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mi piace e non mi piace

Qualcuno mi ha chiesto, se tra una scemenza ed un’altra, magari mi va pure di spiegare un po’, ma solo un po’, chi sono. Eccomi qui. Mi piacciono: i gamberetti crudi il vino bianco il rumore del mare i film di Kubrick la pagina bianca quando incomincio a scrivere l’odore della vaniglia l’odore della notte i grilli le orecchie dei cani, dei miei in particolare le code dei gatti quando sono nervosi il pesce, sempre la sabbia bollente dell’ora meridiana i reggiseni di pizzo gli occhi quando ti guardano davvero i prati De Andrè De Gregori il silenzio il fruscio dei capelli cenare fuori parlare i grandi spazi deserti assaggiare nuovi sapori i tacchi alti guardare i pianeti natali degli altri baciare gli alberghi le finestre aperte di notte d’estate fotografare e farmi fotografare il thè verde i vestiti neri il fado i trompe l’oeil Carmen Consoli lo stile liberty il suono della lingua spagno la la voce, quando sussurra gli occhi quando si socchiudono le mani quando ti cercano la gambe quando si accavallano distratte quel punto del collo che si interseca con la spalla. Quel punto esatto l’amore misterioso e segreto, a cui non crede più nessuno i sentimentali gli eroi di tutti i giorni le persone generose quelle case di Prati che sembrano un film di Scola il cielo di Roma, in quei giorni di gennaio che sembra quasi aprile le insegne dei vecchi negozile scuole elementari quando è orari di uscita, che sembrano colorare il mondo le contraddizioni dell’amore la fedeltà il rimpianto, quando è giusto che sia così due giorni a Londra, a divertirsi da Harrod’s le ostriche Madrid quando è notte ma sembra giorno la schiettezza le scollature shakespeare il momento esatto in cui si decide di mollare il freno della razionalità le persone che sanno chiedere scusa l’attesa le persone loquaci incremarmi le sottovesti corte di pizzole passioni brucianti il mese di giugno e quello di luglio il numero 17 gli stivali la gelosia il sorriso della mia amica silvia il pancione di otto mesi e mezzo della mia amica silvia fare un viaggio per incontrare l’uomo che amo chiacchierare con una musica di sottofondo guardare le librerie degli altri la birra chiara la mia mansarda gli uomini che amano senza riserve e non hanno paura di piangere, di dire, di cercarti, di inseguirti, di chiedere. l’antologia di spoon river mangiare leggere mentre viaggio in treno scrivere essere la prima a sapere qualcosa di importante e raccontarlo fare regali la solitudine il colore giallo sulle pareti criticare un film o uno spettacolo teatrale appena visto/un libro appena letto le fresie il profumo della vanigliala prima di uno spettacolo i film di Von Trier andare a dormire tardi il kitsch avere tanta roba sul comodino il mare la sera avere accanto qualcuno a cui facciano sorridere le stesse cose che fanno sorridere me le poesie della Valduga, di Salinas, di Lucini, di Neruda, di Montale fare la spesa scoprire città che non conosco l’odore aspro della piazza dopo il mercato Caravaggio i canile finestre aperte di notte d’estate curiosare fotografare e farmi fotografare il thè tutto cio’ che sa di limone il sollievo che si prova nel dire qualche sofferto no il teatro valle il teatro Vascello l’argento le coincidenze l’amicizia degli uomini il parquet il basilico stefano benni le chiacchiere degli attori nei camerini le statuine i piccoli gesti della seduzione i complimenti delle donne il caffè “A Brasileira a Lisbona” Campo de’ fiori i vestiti leggeri a fiori Non mi piacciono: la stasi la competizione gli arroganti con i subordinati le api e le vespe le discoteche la sveglia la mattina presto la carne i carciofi cotti i chiodi di garofano il vino rosso Gli scrittori dallo stile “compiaciuto” gli animali ammaestrati la tv del dolore i thriller (cartacei) i film di natale Le persone che neanche ti conoscono e già ti chiamano: “tesoro” e “stella”. La sinistra snob La destra retorica la chirurgia plastica le partite del cuore gli uomini maniaci del fitness o che si improvvisano dietologi i finti trasgressivi i ristoranti senza menù lo stile minimal troppo antiquariato nella casa in cui si vive l’espressione “bella gente” gli applausi nelle trasmissioni televisisve il topless ancor più le risate finte nelle trasmissioni le spiagge affollate i calendari sexy la rassegnazione le commesse che chiedono “desidera qualcosa?” Le mode spirituali le persone fredde il rossetto rosso il lago le pareti bianche senza quadri la matematica l’oro giallo lo smalto sui piedi l’acriticità dei critici e del pubblico i tormentoni radiofonici estivi le piscine tristi di certi alberghi i profumi troppo penetranti le case hi-tech il perbenismo il colore blu le pellicce e chi le indossa l’eccessiva magrezza i rampanti la mancanza di attenzioni i giudizi affrettati le macchine costose i regali non pensati i pettegolezzii narcisti quelli che parlano soltanto di sé la pizza senza mozzarella gli articolo 31 gli psicanalisti da televisione Bruno Vespa i calendari sexy ritoccati con photoshop quelli che ti spiegano le tue idee e poi ti spiegano anche le proprie i ristoranti dove non si può fumare (io che non fumo) i maleducati i capelli corti gli anelli negli uomini per non dire i braccialetti o le catenine al collo quelli che godono poco della vita quelli che non rischiano mai quelli che non sanno perdersi quelli che non vorrebbero sbagliare niente quelli che non ridono di se stessi quelli che non hanno mai niente da dire quelli che parlano solo del proprio lavoro quelli che corrono sul carro del vincitore Quelli che sono arrivati in fondo a questa lista. 🙂 (grazie a R. per la collaborazione)

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