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Fenomenologia del burino arricchito

Stamattina uno dei mie due cani ha come al solito addentato una ciabatta ed è scappato in giro per il quartiere esibendo orgoglioso il suo trofeo. A parte la considerazione che con tutte le ciabatte che ha ridotto in brandelli a fine anno Toto dovrebbe diventare azionista della De Fonseca ad honorem, devo ammettere che talvolta l’inseguimento di questo indomabile quadrupede ha un che di istruttivo.Oggi infatti, il mio cane ha imboccato una via in cui non ero mai passata e si è intrufolato nel giardino di una villa la cui scoperta mi ha allietato la giornata e forse anche i giorni a venire…Trattasi infatti della MITICA VILLA DEL BURINO ARRICCHITO.Il burino arricchito è un fenomeno presente in ogni quartiere popolare che si rispetti, probabilmente è già incluso nel piano regolatore di zona assieme alla rete stradale e al sistema fognario.Il burino arricchito è il classico e moderno esempio di self made man de’ noantri, colui cioè che, partito dal nulla,magari da una famiglia modesta,magari avendo avuto scarse frequentazioni scolastiche, ha saputo creare un’impresa fiorente. Chiaramente il tipo di azienda che ha fondato tradisce quasi sempre le sue origini umili e, soprattutto, il suo curriculum. Per capirci: è partito manovale e ora ha una ditta di calcestruzzo, ghiaia e conglomerati dal nome “Colanicchia Luigi” o “Colanicchia Luigi e figli” (il cognome viene rigorosamente prima del nome).Magari ancora ragazzo lucidava la carrozzeria delle automobili in un autolavaggio e ora ha la più grande officina di tutto il centro Italia, roba che uno ci può trovare pezzi di ricambio di qualsiasi genere: autoradio per trebbiatrici, tendine parasole per aerei invisibili Stealth, renne lapponi e sciolina per la slitta di babbo natale, gambe e braccia di ricambio per tutti i pupazzi della serie”Gnomi burloni” degli ovetti Kinder (nel caso dello gnomo Trillo il Mirtillo sono disponibili anche cappello e carriola), rimorchi a tre assi per autotreni con speciale aggancio appositamente convertito per tricicli e biciclette Graziella, tappezzeria in alcantara per pedalò, paraspruzzi per sottomarini libici e copricloche in pelo rosa per boeing 747 e biplani antonov.Oppure, e forse è il caso più frequente ed eclatante, il nostro eroe ha cominciato come cameriere ed ora è proprietario di un RISTORANTE , ma non di un ristorante qualsiasi . Il ristorante del burino arricchito sorge sempre e rigorosamente ai margini di una strada consolare e, di solito, ha un nome che tradisce le origini del proprietario tipo “La Maielletta”, “Elio il marchigiano”, “Su nuraghe”. Si tratta di un posto di una discrezione tale che dalle foto scattate dal satellite interspaziale Andromeda gli unici elementi riconoscibili della nostra penisola sono:il cono di fumo dal cratere dell’etna , il lago Maggiore e l’insegna del ristorante di cui stiamo parlando.Roba che al confronto Platinette è la regina del minimalismo.Sto parlando di quei ristoranti con le pareti specchiate, le tovaglie generalmente blu notte col copritovaglia rosa confetto e quei fiori finti di una tristezza che sembrano prelevati direttamente da una tomba al Verano. Alle pareti ci sono Teomondi Scrofali di tutti i tipi e, soprattutto, quei terribili quadri a rilievo in argento che rappresentano generalmente cavalli al trotto,pagliacci e velieri con cornici in legno massiccio di un peso tale, che al chiodo che sta alla parete bisogna dare dosi giornaliere di carnitina,creatina ed altre sostanze dopanti di varia natura.Il proprietario, fedele sostenitore della teoria ” l’occhio del padrone ingrassa il cavallo” è sempre lì ad accogliere i suoi ospiti con quell’inconfondibile look alla “capitano della “Love Boat” attorniato da uno stuolo di camerieri vestiti come se stessero per infilzare il toro con le banderillas . Per lui non esistono lutti, ricorrenze, vacanze, malattie, compleanni,anniversari, niente di niente. Si racconta che il proprietario del ristorante ” O’ Vesuvio”, colto da lancinante cistite il 31 dicembre del 1999 nel bel mezzo veglione di Capodanno, pur di non doversi allontanare , si fece operare alla prostata dal capocuoco sul bancone d’acciaio della cucina con il solo ausilio delle posate da dolce.A proposito di quella notte si racconta anche, e sempre con una certa enfasi,che come laccio emostatico venne usato un capitone, che la ferita fu suturata con lo spago del tacchino e disinfettata con una bottiglia millesimata di Don Perignon.Pare che al risveglio , quando il capocuoco domandò preoccupato: “Come si sente?”, il proprietario rispose piuttosto incazzato: “Male, st’orchestra m’è costata l’ira di Dio e c’ha un’amplificazione che manco il “Canta tu” di Luisa Corna!”La moglie del proprietario,che è generalmente un donnone di una certa stazza, è sempre seduta alla cassa con la pelliccia anche di 15 luglio ed ha una quantità di gioielli con cui si potrebbe tranquillamente estinguere il debito estero del Ghana.Al centro del ristorante è posto un elemento immancabile in questo genere di locali: l’acquario.Di una grandezza imponente, è generalmente popolato da una fauna ittica piuttosto malinconica: se si tratta di un acquario d’acqua dolce ci sarà un unico pesce gatto completamente immobile anche perchè negli anni è ingrassato a dismisura e ormai per girarsi e cambiare direzione dovrebbe fare tante di quelle manovre che manco la Tirrenia quando esce dal porto di Civitavecchia.A nulla servirà battere contro il vetro, chiamarlo per nome, tagliargli i baffi con rasoi gilette match 3, mimare titoli di film celebri, il pesce gatto non si muoverà di un millimetro e, soprattutto, non vi degnerà di uno sgurdo.Oppure , se l’acquario è marino, i due abitanti saranno: una murena dall’aria più incazzata di Marylin Manson anche perchè poveraccia non si sa bene il motivo per cui non le è consentito fare cappoccella da un ramo di corallo, da uno scoglio , da un semplice anemone ma per forza da una brocca finto etrusco , ed un’aragosta adagiata sul fondo che sta lì da talmente tanto tempo che non di rado firma anche le ricevute fiscali e passa i cappotti alle signore.(domani la seconda puntata)Intanto se volete arredare casa nello stile appena descritto potete cominciare con l’acquistare questo:

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