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consigli affettuosi

Cosa non deve fare un uomo al primo appuntamento (e neanche al secondo,se è possibile): – sbagliare un congiuntivo , specie se nel pronunciare una frase molto romantica del tipo “Che ne diresti se ti dassi un bacio ora?” Io :”Che ne diresti se ti dassi l’indirizzo del Cepu più vicino?” – a cena trattare il cameriere come Kunta Kinte in “Radici” – parlarmi tutta la sera della sua ex con cui si è lasciato rigorosamente per scelta. Della ex ovviamente. – raccontarmi che è andato a Cuba perché è culturalmente stimolante fare il misterioso, il maledetto,pronunciare una qualsiasi frase con la solennità del Papa e l’enfasi di Biscardi. -annunciarmi che mi porterà in un posto magnifico con un tavolino con una vista meravigliosa e scoprire che in effetti è nettamente il tavolo da cui la finale della Champions League sul maxischermo si vede meglio. – se al self service mi fa scendere a fare benzina lo innaffio ben benino e appicco il fuoco. Se tutto ciò accade dopo le dieci di sera e con la pioggia battente faccio anche sparire il corpo. -lasciarmi intendere che è un grande amatore – cominciare a chiedermi: che facciamo, dove si va, che hai voglia di fare? Se comincia a delegarmi decisioni alla prima uscita alla seconda mi chiamerà per chiedermi a che gusto comprare l’arbre magique. – lo so, è un’idea datata e maschilista ma il conto al ristorante deve pagarlo lui. Magari eviterò di ordinare salmone dei freddi torrenti scozzesi e bistecca di cervo selvatico dei Carpazi ,questo sì. – non mi deve fare il dolce Remì della situazione,della scimmietta morta di cimurro magari me ne parlerà più in là. – non deve fare apprezzamenti su altre donne, non siamo commilitoni in libera uscita. – Se poi quando parla mi guarda negli occhi anziché fissare quello che c’è immediatamente sopra il mio piatto magari è meglio. Se lo becco che mi fissa lì da mezz’ora deve uscirne con una tesi molto brillante del tipo: “non guardavo affatto il tuo decoltè, è che osservando il percorso dei fumi della minestra io riesco a prevedere che tempo farà domani.” – Se usa lo stuzzicadenti giuro che mi soffio il naso nel tovagliolo e me ne vado. Come minimo al secondo appuntamento userebbe la tovaglia per asciugarsi il sudore delle ascelle. – Mi insospettisce alquanto la macchina troppo pulita. Mi butto dall’auto in corsa se ha nell’abitacolo uno solo di questi elementi: – le tendine coprisole con Marilyn Monroe o il surfista che cavalca l’onda o il tramonto infuocato. – la calamita con Padre Pio sul cruscotto con scritto “proteggici tu”. – i coprisedile con le pallette di legno che se ha problemi d’artrosi o ha qualche penitenza da scontare sono fatti suoi non miei. – il millepiedi sotto il tergicristalli posteriore. – l’impianto stereo con l’amplificazione del Cocoricò a Rimini. – un alberello magico va bene, ma se ha appesa tutta la pineta di Ostia meno. E infine: – affermare tutta la sera che è un galantuomo vecchia maniera salvo poi reclinare il sedile dell’auto non appena lo sfioro per infilargli l’etichetta dentro il collo del maglione. Uomini,di arbre magique mi raccomando non più di uno ed evitate gusti troppo originali tipo kiwi, coratella e tartufo.

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