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Càpita

Finora non l’avevi ancora fatto e invece stamattina è successo.Improvvisamente, come tutte le cose di fronte alle quali si è più indifesi. Càpita una frase stonata. Càpita di far male a qualcuno.Ma ti prego non insistere, non infierire come stai facendo adesso mentre scrivo a te in quello che non è nemmeno più il mio diario ma una specie di bacheca di pensieri appiccicati con lo sputo e senza cuore.

E oggi non si apre

E oggi non si apre neppure la posta elettronica perché ovviamente se una giornata deve essere uno schifo fa in modo che sia uno schifo cosmico senza spiragli o bolle d’aria in cui rifugiarsi.Non lo devo scrivere, non lo devo pensare,non lo devo neanche sperare che le cose vadano meglio perchè poi finisce che a ridere di me mi ci metto pure io oltre al destino.

Patrizia Valduga

O datemi qualcuno che mi ascolti,
ché di parole straripo.. qualcuno
che mi prenda per mano e dei sepolti
dei fatti polvere e niente al raduno
mi porti… di occhi ho paura… di volti…
Non mi restava ormai niente e nessuno,
e come sanguinando intorno intorno
pesantemente in me cadeva il giorno.
(Patrizia Valduga)

Piccole meschinerie

Le piccole meschinerie che non mi sfiorano neppure. Le incognite che non mi spaventano. La felicità che si affaccia,ogni tanto. Le persone intorno che mi sembra di capire di più, da quando ho cominciato a capire più me stessa. Certezze e dubbi che fanno a cazzotti,come sempre. che si scambiano la sedia , continuamente.

Affinità elettive

Estratto di una conversazione.
“Non mi piace il popolo campano, so che potrei essere tacciata di razzismo però io almeno ho il coraggio di confessarlo”.
“Beh, neanche io l’ho in gran simpatia. In effetti sì , è una dichiarazione razzista. Però , voglio dire, e sti cazzi!”

Signs

Ieri sera alla fine ho visto Signs credo uno dei film più brutti della storia del cinema. Comicità involontaria a iosa, un Mel Gibson espressivo come un taglierba, un alieno verde e curvo che più streotipato non si poteva… Sono rimasta a guardare i titoli di coda per segnarmi un po’ di nomi e denunciarli tutti, come suggerisce Claudio

Ma sì stasera me ne vado al Warner

Ma sì stasera me ne vado al Warner a vedere Pinocchio, serata molto global insomma.
Non ho voglia di scrivere, ho scritto tanto privatamente oggi, una lunga lettera di sfogo a Beatrice che capisce i miei sconforti e promette repentini e ormai prossimi sconvolgimenti planetari a mio favore. Ho scritto a claudio una mail piena di pensieri disordinati alternati a richieste e condita di espressioni romanesche tipo ” mica cotica” . Vera letteratura insomma. 🙂 Ho scritto a g. una mail piuttosto breve che avrò impegato un’ora a scrivere, una mail credo inutile e senza senso, che dice poco e niente di quello che volevo esprimere e quand’è così forse sarebbe meglio cancellare tutto,chiudere sessione e fare qualcos’altro. Vado appunto a fare qualcosa di più costruttivo del tipo mangiare qualcosa, che sono tre giorni che l’elementare bisogno fisiologico della fame è stato inghiottito dalla spirale dell’ansia.