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La verità sui provini

Intanto voglio premettere che dopo cinque anni di questo mestiere non mi è ancora ben chiaro se i provini si chiamano provini perchè consistono in alcune prove da superare o perchè semplicemente da registi a produttori alla fine ci provano tutti. Direi che comunque l’etimologia è certa, è il discorso semantico circa il verbo provare che mi pare più incerto.Il provino è una scuola di vita, forgia, fortifica. Uno può aver fatto tutti i corsi di sopravvivenza che vuole, può aver imparato a orientarsi con le stelle, a mangiare bacarozzi,a navigare un fiume al contrario meglio di un salmone, a depurare l’acqua di una pozzanghera e a trasformarla in Chinotto,a orientarsi nella foresta amazzonica e sul grande raccordo anulare, a riconoscere lo scirocco dal maestrale, un cirro da un cumulonembo,a riconoscere un fungo velenoso, a riconoscere ancora la Vanoni dopo il settantacinquesimo intervento estetico , ma se non ha affrontato almeno un provino nella sua vita conserverà sempre una certa dose di vulnerabilità.Ve lo garantisce una che da quattro anni a questa parte ne ha sostenuto di tutti i tipi.Intanto dovete sapere che fare provini non è poi così semplice, solitamente è la propria agenzia che procura gli appuntamenti, ma in linea di massima, i provini si svolgono in un clima di clandestinità che non dovevano avere neanche i raduni carbonari nel periodo della dominazione austriaca. Tutto ciò avviene per un motivo semplicissimo: maggiore è il numero di persone presenti a un provino e minori sono le probabilità di essere scelti. Inutile dirvi il clima di idilliaca fratellanza e solidarietà che si respira nelle anticamere in cui s’attende, anche per ore, il proprio turno. Visto che più o meno ai provini gira sempre la stessa gente, si finisce per conoscersi un po’ tutti e per incontrarsi in continuazione. Incontro-tipo tra due belle ragazze ad un provino per un’importante fiction: “Tesoooorooooooooooooooo! Anche tu qui???” “Stellaaaaaaaaaaaa! “(seguono tre ore di pomiciate ) “Sì guarda, io neanche volevo venire, l’ho saputo all’ultimo minuto.” “Lo dici a me ? Io anche l’ho saputo un’ora fa, sono venuta vestita com’ero!”(generalmente chi pronuncia questa frase ha saputo del provino con un mese di anticipo e s’è fatta cucire l’abito su misura dalla sarta personale della regina Elisabetta.) “Ti trovo benissimo!!! Sei dimagrita?” “Sì, ma anche tu sei sempre più bella!!!!” A questo punto una delle due viene chiamata a sostenere il provino. “In bocca al lupo stella!” “Grazie ciccia!” Neanche si chiude la porta che quella rimasta fuori si gira vero un’altra e : “Madonna come s’è invecchiata!A momenti manco la riconoscevo. Poi me la ricordo quando facevamo I cervelloni insieme , c’aveva un ber fisico, mo’ ha messo su un sedere che quando stende le mutande sul terrazzo c’è l’eclissi di sole!” Terminate le prove le due si salutano amorevolmente. “Allora ci teniamo in contatto, mi raccomando!” “Sì sì dai, così se c’è qualche provino ti avverto!” “Ma che scherzi! Pure io te lo faccio sapere subito! Se non ci aiutiamo tra noi!” “Ora scappo che sto partendo per Parigi!” “Sì vado anch’io che accompagno mia madre al San Camillo a fare un’endoscopia!” Un’ora dopo si ritroveranno entrambe allo stesso provino per una pubblicità, nell’imbarazzo che vi lascio immaginare e accampando scuse coraggiose del tipo: “No, è che l’aereo per Parigi ha avuto un guasto e non è partito…” “Ah, beh, mia madre è proprio morta durante l’endoscopia e a sto punto che rimanevo a fare!Poi la vita deve andare avanti…” Anche i luoghi in cui si svolgono le audizioni hanno sempre un’aria misteriosa e sinistra. Non si sa bene perchè ma le sedi sono sempre occultate a parecchi metri sotto la superficie terrestre,in semi-interrati, scantinati, ex-garage… ma esistono testimoni piuttosto attendibili che raccontano addirittura di provini sostenuti in bunker antiatomici, nelle catacombe paleocristiane e si narra addirittura di un’audizione tenuta in un diverticolo della Cloaca Massima in cui l’operatore video era una pantegana di sette chili e mezzo piuttosto irascibile. Non di rado durante i provini si assiste a fenomeni naturali di un certo fascino tipo l’improvvisa fuoriuscita di soffioni sulfurei dal pavimento o lo spettacolare ritrovamento di qualche tomba patrizia . Per i provini dopo le sei di sera l’agenzia raccomanda la puntualità, la parte a memoria e il casco da speleologo con luce frontale e corde per la discesa. Emblematico il fatto accaduto nel lontano 1959 ad un caratterista di Brescia che, convocato alle otto di sera per il ruolo di un centurione romano per il film Ben Hur, si presentò con il casco ma, avendo incautamente dimenticato di cambiare le pile , si ritrovò improvvisamente al buio e perdette l’orientamento. Dopo anni di vane ricerche fu ritrovato in avanzato stato di decomposizione da Neri Parenti che stava ultimando il cast di Natale sul Nilo che appena lo vide urlo’ al suo staff : “Ah regà, avemo trovato la mummia!” .Ai provini accade sempre che chi ha appena sostenuto l’audizione, viene assalito da una raffica di domande di quelli che attendono il loro turno : “Che t’hanno chiesto? Che hai dovuto fare? Ma com’è il regista?”. Generalmente, sempre per il clima di fratellanza di cui parlavo prima, le risposte sono sempre rassicuranti: “Mi hanno chiesto di recitare nel dialetto veneziano di Goldoni la formula dell’isomero del butadiene e di altri idrocarburi a tema libero e di associare il tutto ad una semplice prova fisica che consisteva in una verticale sulla scrivania, balzo, doppia rotazione in fase aerea e atterraggio sul cavallo con maniglie , il tutto sorridendo alla telecamera. Comunque il regista vi metterà a vostro agio,si tratta di un simpatico incrocio tra Pacciani e un ippogrifo. Buona fortuna a tutti!”. Quando si sente la parola “provino” si è abituati ad associarla immediatamente ad audizioni importanti per una parte nel cinema o per presentare un programma televisivo.In realtà si fanno provini per le cose più impensate.Tra quelli più memorabili che io ricordi c’è stato quello per la pubblicità del riso “Flora” per l’insalata di riso . C’erano i seguenti ruoli disponibili:Flora, il chicco di riso.L’oliva.Il cetriolo.Il fungo.L’uovo.Due chicci di mais.Nessuno sapeva per quale ruolo fosse in lizza, tranne forse quelli che erano lì per quello del cetriolo ma hanno avuto il buongusto di non farlo sapere agli altri maschi del gruppo che già si guardavano con un certo sospetto…Io non seppi mai per interpretare quale sottaceto fossi stata candidata e vi confesso che ancora oggi, nelle notti insonni e senza luna, girandomi e rigirandomi nel letto,spesso me lo domando. Ah, domani ci sono i provini per “Incantesimo”, chi fosse interessato si presentasse alle cinque del pomeriggio vestito casual qui.

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