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Viagra femminile

Viagra Femminile

Visto che ho cominciato il mestiere di giornalista da poco, la prima cosa che ho pensato quando Panorama mi ha dato l’incarico di testare e scrivere un articolo sul Viagra femminile è stata: “Questo lavoro comincia a piacermi seriamente.” Dopo l’entusiasmo iniziale però, si è presentato un problema piuttosto imbarazzante. Siccome mi trovavo a Milano per lavoro, l’unico posto in cui farmi recapitare la preziosa scatoletta era la reception di un noto albergo milanese. Io già immaginavo una consegna discreta del tipo: un fattorino di colore in perizoma luccicante e con un tono di voce superiore in decibel ad un concerto di Marylin Manson, irrompe nella hall urlando a squarciagola: ” Devo consegnare il Viagra femminile a quel merluzzo surgelato della Lucarelli, che quella il massimo della trasgressione mai praticata è stata una notte con Capitan Findus!” Per cui ho implorato la redazione di panorama di inviarmi la scatoletta in una busta anonima e, soprattutto, ben sigillata. Il risultato è stato che per accontentare le mie richieste di massima discrezione, il pacco consegnatomi nella hall aveva più l’aria di contenere una barra d’uranio inviatami dalla mafia russa che un’innocua confezione di “Donna Creme-Le plaisir au fèminin”. Allora, partiamo dalla confezione. Sarà il nome carico di aspettative, sarà l’uso a cui è destinato , ma io immaginavo un involucro dall’aria peccaminosa e invece il viagra femminile è racchiuso in una confezione bianca, anonima, con una rosellina stilizzata che ho visto identica su alcune lapidi al Verano più adatta a contenere un phard dell’Avon che una crema stimolante. All’interno ci sono quattro misere bustine che sospetto fortemente essere quelle dello shampoo dell’Hotel Cesenatico abilmente riciclate. A quel punto, sul fondo della scatola mi aspettavo una cuffietta per la doccia e invece c’è il classico foglietto illustrativo che, per prima cosa, fa un dettagliato elenco dei motivi per cui le donne hanno difficoltà a raggiungere il piacere: stress , mancanza di fiducia, vincoli sociali e religiosi, disturbi della menopausa…In pratica tutto tranne il motivo più serio e ricorrente: un partner maschile che sa di piacere femminile quanto Fernanda Lessa di teosofia. Durante la lettura le mie perplessità sono andate via via aumentando, visto che in un passaggio si legge: ” Un sacchetto di Donna creme vale sei applicazioni circa e si può applicare quotidianamente anche più volte al giorno.” Visto che stiamo parlando di viagra e non di una crema per le mani, trovo questa indicazione intrisa di eccessivo ottimismo. Ascolti mister Donnacreme, ha presente l’uomo italiano? Glielo dico io, tra una partita di coppa, un gran premio di formula uno e un processo di Biscardi la moglie tipo fa prima a finire un fiasco d’olio toscano da quindici litri che una bustina di Donna creme, per cui dorma tranquillo che non credo vi siano pericoli di sovradosaggio. Quello che invece mi ha inquietata è la completa assenza di controindicazioni. Ho cominciato a chiedermi: e se poi mi ritrovo con un’aria da allupata per un mese di seguito? E se invece, peggio ancora, provocasse menopausa fulminante? Le mie paure sono svanite all’istante non appena aperta una bustina per passare finalmente dalla teoria alla pratica: in un attimo la stanza si è riempita di un odore di mentuccia selvatica che più che su un talamo sembrava di essere in cima a una vetta in Val Badia. Non me n’ero resa conto , ma gli ingredienti che compongono il viagra femminile non hanno affatto nomi evocativi quali feromoni, succo d’ostrica o polvere di squalo, ma, udite udite, mentolo, gel e aloe vera! Quindi, il popolo femminile può esultare: Donnacreme non è ancora in commercio, ma un pacchetto di Halls Mentoliptus dovrebbe garantire una settimana di orgasmi multipli! Questo in teoria. In pratica signore mie, ve lo dice una che l’ha provato: io personalmente , con l’ausilio del Donna creme, il pensiero più peccaminoso che ho fatto durante l’incontro amoroso è stato : “Quella crepa sul soffitto non mi piace per niente”. Per cui datemi retta: in farmacia andateci per il farmacista, non per Donna creme. E soprattutto, visto che costa venticinque euro e dopo il primo deludente tentativo potreste decidere che sono stati soldi sprecati, sappiate che questa crema al mentolo non avrà grandi effetti in alcune zone, ma può essere tranquillamente riciclata: massaggiata sui bronchi è meglio di un suffumigio. E spesso anche di un incontro amoroso, a dirla proprio tutta ( su Panorama l’articolo è più breve per motivi di spazio)

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