Navigate / search

Lettera aperta al mio webmaster

Caro Claudio,non credere che io non sappia che ultimamente, spesso, ti soffermi a pensare con dolore al perchè il destino ti abbia riservato questa doppia e crudele sciagura : essere un webmaster ed essere il mio migliore amico. Ti ho visto guardare con malinconia dalla finestra della tua stanza gli amici normali, quelli che vanno a comprare un gelato, quelli che vanno a guardare le vetrine, quelli che salgono sorridenti sullo scooter per andare afare un giro in centro. So che tutto questo comincia a mancarti. So che ultimamente ogni mia mail, ogni mia telefonata, ogni mio sms contiene una richiesta di inserimento foto, inserimento banner, inserimento link. Per non parlare di tutti i disastri, conseguenza di qualche mia coraggiosa iniziativa personale, che sei chiamato a correggere . So che nei codici html da me rimaneggiati hai trovato più volte appunti del tutto estranei quali ricette di ciambelloni e spartiti per pianoforte. So che spesso hai pensato che per te sarebbe cosa più agile e veloce scaricare un camion di blocchi di travertino che le foto nel formato in cui te le mando io , formato che è il mio noto Djpeg (cioè immagini che pesano quanto Albertino, Fargetta e Molella messi insieme). So che t’ho attaccato tanti di quei virus che neanche un frequentatore di bordelli dopo vent’anni di onorata carriera. So anche che quella volta che ho tentato un inserimento immagine da sola e ho creato un codice alfa-numerico di 78 cifre che portava dritti dritti nei file segreti del Pentagono ti sei spaventato parecchio. So che pensi che ci manca solo che ti chieda di dare da mangiare ai pesci tropicali del mio screensaver quando parto per le vacanze. Un po’ hai pure ragione. Ma ti invito a pensare che abbiamo vissuto anche dei bei momenti insieme: ti ricordi lo stupore e la meraviglia nei miei occhi quel giorno , circa un anno fa, in cui mi hai spiegato che esisteva il copia e incolla e che potevo smettere di scrivere a penna i testi che trovavo su internet e copiarli di nuovo sul computer? E come puoi dimenticare quel giorno , due mesi fa circa, in cui accadde questo? Io , con la cornetta in mano e un affanno da angina pectoris: ” E’ terribile! Qualsiasi cosa io tenti di scrivere qui, su word, su outlook, il computer comincia a scrivere da solo una serie di lineette tutte uguali , continue, senza sosta, emettendo un suono sinistro . Deve essere un virus, divorerà tutto, i miei dati, i miei documenti, le mail custodite tanto gelosamente e finito col computer inizierà con i mobili di casa, le pareti, anzi, sto vedendo il mio cane grattarsi con sospetto accanimento. C’è Alien nel mio computer, fa qualcosa ti prego! O peggio, è scrittura medianica, un morto sta cercando di dirmi qualcosa, forse quelle linee sono la rappresentazione simbolica dei fendenti inflitti dal suo assassino! Claudio aiuto!” E tu , interrompendomi con pacata educazione: “Non è che c’è qualcosa sulla tastiera?” Io: “Giusto il vocabolario Zingarelli sul tasto “ “. Non può finire tutto questo, non puoi lasciarmi così. Ok, mi rendo conto che la retribuzione è quella che è. Ma non puoi negare che il fascio di cicoria con cui ti ho pagato il banner sulla mia moralità era di un tenero che al supermercato te lo sogni. Dai , riconoscilo, anche la retribuzione per la sezione foto in definitiva t’è convenuta: mi sono fatta tre vodka lemon e ho scritto, a nome tue, certe lettere d’amore per la tua fidanzata intrise d’un erotismo che era un originale e sensualissimo incrocio tra la letteratura di Marguerite Duras e la filmografia di Alvaro Vitali . Ho capito che poi la tua ragazza ti ha lasciato perché il giorno del vostro anniversario sei rimasto a casa a inserire la rassegna stampa sul mio sito, però guarda, te lo dico in amicizia: a me non m’era mai piaciuta. E comunque ‘ste cose meglio che succedano ora che quando ci sono dei figli di mezzo. Poi non ti meritava. Poi sai quante ne trovi meglio di lei. E comunque morto un papa se ne fa un altro. Chiusa una porta s’apre un portone. Al momento non mi vengono altre frasi da amica- tipo, ma ti prometto che ci penserò. Insomma Clà, non mi abbandonare. Io lo intuisco dalla voce che non sei più lo stesso. E’ inutile che tu neghi. Ci sono dei segnali importanti che tu non ne puoi più di me. L’altro giorno ti ho chiamato e mi hai detto che non potevi parlarmi perchè eri in metropolitana . E ti avevo chiamato al telefono fisso.Te l’ho fatto notare e tu mi hai risposto che hai una prolunga di 15 chilometri ma io non è che t’abbia creduto più di tanto. Poi non lo so, ieri sono venuta a casa tua e ho avuto come l’impressione che quello con cui parlavo non fossi tu. Cazzo, tu sei marchigiano, quello parlava barese come Pasquale del Grande Fratello! Per sfuggirmi ti sei fatto i sosia come Saddam, ora lo so. Senti Claudio , in definitiva tu sai che non mi hai accontentata sempre sempre in tutto. Quella volta che ti ho chiesto se mi facevi un banner con una figura mitologica metà donna e metà zebra che saltasse sul mio nome in rilievo tradotto in ideogrammi cinesi del cantone di Yanxi e la natività di Giotto come sfondo mi hai detto no. Ammettilo. Senti Clà, mi realizzeresti lo spazio per i commenti nel blog? Clà , te lo sto chiedendo qui, in questo blog pubblico che ha pure una signora cifra di visitatori, non puoi dirmi di no. Lo sai, è come a C’è posta per te, come a Stranamore. Davanti al pubblico si dice sempre di sì, altrimenti gli spettatori fischiano. T’ho fregato pure ‘sta volta.Natale 2002. Ci sono stati anche dei momenti felici tra me e Claudio.

Leave a comment

name*

email* (not published)

website