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Pubblicità ingannevole

Non so se in questi giorni vi è capitato di vedere la pubblicità di una nuova rivista maschile di cui non ricordo il nome. Cambiavo canale distrattamente quando mi sono imbattuta in questo algido spot in cui un Anna Falchi austera ed elegantissima, esce da una modestissima abitazione che potrebbe tranquillamente avere Versailles come depandance del giardiniere e prova ad aprire col telecomando un’automobile che in confronto la Bat-mobile è una Duna . La macchina non si apre e sul volto di Anna appare uno stupore che grazie alle sue doti interpretative sembra più l’espressione di una colta da colica intestinale fulminante. In quel momento arriva il marito, una sorta di George Clooney con la meningite , afferra il telecomando, a lui miracolosamente l’automobile si apre, si mette al posto di guida, guarda la sconsolata Anna con sufficienza e pronuncia la memorabile frase: “Tu pensa a stirare le camicie!” Sono incazzatissima, ve lo dico subito. Che in televisione passi un messaggio tanto aberrante la trovo una cosa inconcepibile. Qui sarebbe il caso di scendere in piazza a manifestare. “TU PENSA A STIRARE LE CAMICIE!”, ma vi rendete conto? Come a dire: “Tu, donna, sai fare solo quello!” Ho già scritto al Codacons. E’ veramente inaccettabile che vada in onda una pubblicità che faccia sospettare che Anna Falchi sia dotata di un qualche talento.

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