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il mio stato è preoccupante

La convocazione del provino che avrei dovuto sostenere oggi mi era giunta tre giorni fa via telefono alle ore dieci e mezzo della mattina, orario in cui io, come ben sapete, solitamente sono in uno stato vegetativo e acinetico che poi è un modo elegante per dire rincoglionita dal sonno.Col senno di poi deduco che quella fatidica mattina la telefonata debba essere andata più o meno così:squilla il telefono e per quello che Pavlov defininiva riflesso condizionato sollevo la cornetta:“Signorina Lucarelli , il provino è mercoledì 12 in via …n°14.”Un paio di neuroni si sono dati due gomitate per svegliarsi dal torpore e hanno immagazzinato le informazioni in questo modo:“Signorina Lucarelli, il provino è martedì alle 14 in via …n° 12.”Dunque, oggi alle due del pomeriggio io mi sono presentata al civico 12. C’era un mobilificio. Dovevate vedere la faccia del mobiliere che in quel momento stava prendendo le misure di una credenza con tanto di matita sull’orecchio quando gli ho chiesto: “Sono qui i provini per lo spettacolo teatrale?” Già è tanto che non m’abbia risposto: “No ma se je servono le tavole per il palco m’è arivata ora ‘na partita di legname finlandese che è una meraviglia.”Mi ha guardata con compassione e ha barattato l’informazione in cambio di una mano a tagliare il truciolato con una sega circolare.Insomma,arrivo nell’ufficio dove avevo l’appuntamento. La segretaria mi osserva con l’aria vivace della mucca che guarda il treno ruminando un chewingum e mi fa : “Scusi ma io non so niente, perchè, che c’è oggi?””Veramente mi avete convocata per un provino..””Ah, io però non so niente, beh,si accomodi in sala d’aspetto, qualcuno arriverà.”Quella che la signorina ha ottimisticamente definito “sala d’aspetto” era in realtà una stanza in fase di ristrutturazione totale con dieci operai al lavoro.Vi dico solo che il manovale dall’aria più rassicurante aveva un bicipite del diametro di una quercia secolare . Depositati per terra c’era una quantità di sacchi di calce con cui si poteva tranquillamente abbellire di stucchi rococo’ tutto il soffitto del Palazzetto del ghiaccio a Marino.Dopo mezz’ora di piacevole e rilassante attesa in cui ho appreso i segreti per mescolare ghiaia e sabbia così da ottenere una miscela omogenea e senza grumi , nozioni che mi torneranno utili la prossima volta che cucinerò il pure’ in busta Knorr (anzichè il sale aggiungerò un pugno di calce viva e vediamo se si scioglie), mi viene comunicato che ho sbagliato giorno.Per un attimo ho perfino pensato di chiedere se visto che ormai ero lì potevo fare un’audizione per un posto da capo-cantiere.

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