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Il mio articolo – copertina su Panorama Web

“Buongiorno, è la redazione di Panorama Web, vorremmo affidarle un articolo sulle attrici esoubrette del momento, tenga presente che in copertina abbiamo Martina Colombaricon un look sadomaso-soft.”
“Posso scrivere tutto quello che mi salta per la testa?”
“Faccia pure.”
Messa giù la cornetta mi sono alzata lentamente dalla sedia, sono andata in cucina e ho stappato una bottiglia di un Dom Perignon rosè millesimato brindando da sola a questo momento tanto atteso.
Mi dovete scusare, ma da attrice fallita quale sono mi leverò un paio di soddisfazioni e qualche sassolino dalla scarpa. Che poi chiamarli sassolini mi pare alquanto riduttivo, visto che hanno le dimensioni dei massi di Stonehenge.
Voglio comunque precisare che da parte mia non c’è acredine nei confronti di quelle che invece ce l’hanno fatta, e anzi, non pensate male, scriverò un articolo leggermente tagliente proprio perché sono molto affezionata a queste popolari ragazze: le vedo sempre talmente svestite su calendari e copertine che non vorrei mi si ammalassero. Dunque farò un bel cappotto a tutte quante. E poi non si dica che non sono generosa.
Visto che in copertina Panorama Web ha schiaffato Martina Colombari con un look sobrio ed austero, particolarmente indicato per prime comunioni ed udienze dal Papa in Sala Nervi, comincerò col parlare di questa ragazza che definire semplicemente fortunata è come dire caruccio a Brad Pitt.
Che sia nata sotto una stella fortunata lo si deduce anche dal luogo in cui è venuta al mondo, perché Martina, ovviamente, non poteva nascere in una provincia malinconica tra le nebbie padane o in una landa desolata nel bel mezzo del Gennargentu come tante comune mortali (compresa la sottoscritta che arriva da Civitavecchia con furore). No, lei nasce a Riccione. E quindi è già facile immaginare che adolescenza noiosa e monotona debba aver vissuto la poveretta tra mare, delfinari, parchi acquatici e discoteche. A questo si vanno ad aggiungere gli scarsi privilegi di cui l’ha dotata madre natura: due occhi di un azzurro che non esiste neppure nell’astuccio Giotto settantotto colori, capelli di un biondo (naturale) che una donna normale non ottiene neanche facendo uno shampoo con una miscela di ammoniaca, birra, camomilla e idraulico liquido. Il tutto, accompagnato ad un sedere che sta lì a rammentare al genere femminile che la definizione “a mandolino” è stata coniata pensando al suo e ” a contrabbasso” pensando al nostro.
E vabbè, quelle fiere protuberanze che ha sul davanti non saranno esattamente il risultato di una lievitazione naturale, ma non ci illudiamo: se noi altre andiamo da un chirurgo estetico chiedendo di farci ad immagine e somiglianza di Martina Colombari, ci fa un preventivo che supera di gran lunga quello della ricostruzione di Groud Zero.
E vogliamo parlare delle sue spalle? Martina, dicci la verità, se noi comune mortali facciamo due-tre vasche nella piscina comunale, tu il fine settimana fai la traversata dell’Oceano Atlantico a stile libero. Altrimenti non si spiega.
Poi fatemi ricordare, quali saranno mai le altre “piccole” fortune che questa ragazza ha collezionato in ventisette anni di vita? Ha vinto Miss Italia a sedici anni quando noi altre, a quell’età, spendevamo in Topexan una cifra pari al capitale sociale della Juventus. E con chi si è fidanzata appena vinto il titolo ? Non con il compagno di banco del liceo squattrinato e con le Superga maleodoranti come tutte noi, no, col campione di sci Alberto Tomba.
Ma anche le più belle storie d’amore hanno una fine e così la povera Martina,dopo Tomba, è costretta a ripiegare su un altro sportivo. Quale? Il vincitore del Torneo di Bocce del Triveneto? Il campione di beach volley di lignano Sabbiadoro? No, il difensore miliardario Billy Costacurta, che non solo è bello come il sole ma è anche uno dei pochi calciatori dello stivale a non parlare come Forrest Gump.
Ma le fortune non finiscono qui: se tutte le altre Miss italia hanno la scadenza come lo yogurt, Martina è uno dei pochi esempi di donna di spettacolo a rimanere sempre sulla cresta dell’onda: in dieci anni di carriera mai un flop televisivo, un inciampo sulla passerella, un’unghia spezzata, un’eritema solare, un’alitosi.
Io se una notte commetto l’imprudenza di rimanere in piedi a guardare Marzullo il giorno dopo mi risveglio con certe occhiaie che sembro un panda. Lei è sempre perfetta.
Ora s’è messa anche a fare l’attrice. Sarà che in effetti a guardarla è il ritratto della salute , ma le hanno affidato il ruolo dell’infermiera in Carabinieri e quello della dottoressanutrizionista in “Un medico in famiglia”.
Signori produttori, ma l’avete guardata bene Martina? Vi pare che abbia la faccia di una che svuota le padelle al Niguarda? Secondo me quando Costacurta s’è operato al ginocchio non gli ha portato neanche un’aranciata, ve lo dico io. Ma soprattutto non mi venite a ire che è credibile nel ruolo della nutrizionista, lei che pesa quanto un origami e che, al limite, un buon nutrizionista avrebbe bisogno di consultarlo.
A questo punto però l’argomento fiction mi costringe a cambiare bersaglio.
Io mi domando:questi poveri Carabinieri avevano già l’ ingiusta umiliazione delle barzellette che girano sul loro conto, c’era proprio bisogno di infliggergli l’ulteriore punizione di far indossare la loro divisa in tv a ManuelaArcuri? Intanto ,se in giro ci fossero carabinieri come lei, tutto l’universo maschile implorerebbe l’arresto immediato, per cui in Italia il tasso di criminalità sarebbe pari a quello nel Bronx dopo le dieci di sera.
In secondo luogo pare che un maresciallo leggendo un suo verbale abbia domandato: “Qualcuno mi traduce questa lettera di Biscardi per favore?”
Terzo: nella fiction, quando spara, prende la mira con l’aria di una che tira una freccetta all’Irish pub.
Diciamocelo:Manuela non ha l’aria da caserma, “da commenti da caserma” casomai.
Se poi mi costringete a parlare di soubrette anziché di “attrici”, il mio “masso nella scarpa” è la croata NinaMoric. Intanto io non ho capito perché quasi tutti quelli che varcano la frontiera slovena li rimandiamo indietro, e noi povere italiane questa qui siamo costrette a tenercela.
La Moric non è una donna, è un’aliena: intanto, per altezza, viene subito dopo la statua del Cristo a Rio de Janeiro. Ha un tale stacco di coscia che al posto delle comuni strisce depilatorie usa un tappeto rosso da passerella che srotolato per intero è lungo quanto l’Autosole.
Durante la gravidanza è rimasta perennemente sotto flash e riflettori, tanto che lei non avrà mai avuto una nausea, in compenso la nausea da gravidanza è venuta a noi a forza di vederla sbucare ovunque col pancione. Ha posato per la sua prima copertina da neo mamma con l’ostetrica che leurlava dietro: “Almeno mi faccia tagliare il cordone ombelicale!”
La Moric è una donna bionica , l’hanno creata in laboratorio come il poliuretano espanso e la pecora Dolly. O almeno, è consolatorio pensarla così.
Panorama Web è già un allegato di Panorama e se vado avanti a scrivere, questo articolo finisce per diventare un allegato dell’allegato, per cui devo fermarmi. Tanto più che se questo è l’inizio,ad occhio e croce, sono candidata a collezionare più querele di Sgarbi e D’Agostino messi insieme.
Il mondo dello spettacolo ha fatto male a respingermi, ero più innocua come attrice che come giornalista.
Ed è solo l’inizio.
Vado a finire il Dom Perignon.

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