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Ti scrissi…

Forse non sto ancora stuprando la mia vita, ma di certo le mie carezze si son fatte più audaci. Non ho più voglia di sentire le morse soffocanti di rapporti cannibali con le papille gustative atrofizzate e inebetite, che si nutrono solo di se stessi . Ho voglia di assaggiare i sapori del mondo, di sputarli e vomitarli , di assaporarli e lasciarmi inebriare dalle infinite varietà di gusti, sensazioni, percezioni. Di farmi avvelenare anche , e cercare gli antidoti. Qulcuno ha detto che la drammaticità della vita sta nell’invecchiare quando si comincia a diventar giovani. Io ci credo. Credo che i giovani riescano ad esser rigidi ,spigolosi, marmorei e dogmatici come nessun ottuagenario potrà mai essere. Credo che crescendo , se si ha intelligenza e capacità di guardare dentro e fuori se stessi, si riesca a trovare il coraggio di essere giovani, di sovvertire le regole per davvero,di prendere ad accettate dogmi e buona educazione, di denudare convenzioni e lapidare il bon ton. Di dare un bel calcio in culo a retaggi culturali triti e ritriti che hanno prodotto più infelicità di guerre, fame e siccità. Qualcuno crede di essere trasgressivo e giovane perchè va a un girotondo o ripete a gran voce un qualche slogan che profuma di democrazia. La vera ribellione non entra in uno striscione e non sfila per le strade in date prestabilite. la vera ribellione è quella dei sentimenti, quella davvero coraggiosa di alitare sulle proprie pulsioni e farle vivere. Di lottare per esse. Di fare girotondi continui nell’intimità della piccola eppure infinita grandezza della propria vita. Di far sfilare in corteo coraggio, dolore, fantasia, forza, curiosità, rabbia, lungo la strada tortuosa dei sentimenti, delle inclinazioni, delle scelte, degli affetti,dei lutti, delle scoperte. Nuotare, non galleggiare. Diventar giovani, non invecchiare. Voglio diventar giovane. Preferisco sentire affondare nella carne gli artigli del dolore, piuttosto che farmi tutta la vita in anestesia generale.O esser seppellita da giudizi pittosto che dalla polvere dell’abitudine. Preferisco la vera guerra che fa sanguinare alla finta pace che corrode lentamente. E sti cazzi di quello che si fa e non si fa, di quello che è giusto e non è giusto,di quello che non è rispettoso, di quello che non si conviene, di quello che non è il caso, di quello che non è prudente, del rischio delle strade nuove, dei sentieri non battuti, di quello che non è morale, di quello che non è accettato compreso condiviso . E non starà in una cresta di capelli rosso fuoco la mia ribellione, nè in un corteo ma farà molto più rumore. Se davvero tutti ce la stuprassimo un po’ questa vita (beacopyright), le tavole dei nuovi valori si scriverebbero da sole. E invece in tanti, specie i giovani, anelano alla libertà e con una mano sventolano una bandiera, con l’altra stringono le viti alla macchina del conformismo.per me il conformismo non è mettere un paio di nike ai piedi. E’ il rinunciare alle piccole rivoluzioni quotidiane per comodità,lassismo,superficialità,vigliaccheria ,quieto vivere. E’ il riempirsi la bocca con frasi inneggianti le grandi ideologie e poi vivere da piccolo meschino borghese tra le mura domestiche. O giocare a fare i finti trasgressivi con i soldi di papà,come mio cugino che è un cretino e una pecora, convinto di essere un grande sovversivo perchè va a un funerale in jeans e t-shirt pur essendo miliardario.Uno che ruba l’attenzione a un morto,capirai che gran trasgressione. Il mio professore di filosofia che era un grande uomo ci diceva che anzichè fare una proposta di legge per insegnare l’educazione sessuale nelle scuole, bisognerebbe preoccuparsi di insegnare ai giovani l’educazione sentimentale. Come aveva ragione , all’epoca non l’ho capito, oggi comprendo in pieno quello che voleva dire. Se a scuola non ci dicessero semplicemente di consultare il vocabolario, ma ci spiegassero che in esso e nell’infinita combinazione delle parole che lo compongono ci sono tutti i libri del mondo , forse ci ricorderemmo , vivendo, di quanti strumenti abbiamo per stuprarle le nostre vite.

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