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parodia del liga ,maria e riflessioni così

Oggi max fa ligabue a quelli che il calcio. Dio solo sa quanto complessa e sofferta siano questa parodia e l’iter travagliato che ha portato alla sua realizzazione.
Ligabue non offre un appiglio su cui giocare,che so, un tic, una mania,una qualche tendenza alla flemma o all’intemperanza,un linguaggio zoppicante o colorito,una vita privata movimentata,un aneddoto memorabile che lo riguardi,una caduta di stile..niente di niente.
Tra l’altro, e questa è una mia opinione personalissima, io credo che “il mercato” delle parodie sia saturo.In questi ultimi due – tre anni, e cioè da quando Teocoli ha fatto scoppiare la mania, si è parodiato chiunque : Sensi, Cosmi, Sacchi,Capello,Cannavò,Gaucci,Totti,moretti,Valentino,D’Alema,Califano,Rispoli,Jovanotti,il figlio di Piero Angela,Sordi,Pivetti,Donatella Versace,ferilli,Pelù, La Russa,Maria de filippi,Mughini….Di qualcuno esistono addirittura doppie parodie,penso al Berlusconi del Bagaglino e a quello della Guzzanti per esempio..(se quella del Bagaglino qualcuno riesce a vederla come una parodia piuttosto che una carnevalata). Per me una delle parodie storiche rimane quella della Marini ad opera della Guzzanti…ma i fratelli Guzzanti si sa, restano sempre i migliori,intelligenti nel non inflazionarsi, mai banali,forse dalle personalità complesse e anche troppo politicizzati per i miei gusti, ma su quest’ultimo punto non vorrei infierire, vista la loro pena quotidiana da scontare ,che consiste nell’avere un padre fedele seguace del Berlusca. La Cortellesi è bravissima,raro esempio di donna carina e comica . Le ho parlato di sfuggita ad una manifestazione e mi è parsa una ragazza timidissima, quasi complessata,forse ha la vera personalità dell’artista , quella di chi supera le proprie insicurezze sul palco. I grandi attori sono di frequente persone timide,a volte perfino piene di tic e di strane manie,con difetti di comunicazione. Penso a Carlo Delle Piane che si rifiuta di stringere la mano alle persone per un fatto igienico e gira con i guanti in tasca per le emergenze. Penso a tutte le attrici e gli attori che finiscono dall’analista (Brilli,Neri,Buy…),a quelli ipocondriaci (Verdone),a quelli talmente superstiziosi da cospargere gli studi televisivi di sale (Montesano). Tutte espressioni di profonde insicurezze e di rapporti deformati e di certo non sani col mondo esterno. Il palco esorcizza queste paure. Catapulta in un mondo alternativo in cui il timido,il represso,l’insicuro,il complessato possono prendersi la loro rivincita. In cui svanisce il pudore di mettere a nudo le proprie emozioni perchè a dar loro voce non è l’attore ma il personaggio. In cui l’insicuro può indossare i panni dell’impavido e farlo meravigliosamente perchè magari è un desiderio,una tensione che ha dentro di sè dalla nascita e che non riesce ad esternare nel quotidiano. In base alla mia esperienza posso dirte che gli attori migliori non sono quelli che entrano nei panni del personaggio come vuole il clichè del manuale del bravo attore, ma quelli che lasciano che il personaggio indossi i propri panni. Quelli in cui il personaggio somiglia alla persona che l’attore è nella vita pur essendo altro, pur essendo finzione. Il difficile innesto della verità nella finzione che riesce solo ai grandi. Negli altri , anche in quelli bravi ma consueti, la finzione è solo artifizio scarno di verità personale. Io ho avuto la fortuna di lavorare con quella che secondo me è la più grande attrice italiana,non a caso sconosciuta al grande pubblico ma amata dalla critica e vincitrice del premio Flaiano.Si chiama Maria Paiato. Se vi dico cosa ha fatto nei teatri off di sicuro non la individua nessuno, se invece segnalo che era la moglie veneta e beghina di Calà nella fiction “anni sessanta” dei Vanzina magari a qualcuno viene in mente. (non c’è polemica nelle mie parole , è che la vera popolarità la da’ la tv punto e basta) Maria è una delle persone più concrete e schiette che io abbia mai conosciuto, ma di quella schiettezza che ai primi approcci ti lascia tramortita e interdetta e che poi impari ad amare ed apprezzare perchè in fondo le persone senza filtri sono divertenti ,spiazzano e divertono come i bambini.Fanno arrabbiare come i bambini. L’eccesso di schiettezza è il suo miglior pregio e anche il suo peggior difetto, ovviamente, ma l’idea che sia avulsa dalla cortese ipocrisia di questo mondo e dai modi affettati di chi cova dentro, fa sì che le persone un po’ intelligenti le perdonino tutto. Maria è un’artista dall’anima contadina , burbera ,scorbutica e sboccata ( da buona veneta scomoda anche qualche santo) quando le gira male e allegra, poetica e compagnona quando le gira bene. Parsimoniosa con improvvisi slanci di generosità. poche teorie molta pratica. Mi diceva che visto che crede fermamente nella reincarnazione, è sicura di essere stata molto povera nella vita precedente, forse addittura un’ebrea finita in un lager perchè è ossessionata dalla paura di soffrire la fame, di non avere da mangiare. Io invece vado ancora più in là. Maria era un’attrice nella sua vita precedente, una delle tante attrici di strada costrette a viaggiare in continuazione con mezzi di fortuna ,nelle antiche compagnie di attori in cui se c’era pubblico si mangiava altrimenti si saltava il pranzo.Chissà, certo è bello pensare che sia proprio così ,Maria che nel suo ciclo della reincarnazione in questa vita nasce ancora da una famiglia modesta , in un paesino anonimo della pianura padana,Occhiobello, in quella provincia, Rovigo, che qualcuno ha definito ” città che esiste solo nelle carte geografiche”. maria che non nasce da una famiglia di artisti e che dopo il liceo , senza aver mai mostrato nessuna particolare inclinazione, decide all’improvviso di venire a roma e fare l’attrice . Viene ammessa all’accademia d’arte drammatica sbaragliando un sacco di concorrenti con più esperienza e raccomandazioni di lei. Diventa un’attrice straordinaria. Quando la vedo sul palco riconosco Maria pur vedendo altro. E rimango incantata da come riesca meravigliosamente a dare ai SUOI personaggi dei pezzetti di sè ,riconosco dei suoi momenti e delle sue espressioni , magari l’espressione buffa che ha fatto quel giorno sotto la pioggia in cui tentavamo di far ripartire la macchina o quella accigliata quando nel bagagliaio dal mio beauty è colato il profumo sulla sua valigia. Maria Paiato, tenete a mente questo nome.

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