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Vicissitudini da sala parto

Martedì alle ore dieci della mattina , nel picco della fase rem del mio sonno, squilla il telefono di casa che per me, a quell’ora , ha lo stesso effetto tranquillizzante di una sirena antiaerea. Come ho già spiegato qualche post fa , ho proibito tassativamente a tutti i miei conoscenti di comporre il mio numero prima delle undici e mezzo (anche chi sbaglia numero a casa mia lo fa rigorosamente dopo mezzogiorno), tranne che per comunicarmi eventi veramente eccezionali e decisivi per le sorti del pianeta quali:– Marco Liorni ti sta aspettando sotto casa con due biglietti per le Maldive,un anello Trinity di Cartier in mano e il cardinal Ruini sottobraccio che vi unirà in matrimonio seduta stante. Testimoni Daria Bignardi e Mascia del Grande fratello. – Hanno scarcerato Donato Bilancia perchè ci sono pesanti indizi a tuo carico. – Ciampi ha letto il tuo blog e ha annunciato alla nazione che quest’anno il discorso di fine anno a reti unificate lo farai tu. – Biscardi ha azzeccato un congiuntivo. un asteriode è in rotta di collisione con la terra e il fatto drammatico è che c’è il rischio che il punto d’impatto sia il set di Beautiful.( ma tanto, al contrario dei dinosauri che si sono estinti, la famiglia Forrester continuerebbe a copulare e riprodursi anche dopo una regressione da esseri umani ad acido nucleico) – c’è un numero di Novella 2000 in edicola con un servizio fotografico che mostra inequivocabilmente che : a Manuela Arcuri sono scese le tette e ora ci palleggia come se niente fosse, Julia Roberts ha una parodontite cronica che le ha regalato un sorriso che manco il teschio dell’ominide fossile Lucy, Martina Stella ha perso l’orientamento sul raccordo anulare e a forza di girare in modo uniforme e concentrico ha aperto uno squarcio spazio-temporale che l’ha fatta invecchiare all’istante di 70 anni. – Marco Liorni si è graffiato il pollice sinistro aprendo una scatoletta di tonno Star e si ha urgente bisogno di una una sacca di sangue 0 rh negativo da sei litri e mezzo diluito in sciroppo d’amarena con ombrellino e scorza di limone. Esclusi questi eventi di carattere ECCEZIONALE qualsiasi chiamata prima delle undici e mezza è da me ritenuta gravemente lesiva dei miei diritti fondamentali di letargia, ozio e fancazzismo. Perciò, quando l’altra mattina ho alzato la cornetta con l’affabilità di un’anaconda strangolatrice e la mia amica Silvia mi ha detto: “Selvà, scusa per l’ora ma stanotte alle tre ho avuto le prime contrazioni e ora sono lì lì per partorire…” la prima cosa che ho pensato di dirle è stata : “Silvia,come tutti i miei amici, hai avuto anche tu la copia ciclostilata con l’elenco degli unici sei punti che mi rendono tollerabile una telefonata a quest’ora del mattino e “la tua migliore amica è in sala ostetricia che sta partorendo” è un argomento non incluso , per cui richiamami almeno quando è uscita la testa, d’accordo??? Pronto? Silvia ? Stavo scherzando!” “A Selvà, è un affettuoso consiglio da quasi madre quello che mi accingo a darti: ma vaffanculo!” “Si intende questo per gravidanza isterica? Dai Silvietta ora mi vesto e mi precipito, ma sappi che con ogni probabilità, per via dell’inclinazione perpendicolare dei raggi solari del mattino a me praticamente sconosciuta , è certo che mi riempirò di pustole e,te lo devo dire, esiste anche l’ipotesi estrema che per via dell’intensità della luce mi sbricioli come un vampiro e non conosca mai tuo figlio.” ” Stiamo partorendo tutt’e due , io un figlio, tu una serie interminabile di stronzate.Cos’è, il tuo modo per esprimermi solidarietà? Ora se permetti mi trovo nella simpatica situazione di far uscire una cosa di 50 centimetri circa da un foro di tre centimetri circa, e ti garantisco che la cosa IN ENTRATA potrebbe anche risultare piacevole, ma in uscita non lo è altrettanto, D’ACCORDO???” Insomma, mi sono precipitata all’ospedale di Tarquinia un po’ emozionata per Silvia e un po’ emozionata nel vedere che alle undici del mattino c’è un sacco di gente già sveglia e, soprattutto, in grado di formulare discorsi di senso compiuto.Stavo diventando “zia” e questo mi faceva sentire incredibilmente vecchia e quel bambino stava nascendo grazie ad un incontro , nove anni fa, di cui ero stata io l’artefice, e questo mi faceva sentire immensamente orgogliosa. Non appena ho messo piede nella corsia di ostetricia ho cominciato ad annusare l’aria con sospetto perchè mi sembrava evidente che stesse suonando l’allarme antincendio. Poi amici e parenti mi hanno spiegato che quel suono sinistro altro non era che l’ululato di Silvia , tant’è che dai monti della Tolfa sono cominciati a scendere branchi di volpi selvatiche attirate dal richiamo. E’ così che mi sono passati in un istante sonno, ironia e desiderio di maternità. Non per niente mi ci sono voluti tre giorni di camera di decompressione emotiva per raccontarvi i fatti.Ho cominciato a bloccare tutte le infermiere dall’ aria serafica che uscivano dalla stanza in cui Silvia stava emettendo i decibel degli amplificatori del concerto del primo maggio e a chiedere semplicemente: “Come va?”In questi casi, non si sa bene perchè, le risposte sono tra il tecnico e il sibillino: “Per ora c’è una dilatazione di otto centimetri!” che tu non sai se si sta parlando di Silvia o dell’infiltrazione sul tetto dell’ospedale.Man mano che il momento si avvicina poi, le risposte si fanno ancora più oscure: “Ci siamo, è in posizione!” , e tu ti chiedi se si stia semplicemente aspettando non l’ultima spinta ma l’autorizzazione della torre di controllo. Oppure: “Sta uscendo!” . E visto che la risposta “sta uscendo” è andata avanti per mezz’ora circa, il padre di Silvia ha espresso la comprensibile preoccupazione di stare per diventare il nonno di un capitone. Alle ore 14,16 si è udito il primo vagito.Alle 15, 30 ho potuto vedere Silvia che stringeva a sè un bel bimbo di quattro chili e trenta e, ho scoperto che la maternità addolcisce solo nelle leggende popolari. Silvia, dolce come un pittbull durante una gara clandestina mi fa:”Ah Selvà, non è vero un cazzo che il parto è una cosa semplice e naturale, non te fa fregà!”L’infermiera entra e invita Silvia ad allattare per la prima volta il piccolo col colostro , che è il primo latte prodotto dal seno dopo il parto. Il papà di Silvia: “Sì dai, facci vedere come gli dai il Galestro !”Insomma, s’è rischiato di svezzare ‘sto neonato col vino dei colli toscani… Benvenuto Filippo!

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