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Vademecum per non diventare famose(2°puntata)

A grande richiesta (nel senso che un sacco di gente mi ha chiesto di non continuare con queste stronzate!) la seconda parte de “La sindrome di miss zagarolo” – 2° fase : l’impresario. Non posso avventurarmi ulteriormente nella storia che vo’ raccontando (sta botta di lingua dantesca non ve l’aspettavate è?), senza prima definire con cura una figura chiave nell’iter della nostra ragazzotta di provincia: l’impresario. L’impresario non va assolutamente confuso con manager,personal manager e agente,che sono figure ben più prestigiose nella gerarchia dello spettacolo.Diciamo che se l’agente è il gradino più alto della scala,l’impresario è lo zerbino davanti al primo gradino.L’agente e il manager “propongono e rappresentano ” artisti, l’impresario “c’ha” , come se viaggiasse con un campionario umano sempre dietro.Ora ,tale frase potrebbe sembrare azzardata,eppure gira il seguente aneddoto : durante “una sagra della ventricina a Pratola Peligna”, a causa di un acquazzone improvviso, l’orchestra di liscio dovette smettere di suonare e in piazza comincio’ un fuggi fuggi generale. Si narra che l’impresario del caso ,per nulla colto dal panico,estrasse dal bagagliaio un tendone da circo con quindici file di platee numerate,tre trapezisti bulgari ,un mangiafuoco di Zafferana Etnea,una foca monaca ,tre pony ,una tigre bianca particolarmente incazzata e rara(che aveva vistose tracce di vernice sui baffi)e due contorsioniste indiane dal cruscotto. Lo spettacolo fu un successone.L’impresario viaggia tutto l’anno per piazzare i suoi artisti rigorosamente a bordo di macchine di grossa cilindrata che ,a suo dire,fanno rappresentanza.La macchina-tipo del vero impresario è il mercedes 190 con coprisedile con palline di legno solitamente vecchio di almeno vent’anni e dalla provenienza alquanto dubbia.Una volta ,ad un posto di blocco, un impresario di Cerignola fu fermato da una pattuglia e ,come numeri di telaio, i carabinieri trovarono i risultati della schedina della domenica precedente (accanto a Chievo-Juventus c’era addirittura segnato a penna “rinviata per neve” ). L’impresario si presenta preferibilmente a:- sindaci e assessori di comuni assenti da qualsiasi mappatura fisica,politica e geologica che nemmeno “il sabato del villaggio” di Mengacci è riuscito a scovare, – gestori di pizzerie al taglio sul genere “Pazzi di pizza” “Pizza a pezzi” “pizza pazza” “Pizza che puzza”…, – osterie dai nomi improbabili tipo “Rubbagalline” – bar da nomi nelle intenzioni spiritosi quali “Zanzi Bar” o “Bar bagianni”.L’impresario è un tizio dall’aria piuttosto triste,generalmente con una giacca consunta e con spalline da far impallidire la Carrà su cui si depositano tali e copiosi strati di forfora che in giorni particolarmente ventosi avvolgono l’impresario in una bianca nube sinistra i cui improvvisi vortici risucchiano senza distinzione alberi,casolari e animali da cortile.Il catalogo-artisti dell’impresario è generalmente composto da:- Svariati maghi da nomi dubbi quali: Tony Sbrinarelli , Mago Silvano, Mago Duedicopperfild… che nella maggior parte dei casi realizzano un’unica magia:la sparizione del pubblico nel giro di mezzo minuto dalla loro apparizione sul palco.- Le mitiche ballerine “brasiliane” già descritte nella prima puntata.- Un ‘infinita lista di cantanti anni settanta e ottanta caduti in disgrazia quali Mario Tessuto, i Righeira, Nicola di Bari,Don Backy e cantanti donne quali : Rosanna Fratello,Anna Identici e la brunetta dei ricchi e poveri la cui presentazione al sindaco di turno è sempre accompagnata dalla frase di rito: “che è ancora una bella donna”.- Comici esilaranti la cui scheda di presentazione cita quasi sempre fantomatiche apparizioni in un programma di Pippo Baudo non meglio specificato o garanzie di qualità quali : “il nostro artista è reduce da una fortunata partecipazione a “la sai l’ultima” in cui si è fatto apprezzare con la mitica e raffinata barzelletta: “Caro,ho un cerchio alla testa!” “beh cara , meglio che un rombo al culo!”I manifesti di questi artisti consistono quasi sempre in una loro foto con un gilet variopinto,uno sfondo con tapparelle o tenda damascata del salotto buono o in alternativa un tentativo di sfondo bianco realizzato col lenzuolo matrimoniale in alcuni casi con iniziali dei coniugi cucite a mano in bella vista . Spesso fanno cornice al manifesto tristissime foto di contorno scattate al televisore durante le fugaci apparizioni del suddetto (che infatti è quello con la testa cerchiata di rosso e una freccetta che lo indica ).- showgirl di varia natura e moralità con manifesti le cui foto sono almeno di dieci anni prima .L’impresario doc si vanta sempre di godere di privilegi incredibili rispetto alla concorrenza , del tipo: ” Ho l’eslusiva su tutte le serate diLittle Tony nella Tuscia dall’uno al tre novembre.” Ogni tanto dichiara di avere tra le mani un pezzo grosso di cui non ha mai sentito parlare e allora prova a vendere una serata del nobel dario fo’ dicendo: ” Se vuole c’ho Dario Foà, quello che ha vinto l’oscar l’anno scorso” . Di solito l’assessore nota l’errore e replica con disappunto: “Non vorrei contraddirla ma credo abbia vinto il telegatto.” Le trattative tra l’impresario e il cantante anni ’70 si svolgono sempre così:l’impresario chiama l’Umberto Balsamo della situazione e gli dice che ha una serata per lui alla festa di san Rocco a Vasto Marina il 7 agosto.Il cantante se la tira,si definisce al momento molto impegnato e chiede se può essere richiamato in un altro momento. Il cantante richiama l’impresario dopo cinque minuti.Chiede quindici milioni e dichiara che gli sta facendo un prezzo di favore “giusto perchè sei te”. L’impresario riattacca dicendo che è troppo. Il cantante richiama e dopo una trattativa di sei ore e mezzo si accordano con un chachet pari a una percentuale sulle vendite del banco dei lupini. Solitamente , quando gli capita una festa patronale tra le mani,prova a vendere ad un prezzo forfettario non un solo artista ma il mitico pacchetto di artisti che comprende mago-fantasista,barzellettiere,showgirl,orchestra di liscio composta da dieci elementi ,caffè e ammazza caffè.Tale pacchetto ha sempre nomi quali “Cocktail d’estate”, “E-state con noi”, “la notte delle stelle” e così via.L’impresario,prima che un artista salga sul palco ,pronuncia sempre la mitica frase: “Mi raccomando,non dire parolacce che poi il prete del paese si lamenta.” Puntualmente appena l’artista tira sù l’asta del microfono ,dal pubblico partono una serie di insulti irripetibili capitanati dallo stesso parroco con le guance rosse di vino. Elemento fisso tra il pubblico di ogni festa di piazza che si rispetti è il matto del paese che solitamente è inviatato sul palco dal presentatore di turno a intonare una canzone di cui ,tra l’ilarità generale, non azzeccherà una parola .Solitamente il presentatore fa una tale fatica a farlo scendere che spesso,a fine serata, i tecnici lo imballano con le scenografie e lo caricano sul furgone. Probabilmente la presenza costante del matto del paese sotto il palco si spiega così: è sempre lo stesso che viene smontato e rimontato col palco. Infine c’è il momento clou’ della serata :l’impresario deve pagare gli artisti. Solitamente il comune paga col ricavato della pesca di beneficenza della serata .In una sera memorabile Memo Remigi ricevette la somma di duemilionitrecentocinquantamilalire in monete da 50 lire . Dopo numerose riunioni per trovare il modo di trasportare il cachet a casa del povero Remigi ad Ancona, i diciassette forzieri furono caricati su un container a bordo di una petroliera liberiana ancorata nel golfo di Crotone che tre anni dopo scarico’ puntuale sulla ba nchina n°16 del porto di Ancona il prezioso carico.(continua…) Tipica e pittoresca festa comunale (Sagra del Carciofo, file not found – http://www.proloco-unpli.it/ladispoli/SAGRA%20DEL%20CARCIOFO/sagra%20del%20carciofo.html)

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