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eufemismi bellici

Intanto vabbè,notavo che in questa guerra va molto di moda tra i giornalisti parlare non di semplice risposta da parte del nemico, ma di “sacche di resistenza” . Ma che cacchio sono ‘ste sacche di resistenza? Gli zaini per il trekking??? Ma soprattutto ho come l’impressione che ,col passare degli anni,l’accezione della parola “amico” stia via via virando in un’altra direzione.I primi dubbi mi sono venuti quando la De Filippi ha cambiato il titolo della sua trasmissione da “Saranno famosi” in “Amici”. Mai espressione fu meno azzeccata. Amici di chi? Miei no di sicuro, visto che a me in quella trasmissione stanno sulle balle pure i cameramen. Amici tra di loro poi non ne parliamo, dato che è risaputo che lì dentro regna un clima di tale fratellanza che più d’una aspirante ballerina ha tentato di sciogliere nell’acido Rossella Brescia .Ma mai come oggi mi sembra palese che Garzanti e affini dovrebbero rivedere il significato della parola in questione e pensare ad un aggiornamento.Direi che è evidente che “il fuoco amico” faccia tutto tranne che dare affettuose pacche sulle spalle e mi chiedevo se forse non sia il caso di riciclare quest’espressione ( “Fuoco amico” appunto), come slogan per una bella campagna pubblicitaria per l’Italgas. Anche l’espressione “danni collaterali” ecco, mi sembrerebbe pertinente in riferimento alla colica intestinale provocata dalla celeberrima impepata di cozze preparata da mia madre, lievemente eufemistica per indicare dei poveri civili che saltano su una bomba intelligente. Mi verrebbe voglia di provocare un danno collaterale a chi ha coniato queste espressioni.

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