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solite parole sante di gianluca neri

Francamente non so dirvi se, per aver scoperto che Sonia Cassiani (la diafana e insopportabile promoter della verginità esposta fino qualche tempo fa nella vetrina di carabattole del Costanzo Show) gestisce un blog (un diario online, per chi non mastica di Internet), Luca Sofri meriti la mia eterna riconoscenza o un lustro di rancore. A favore dell’ipotesi “A” il fatto che il sito in oggetto garantisca almeno una ventina di chiavi diverse su cui giocarsi la presa per i fondelli. La “B” è invece sostenuta dalla convinzione che non si debbano dare in giro questo tipo di link a notte tarda, a tradimento, senza avvertire, proprio quando ti avvii a spegnere inesorabilmente il PC. C’è da dire che: 1) ho riso molto; 2) ho pensato che fosse giunta l’ora dell’inesorabile sputtanamento dei blog; 3) ho pensato di chiudere il mio; 4) ho riso molto. E imparato molto. E gioito anche, perché abbiamo un nuovo record di apnea: 109 parole, quattro argomenti e 742 caratteri da punto a punto. La frase è la seguente (se la state leggendo a voce, inspirate a pieni polmoni): “Perché una donna che chiunque teoricamente avrebbe potuto desiderare si accaniva a rincorrere indiscreti maggiori (per usare un eufemismo), come Hewitt, tempestava di telefonate maturi antiquari che l’avevano sedotta e abbandonata, come fosse una qualunque provinciale romantica e sognatrice; che dire poi della strana passione per i musulmani, dalle frequentazioni col campione di cricket pakistano Imran Khan, all’amore folle per il di lui conterraneo, il cardiochirurgo Hasnat Khan, che si faceva addirittura portare a Kensigton Palace, nascosto nel bagagliaio dell’auto da un altro “spiattellatore” per antonomasia, il “fidatissimo Burrell”, alla ribalta di recente per una presunta appropriazione di oggetti appartenuti a ‘shy Di'”.

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