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miss, guardì, le donne

A me l’idea di organizzare la finale di Miss Mondo in Nigeria è parsa fin da subito nella migliore delle ipotesi una pessima iniziativa appoggiata in buona fede dalla bonino e “nessuno tocchi caino” e nella peggiore una furbata da parte degli organizzatori del concorso ai quali deve esser parso appetibile salire sul carro della solidarietà per Amina e Safya.Insomma,fin dall’inizio ho sentito puzza di strumentalizzazione. L’illuminazione mi è venuta una mattina in cui , fatto rarissimo, ho guardato mezz’ora di quel calderone di casi umani mescolati a vasi cinesi che si chiama “i fatti vostri”. C’era ospite la rappresentante italiana di Miss Mondo,una biondina scialba di cui non ricordo il nome che proclamava l’importanza di svolgere una manifestazione tanto significativa per le donne e la democrazia in un paese in cui alle donne sono negati dei diritti fondamentali. Si capiva che la ragazza era stata imbeccata a dovere dagli organizzatori e che ripeteva frasi che probabilmente aveva ripassato cento volte nel silenzio del suo camerino. Ora,la cosa di per sè mi ha creato un vago senso di fastidio ma vi garantisco che c’è un retroscena ben più deprimente che ha acuito la mia sensazione di disagio, vale a dire il luogo dal quale questa miss lanciava tali elevati e nobili messaggi in difesa delladonna e della sua condizione in alcuni paesi che applicano la primitiva e intollerabile sharia. In paesi in cui l’integralismo islamico ha relegato la donna in una condizione infernale, in cui la donna può finir lapidata a causa di una condotta altamente immorale come può essere l’avere un figlio fuori da un matrimonio che nei fatti non esiste più o , peggio, perché violentata.
Questi sono gli estremi,ovvio.Ma il signor Guardì, siciliano di Castel Termini, non afgano o nigeriano,nel suo paese libero e democratico, dà il suo contributo alla causa ? In un ambiente tanto delicato e controverso come quello della tv in cui la figura della donna libera e liberata esce spesso malconcia, come si comporta? Qual è il suo esempio? Qual è la sua rivoluzione quotidiana? chi è Guardì quando la luce rossa delle telecamere si spegne? Come le tratta, come le considera le donne? Ve lo dico io,perchè ho avuto la fortuna di fare ben due provini con lui e vi garantisco che i provini sono un buon metro per giudicare chi hai davanti da entrambe le parti, sia quella del provinante che quella del provinato. C’è chi assolve all’antipatico compito di dover scegliere le persone giuste con grazia ed educazione mandandoti a casa con la tua dignità intatta e chi invece ti fa sentire una merda. Qui ovviamente mi riferisco al secondo caso.Il signore in questione , famoso per le sue sfuriate,è credo caso unico di personaggio tanto in alto che si prenda la briga di selezionare lui stesso non solo presentatori e vallette,ma addirittura i figuranti,ovvero coloro che appludono a comando a qualsiasi genialità partoriscano menti eccelse come quelle di Gigi Sabani,Stefania Orlando,l’astrologo Fox, Adriana Volpe e la talentuosissima e amicissima di baldassarre Francesca d’Auria.Si mette dietro una specie di cattedra con lo sguardo arcigno e fa entrare le ragazze non una o massimo tre o quattro alla volta come tutti fanno di solito per consentirti privacy,dignità e anche di dire due parole , ma in gruppi giganteschi tipo mandrie da condurre al pascolo,o meglio, al macello.Insomma ,tutte schierate e lui da venti metri guarda tutte non in faccia ma attraverso un video per valutare la telegenia,non saluta e comincia a dire “tu sì tu no,tu sì tu..mmhhh…sì,cioè no…” e nessuna capisce con chi stia parlando perchè da venti metri non è facile capire chi stia indicando,quindi equivoci,illusioni e disillusioni momentanee e nemmeno la carineria, dopo che sei stata scartata, di farti uscire da quello stanzone orrendo che sembra proprio quello degli allevamenti intensivi e mai analogia fu tanto pertinenete. No,l’ordine è di non muoversi fino a selezione ultimata perchè il godimento supremo deve essere quello ,dire alle scartate: -bene,ora voi a destra e le altre a sinistra! – E quelle a sinistra tutte contente , credendo di avercela fatta.Invece no,perchè il signore comincia un’ulteriore sadica scrematura e le escluse sempre lì a guardare. Finisce con “ora le altre possono andare!” Nenche un arrivederci, un grazie, un vaffanculo.Tutto ciò costellato da avvilenti episodi a cui tocca assistere in silenzio. Ve ne racconto uno.la sorella meno famosa e meno bella di una nota showgirl (?) tenta da anni di fare qualcosa nello spettacolo senza successo.Il massimo che la sorella è riuscita a fare per lei è stato infilarla come figurante ne i fatti vostri. Ogni anno questa tizia va comunque a fare il provino tanto per dare una parvenza di regolarità alla cosa.E puntualmente ogni anno guardì si dimentica chi sia e davanti a tutte le altre,in un moto sincero, la scarta .Tutte sanno perfettamente che è la sorella di.A quel punto un collaboratore sussurra qualcosa nell’orecchio di guardì e lui “Signorina mi scusi, torni nell’altra fila.” E tutte tacciono,incazzate,pubblicamente prese per il culo.
Apparentemente ,nel raccontarvi tutto ciò,sono finita fuori strada.No signori miei,parlando di Italia in qualche modo parlavo della Nigeria. La lapidazione è un obrobrio ed è giusto combattere per i diritti delle donne in paesi tanto lontani dal nostro, ma non aggredendo la loro cultura che è per alcuni versi follia,ma per altri cultura millenaria.Non aggredendoli con la nostra sfacciata e vuota cultura di miss e veline,perchè se è vero che il burka imposto non ha niente a che fare con l’emancipazione femminile,non è detto che lo sia neppure un bikini.Non mi piace affatto l’idea che si sia pensato di andare a portare solidarietà alle donne in un paese in cui la religione islamica è radicata,facendo sfilare delle miss in mutande.per giunta in periodo di Ramadan. Combattere gli estremismi di una cultura con gli estremi della nostra mi pare una violenza e una mancanza di rispetto. l’idea dei concorsi di bellezza è considerata degradante per molte donne occidentali,figuriamoci se in Nigeria le donne erano entusiaste.non ci credo, perchè al di là dei diritti negati che fanno parte del fanatismo,nei paesi dell’islam più occidentalizzati,la femminilità della donna continua a rimanere discreta per scelta della donna stessa. Quando sono andata in paesi musulmani e mi veniva chiesto di non osare il topless sulle spiagge o di visitare le moschee senza spalle scoperte,l’ho fatto con piacere nel rispetto di una cultura diversa dalla mia e quando ho visto ugualmente i topless occidentali sulle spiagge non mi è parsa un lotta ideologica per difendere il diritto delle donne a girare come vogliono,non mi è parso un gesto simbolico e pregno di significato,mi è parso mancanza di rispetto.Combattere gli estremi e le ingiustizie ma non imporre la nostra concezione di emancipazione.E ho parlato di guardì perchè signori,da donna quale sono,dico che prima di andare ad aggredire le culture con forme discutibili delle nostre,dovremmo guardare ben bene cosa accade da noi e chiederci se siamo poi così evoluti o se c’è ancora molto lavoro da fare,come io credo.
Grazie a chi è arrivato a leggermi fino a qui.

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