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Vanni

Oggi ero da Vanni, non ci vado proprio mai, quando lavoravo al Manzoni ci passavo tanto di quel tempo che ormai ho la nausea solo a vederlo. Però ecco,oggi dovevo restituire un copione a una persona e mi ha chiesto di vederci lì , e così a un tratto mi è venuta in mente quella volta,più o meno un anno fa, che ci siamo incontrati alla tavola calda di Vanni con due vassoi in mano e l’imbarazzo di parlarsi credo per la prima volta.

Bocca di rosa

La chiamavano bocca di rosa metteva l’amore metteva l’amore la chiamavano bocca di rosa metteva l’amore sopra ogni cosa. Appena scese alla stazione del paesino di Sant’Ilario tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario. C’e’ chi l’amore lo fa per noia chi se lo sceglie per professione bocca di rosa ne’ l’uno ne’ l’altro lei lo faceva per passione. Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie. E fu così che da un giorno all’altro bocca di rosa si tirò addosso l’ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l’osso. Ma le comari di un paesino non brillano certo d’iniziativa le contromisure fino al quel punto si limitavano all’invettiva. Si sa che la gente da’ buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio si sa che la gente da’ buoni consigli se non può dare cattivo esempio. Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto. E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole acute: “Il furto d’amore sarà punito -disse- dall’ordine costituito”. E quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare: “Quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare”. E arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi con i pennacchi e arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi. Il cuore tenero non e’ una dote di cui sian colmi i carabinieri ma quella volta a prendere il treno l’accompagnarono malvolentieri. Alla stazione c’erano tutti dal commissario al sagrestano alla stazione c’erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano. A salutare chi per un poco senza pretese, senza pretese a salutare chi per un poco portò l’amore nel paese. C’era un cartello giallo con una scritta nera, diceva: “Addio bocca di rosa con te se ne parte la primavera”. Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca. E alla stazione successiva molta più gente di quando partiva chi manda un bacio, chi getta un fiore, chi si prenota per due ore. Persino il parroco che non disprezza fra un miserere e un’estrema unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione. E con la Vergine in prima fila e bocca di rosa poco lontano si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor profano.

meraviglia

“a latere della muliebre sensualità dello corpo tuo tutto, io sono da sempre drasticamente irretito dal tuo viso che giudico di una beltade spasmodica”.

Domani ho un provino

Domani ho un provino e farò una figura da semi-anafabeta, non ho imparato praticamente nulla , in più è il ruolo di una segretaria mezza deficiente ed è quindi un peccato perchè avrei discrete speranze. 🙂

erratissima corrige

Scritto deficiente senza i , clà, lo sai che sei il mio uebbemastro preferito, me lo correggi ? 🙂 A proposito di ignoranza, mi giiunge alla mente una mitica intervista a Flavia Vento : “Flavia, tu sei lussuriosa?” “No, io non amo il lusso!” Indimenticabile.