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posto fisso e posto fesso

questo è uno stralcio di una cosa scritta da me un anno e mezzo fa su un forum e che sono andata a ripescare (non senza fatica!) per bea-mariemarion , con cui condivido tante idee sulla sua siniSCA e sulla mia siNISBA.
faceva parte di un acceso dibattito sul posto fisso, sulle teorie di chi è per tutelarlo a tutti i costi e su chi, come me,ritiene la questione ben più complessa e si chiede chi tuteli molti liberi imprenditori….
“…..Il problema è proprio quello di ragionare a SENSO UNICO cari miei. Perchè gli imprenditori non sono tutti Berlusconi e gli artisti non tutti Frida Khalo o Jovanotti. Così come non tutti i dipendenti sono minatori o minorenni cingalesi sfruttati dalle multinazionali. La verità è che è pieno di gente col posto fisso tutelata da stato e sindacati che non fa un cazzo o fa male il suo lavoro ma che tanto non verrà mai e poi mai licenziata perché quel posto è suo e guai a chi glielo tocca. Ma ci siete mai andati alla Standa? Ve le siete mai viste tutte queste signore di mezza età che stanno alla cassa annoiate ,che si bevono il caffè,cazzeggiano tra di loro e ci mettono tre quarti d’ora a farti un conto? Queste sarebbero le eroine odierne? No.Non mi si faccia sentire la pippa retorica dell’odierno eroe quotidiano che guagagna un milione e mezzo al mese e deve tirare avanti con famiglia a carico. ‘Sta retorica la fa pure il mio fidanzato nel suo spettacolo di cabaret e l’ho già minacciato da tempo di mollarlo se non mi leva ‘sto polpettone ruffiano e qualunquista. Perché questa è demagogia bella e buona. E tu M.,se conosci bene il mondo del lavoro sai che i privilegiati sono anche un mucchio di dipendenti statali e non,non solo il Briatore di turno. E come la gente che si fa il culo vero è fatta anche di artisti,di imprenditori,di commercianti,oltre che di operai. Io sto fuori di casa da sette anni e in una città che non è la mia. Non ti sto a raccontare storie da Piccola fiammiferaia, ma sai, il mio lavoro fisso orrido e alienante l’ho fatto pur’io ,otto-nove ore di lavoro compresa una domenica al mese per la somma di lire 1 milione e cento in nero. Tutto il giorno in piedi a fare la commessa,pulire il cesso,scopare il marciapiede.Bene,io mi sarei sparata,invece c’erano le mie due colleghe che erano appagate ,contente,si sentivano privilegiate. Qualche luna nelle vostre scarpe c’ho camminato.Dunque io la mia risposta al quesito di questo thread me la sono data e me l’hanno data molti di voi, Ugo, Donatella, josef: il posto fisso appaga il desiderio per alcuni e l’esigenza per altri di avere sicurezza, stabilità e libertà di fare progetti. Però M. non venirmi a fare Il Bignami del comunismo. Il comunismo cura gli infermi? E quelli che hanno le loro gambe e una gran voglia di camminare chi li cura? Cos’è che ti da tanto fastidio negli imprenditori di se stessi,come dici tu? Che non chiedano un cazzo di niente a nessuno e investano tutto quello che hanno e spesso molto di più,rischiando in un’idea,in un progetto? Dando magari lavoro a un sacco di gente? E pagando tasse su tasse? Caro M.,il mio ambiente pullula di comunisti, il teatro è quasi esclusiva dei comunisti. E vuoi sapere QUANTO SONO ATTENTI AI PROPRI SIMILI? Qual è il loro concetto di Stato Sociale? Qual è il loro concetto di arte? Qual è il loro concetto di imprenditoria? Bene, te lo racconto io, visto che tu in questo ambiente mi sa che ci cammini scalzo. In teatro esistono le compagnie, cioè uno o più attori o registi o produttori che si costituiscono società .Ora,per avere le sovvenzioni statali , questa compagnia deve dimostrare di fare un certo numero di repliche l’anno,mi pare 70.Questo vuol dire: COME VA VA. Cioè,se io faccio 20 repliche e incasso 100 milioni perché un mucchio di gente viene a vedermi e ne pago 60 di tasse ,mi attacco ;se ne faccio 70 e sono più gli attori del pubblico mi prendo i miei cento milioni o i mie due miliardi l’anno di sovvenzioni ,capito? Tra l’altro,molte di queste compagnie per raggiungere le 70 repliche l’anno ,fingono di produrre spettacoli di attori che non costituiscono compagnia (di comune accordo) e così raggiungono le loro 70 repliche ugualmente. Risultato: io sporca capitalista sfruttatrice e sanguisuga che non ho fondato una compagnia perché ancora incerta sul mio futuro, mi produco tutto da sola scommettendo quello che neanche ho, non chiedo nulla allo Stato ,stipendio regolarmente un sacco di gente,tutte le sere pago il mio 20% di Siae e tasse varie, poi pagherò le tasse sul guadagno, pago i contributi al personale, pago l’assicurazione al personale, pago le tasse sugli sponsor ai quali ho bussato umiliandomi con una faccia come il culo che non ho. E a tutto questo aggiungi che,caso strano,devo farmi un mazzo così per trovarmi un teatro non parrocchiale che mi ospiti. Perché vedi,la maggior parte di queste compagnie finanziate dallo Stato hanno anche in gestione i teatri. E quando lo Stato, cioè noi,gli da due miliardi l’anno per finanziare arte, laboratori e sperimentazione,a loro gliene frega assai di avere uno spettacolo che incassi; tanto i soldi li prendono comunque .Risultato: teatri completamente vuoti, sempre gli stessi spettacoli alla faccia della sperimentazione, sempre le stesse compagnie con la stessa tessera politica che si scambiano favori. E quando i tuoi compagni attenti al prossimo si degnano di ospitarmi in un teatro mi chiedono due milioni al giorno per fare lo sforzo di tapparsi il naso di fronte a un genere tanto popolare; e mi chiedono percentuali sugli sponsor, e mi trattano come una merda dicendo che quella che viene a vedermi è la massa ignorante, e mi succhiano il sangue in tutti i modi. E l’anno dopo fanno gruppo e se non torno lì mi chiudono la porta tutti gli altri teatri. Capito??? Io quest’anno,dopo che il mio spettacolo è stato il ventinovesimo incasso nazionale per avere un teatro ho dovuto scommettere su uno che riapre quest’anno dopo dieci anni di chiusura. Altrimenti dovevo dare 70 milioni alla sinistra altruista che l’arte se la fa nel salotto vuoto di casa sua. Capito??? E tutto questo senza neppure avere la filippina in casa cara Chiara. Non so se qualcuno leggerà mai fino in fondo questo papiro telematico.E spero che non si semplifichi il tutto parlandomi di anti-comunismo o cazzate simili. Perché per me sono le sovvenzioni date a cazzo di cane il vero nocciolo del problema,l’assistenzialismo, lo stato-balia. E un sacco di altre questioni che davvero non leggerebbe più nessuno. Amen ”

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