Navigate / search

Piccole tragedie quotidiane

In questi giorni ero quasi riuscita a convincermi di non essere stata per niente sottoposta a stress, senonchè ieri mattina mi sono svegliata con un manifesto ed inequivocabile segnale che non è esattamente così: un herpes labiale modello pustola deturpante da diftero-vaiolo . Ad aggravare lo shock c’è il fatto che la sottoscritta è decisamente convinta che la cosa migliore di cui le abbia fatto dono madre natura sia la bocca . (so che tra gli uomini prevale un’altra corrente di pensiero…:) ) Ecco, in pratica è un po’ quello che in teoria dovrebbe provare Jennifer Lopez se una bella mattina si svegliasse col culo piatto.(trattasi di accostamento ardito e presuntuoso, me ne rendo conto, ma rendeva bene l’idea del rodimento)Insomma, mi precipito in farmacia , entro come una furia sperando di risolvere in fretta il problema, intanto sento che la mia bocca comincia ad assumere le dimensioni di quella di Denzel Washington…e il tizio davanti a me inizia a ordinare una quantità industriale di bende, garze, cerotti,siringhe,ovatta che a momenti mi prende l’impulso di strozzarlo con un laccio emostatico. Ad un certo punto credo che il tizio abbia notato il miolieve disappunto anche perchè, esaurita la lettura di tutte le qualità, le indicazioni e gli spessori dei vari preservativi in commercio, per smaltire il nervoso mi stavo facendo le unghie sul bancone. Si gira verso di me sorridendo e mi fa: “Mi scusi signorina, ma sa , sto facendo scorta!” Non gli ho chiesto se fosse in partenza per l’Irak, ma ho risposto simpaticamente: “Beh, la ritengo responsabile dell’aumento di volume del mio herpes nell’ultimo quarto d’ora!” A quel punto ha osato pronunciare l’unica frase capace di urtare anche la suscettibilità di un monaco tibetano durante l’esperienza mistico meditativa della cerimonia del thè.Ossia : “Uhhh ma neanche si vede!” “No certo idiota, in effetti la mia bocca ormai neanche si vede più, visto che è letteralmente infestata da questo orrido bubbone che avanza inarrestabile tipo blob e non provare a sdrammatizzare che oggi la mia vita ha lo stesso tasso d’umorismo del film “Il corvo”, che se avessero chiamato te a interpretarlo con quella faccia da pirla che ti ritrovi si sarebbe intitolato “La beccaccia”. Chiaro?”L’ho solo pensata, ovviamente. Ed ecco l’ingresso del deus ex machina, che in questo si è manifestato proprio nelle vesti di una “machina” (in latino e in romano è la stessa cosa) che doveva uscire dal parcheggio e aveva davanti un’altra “machina” che gli impediva la manovra.Era la machina (o più probabilmente l’ambulanza) del tizio. La farmacista appreso il mio problema mi propone una crema che ha un nome semplicissimo “Aciclovirdorom”, roba che il giorno in cui avrò imparato a pronunciarlo sarò in farmacia a chiedere un farmaco per il climaterio dellamenopausa.Un misero tubetto da dieci grammi con una confezione triste come una gita sul lago il due novembre mi è costato 12 EURI. Come minimo deve essere compreso il silicone con effetto garantito “labbra alla AngelinaJolie”. Ora, l’investimento in sè mi sarebbe anche potuto andar bene, il punto è:visto che sono due giorni che spalmo crema a volontà e l’herpes continua a gonfiarsi a dismisura, non è che la farmacista quando le ho chiesto una crema per l’herpes ha equivocato su quel per e ha creduto che st’herpes volessi coltivarlo?Insomma, alla fin fine ho optato per l’intramontabile rimedio casalingo:casalingo nel senso che sono due giorni che sto chiusa in casa.

Leave a comment

name*

email* (not published)

website