.
Marco.

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