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prima dell’alba

Stamattina, ore 5,00 , ho scolato la pasta nel mio lavello opaco di calcare. Credo che questo gesto apparentemente innocuo abbia definitivamente assestato il mio ritmo sonno – veglia sul fuso orario di Tokyo. Flash-back Un quarto d’ora prima, all’apertura del cancello opaco di fangose impronte canine, i miei due anarchici quadrupedi avevano improvvisato una fuga per il quartiere. Qualche insonne (e fortunato) vicino di casa ha potuto assistere alla seguente mirabile scena :alle ore quattro e tre quarti del mattino, temperatura intorno ai due gradi centigradi, una tizia con dieci centimetri di tacco ed abito con pailettes, rincorre un dalmata claudicante che trascina con sè un guinzaglio ormai inservibile, ed un altro cane bastardo di nome e di fatto che si diverte ad aspettarla e a ripartire al galoppo non appena la tizia si trovi lì lì per afferrarlo. Per rendere meglio la comica tragicità del fatto val la pena spendere due parole sul bizzarro aspetto morfologico del quartiere. La Borgata Massimina è tutto un intrecciarsi di strade con pendenza paragonabile a quella delle montagne russe di gardaland, tant’è che un certo numero di abitanti va a fare la spesa alla conad , che è situata in una graziosa conca naturale, inforcando gli scii e scendendo giù a spazzaneve. Chiaramente il rientro a casa si presenta ben più difficoltoso, ma ormai gli abitanti hanno adottato la prudente abitudine di portare sempre con sè funi, martello e picchetto per la risalita sulla parete d’asfalto.i più romantici paragonano la morfologia del quartiere a quella di San Francisco, i più realisti a una pista di motocross. La borgata confina con immensi campi coltivati e non è raro vedere nei giardini dei privati galline e tacchini scorazzare allegramente. Ho ragione di credere che questo sia l’ultimo quartiere di Roma in cui il reato di abigeato superi di gran lunga quello di rapina a mano armata. Non fatevi però ingannare da questa bucolica parvenza, dal mare a pochi chilometri e dai gabbiani che si librano dell’aria. Qui, la brezza che spira dal mare , porta con sè non l’odore di alghe e di iodio,ma il tanfo della vicina discarica di Malagrotta da cui appunto provengono quei sinistri gabbiani che puzzano come cinghiali e ormai entrano in sciopero con i netturbini. Beh- direte voi – però con tutto questo verde intorno , chissà che parco pubblico! Bene, non so per quale misterioso motivo di lottizzazioni, il parco pubblico della massimina sorge tra la bretella laterale dell’aurelia e l’aurelia stessa, che è una tranquilla strada statale in cui vige la strana usanza di porre una lapide e un vaso di fiori solitamente con sciarpa della roma annessa , ad ogni lampione.Il parco pullula di altalene, scivoli, fontane e, udite udite, c’è perfino un campo da bocce. Certo, non di rado è capitato che a causa di una spinta del papà un po’ troppo vigorosa all’altalena, qualche bimbo si sia trovato a bordo di un Fiorino che transitava in quel momento sull’aurelia, ma basta recarsi al casello di Torrimpietra e la faccenda si risolve felicemente. Per la verità anche il campo da bocce ha dato qualche problema. Essendo frequentato principalmente da ottuagenari con la vista del Ragionier Filini, accade di frequente che quando vanno a compiere la famosa “bocciata” per allontanare la boccia avversaria, finiscano per centrare in pieno il parabrezza di un auto in transito sull’aurelia .In effetti più volte la polizia è venuta ad indagare nel quartiere per lo strano (e unico in tutt’italia) fenomeno delle “bocce dal cavalcavia”, ma ben tre volanti addentratesi incautamente per il quartiere, sono finite giù per la ripida via che fiancheggia l’edicola, che conduce, notoriamente, in una conca che è immediatamente dopo il Mar Morto, il punto più basso della terra, 399 metri sotto il livello del mare. Numerose sono le leggende fiorite attorno a questa conca, anche perchè fino ad oggi chiunque abbia tentato di esporarla non è mai tornato a raccontarci cosa ci sia. Qualcuno afferma che sia pieno di carcasse di aerei spariti dai radar e mai ritrovati, altri dicono che sia il buen ritiro di Mina, altri ancora sostengono di avervi intravisto la sagoma di un Velociraptor,dinosauro che secondo le cronache sarebbe estinto milioni di anni fa, altri che Bin Laden sia nascosto lì dentro e che stia arruolando abitanti della massimina per fondare “la nuova Jhad de borgata” . Ad avvalorare quest’ultima tesi c’è lo strano episodio del macellaio del quartiere che ha sostituito il poster di Totti con un ritratto di Maometto,ma per ora si tratta di illazioni. Che dire poi della toponomastica stradale del quartiere?Gia’il nome del quartiere desta qualche perplessità .Che vuol dire Massimina??? Perchè il diminutivo di un maggiorativo e per giunta al femminile? che vor dì?Secondo me il toponomasta quel giorno era ciucco o, mentre meditava su una panchina del parco, gli è arrivata una bocciata di un ottuagenario dritta in fronte.In uno slancio di originalità ha poi battezzato la via principale “Via della massimina” e così, un fioraio ancor più ispirato che si trova sulla stessa via ,ha pensato bene di chiamare il negozio MASSIFLOR, un nome che toglie poesia perfino a gladioli e nontiscordardimè. Comunque sempre meglio del dentista che, situato sempre sulla via principale,ha incollato sulla vetrina un’elegantissima gigantografia di un molare dieci metri per otto.Tutti ci siamo chiesti quale simbolo avrebbe esposto se anzichè in odontoiatria si fosse laureato in ginecologia…Per il resto è tutto un fiorire di nomi facilissimi da tenere a mente, poichè appartenenti a personaggi celeberrimi quali: Pantaleo Carabellese, Bartolomeo Griziotti, Attilio Cabiati…..Il postino, che è qui da quarant’anni, non ha memoria dell’arrivo di una sola cartolina nel quartiere.Fine flash-back e fine divagazione.Mangio la pasta e mi metto a letto. Il sonno tarda a venire , accendo la tv e rimango estasiata di fronte alla programmazione televisiva delle cinque e mezzo del mattino:Rai Uno trasmette un documentario sui rapaci del quindici-diciotto ed in effetti credo che la metà dei pennuti visti sia ormai estinta da qualche lustro.Rai Due azzarda un’avvincente lezione di “corsiva umanistica su Ferrara,gli Estensi e un certo Gaspare dei Trimbocchi (mi sono stupita che a quest’ultimo non sia intitolata una via della massimina) ” , roba che ,vedendolo,uno che soffre di insonnia comincia pure a drogarsi.Italia uno effettua una coraggiosa contro-programmazione trasmettendo un programma anni ’80 dal nome “Smile” con il noto cantante Nikki che canta l’indimenticabile brano “L’ultimo bicchiere”. Penso che poche ore prima in discoteca ho visto Di Caprio e mi ha pure sorriso e che la vita è proprio un sali e scendi. Come le vie della Massimina.

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