Navigate / search

Andrea Biavardi

L’incontro tra me e il Biavardi

E fu così che ci incontrammo.Sto parlando di me ed Andrea Biavardi, il direttore di quella perla di rivista maschile che si chiama “For men magazine”, di cui ho scritto due mesi fa in quell’articolo che ha fatto il giro di internet firmato in tutti i modi possibili, compresi Alina, lettrice anonima, Maria Stuarda e L’uomo ragno.L’occasione ce l’ha fornita una conferenza nello Spazio Graneri a Torino con argomento: “Uomo e donna coppia asimmetrica? I femminili diventano newsmagazine, i maschili si femminilizzano.”Riporto qui i relatori chiamati a dire la loro sull’argomento. Leggete con attenzione la lista e ditemi se, secondo il vostro modesto parere, c’è un intruso. Perché a me, a dire il vero, quando hanno dato la lista degli ospiti, il sospetto che ci fosse qualcuno che c’entrava poco con gli altri è venuto… I relatori: Andrea BIAVARDI direttore di For Men Magazine Luigi RANDELLO (Universo) Gian Maria MADELLA direttore di Men’s Health Maria Laura RODOTA direttore di Amica Danda SANTINI direttore di Glamour Selvaggia Lucarelli ….. ATTRICE ED OPINIONISTA. (!) Tanto per non sentirmi la Mughini dei poveri, m’è venuta la tentazione di dire che in seconda e terza liceo ho diretto il giornalino scolastico “Lo spiraglio”, che era ricco di interessanti approfondimenti quali “I luoghi per infrattarsi meglio a Civitavecchia, Allumiere e Santa Marinella” (il giornale strizzava l’occhio anche alla fascia dei lettori costituita dai pendolari) che destò un certo scandalo e conteneva rubriche di un certo livello quali “L’angolo della poesia” in cui venivano pubblicati versi che toccavano vette liriche davvero notevoli tipo: “Vorrei essere il tuo spazzolino per baciarti ogni mattino”. E siccome la mia linea editoriale era decisamente all’avanguardia, avevo inserito anche un appassionante quiz per i lettori denominato “Indovina il professore” . In pratica pubblicavamo delle foto da neonati di alcuni insegnanti e chiedevamo ai lettori di indovinare la giusta identità. Sfiorammo il caso diplomatico quel numero in cui, per via di un refuso, le soluzioni in fondo alla pagina indicavano che la bimba nuda con fiocchetto rosa in testa era non la professoressa di lettere della sezione c, ma Don Liberio, ovvero l’insegnante di religione di tutto l’istituto che, a dire il vero, per i suoi modi piuttosto effemminati era già piuttosto chiacchierato.Perdonate la divagazione, ma era necessaria per far comprendere al lettore che nella mia storia personale c’erano già i germi della professione giornalistica. Non è che la sottoscritta s’è inventata così, da un giorno all’altro . Dunque, la prima mossa da star consumata il Biavardi l’ha fatta arrivando per ultimo e con modi discreti, preceduto cioè da : un mangiafuoco , tre ballerine moldave , un duo di pattinatori romagnoli e tre bengala sparati dalla sua assistente , che durante la conferenza , non ha mai smesso di lucidargli le scarpe con un lembo del suo burka turchese. Io gli sono andata incontro con modi gentili e devo dire che solo allora, dagli sguardi attenti ed entusiasti del pubblico, mi sono resa conto che quello tra Sharon e Arafat in confronto era stato un incontro tra due vecchi compagni di scuola sul pendolino Milano-Roma. Ci sono state un po’ di smancerie reciproche, roba che un altro po’ si finiva per discutere di cervicale e per scambiarsi i numeri di omeopata e agopunturista di fiducia , ma fondamentalmente ho avuto l’impressione che il Biavardi m’avesse teso un’imboscata.Oddio, che c’entra. Io pure una vaga letta all’ultimo numero di “ For men magazine” gliel’avevo data, ma solo per prepararmi con diligenza sul tema della conferenza…Insomma, il Biavardi è stato il primo a parlare ed apre dicendo: “Intanto vorrei chiarire un paio di cose su me e la signorina Lucarelli. Io l’ho pagata perché scrivesse quell’articolo e non è una mia ex fidanzata come molti hanno insinuato. Peccato che poi le foto le abbia fatte per Capital e non per il nostro giornale”. Credo che le prime file abbiano intravisto i primi anelli di fumo fuoriuscire dalle mie narici e il canino destro brillare di uno strano luccichio , ma ho sfoderato un sorriso con più denti di Anna Oxa e ho incassato con una classe che in confronto Gwynet Paltrow è una concorrente di Ciao Darwin.Si è parlato di riviste, pubblicità, target, editoria ma alla fine il Biavardi, incalzato da me che ho fatto una timida osservazione sulla tristemente nota pubblicità del suo magazine con Anna Falchi e la frase “Tu pensa a stirare le camicie!” , è finalmente arrivato dove voleva arrivare.Nella fondina aveva il mio articolo scritto per la rivista “Max” che ha sventolato dicendo: “Suvvia Selvaggia, proprio lei non capisce l’ironia, lei che scrive questo :…” E comincia a leggere parte del mio articolo .A quel punto io replico che la mia è comicità volontaria, quella del suo giornale è involontaria , e c’è una bella differenza. Il Biavardi manifesta evidenti segni di nervosismo, dichiara che lui non è affatto maschilista e nel dirlo si asciuga il sudore con un perizoma fucsia che aveva giusto in tasca perché lui colleziona di questi trofei per hobby, e ricomincia a leggere con sarcasmo un mio articolo sugli uomini che , a suo dire, sarebbe pieno di fregnacce. A quel punto ho abbandonato lo stile Paltrow con dolore e ho dichiarato: “Biavardi, lei vuole la guerra? E va bene, vado a leggere uno dei suoi acuti consigli sul nuovo numero di “For men magazine”: “se sei preoccupato per le dimensioni del tuo pene, accorciati i peli pubici. Una spuntatina sapiente alla base del pene ti fa recuperare anche tre o quattro centimetri!”. Non è neanche servito che commentassi con affermazioni del tipo: “Guardi Biavardi che se entra in un negozio di jean louis david e chiede un taglio di peli pubici la legano alla sedia con le extensions sintetiche e chiamano la neuro.” perché il pubblico era già divertito a sufficienza.Non ho potuto neanche leggere altri passi leggendari quali quello in cui nel suo giornale si consiglia di sviluppare i glutei passando il tosaerba nel prato o di trovare lo stimolo per fare jogging immaginando di essere inseguiti da un grizzly.Peccato.Alla fine il Biavardi ha dichiarato: “Comunque è vero che il mio è un giornale leggero, ma in realtà diamo anche molte notizie e facciamo informazione.”Scusate ma me l’ha servita su un piatto d’argento.Io: “Ha ragione Biavardi. Anzi, devo ringraziarla perchè senza la sua rivista io sarei morta senza sapere che l’iguana domestico ha il viziaccio di molestare le mogli.”E la conferenza s’è chiusa così, tra l’ilarità generale. Lucarelli-Biavardi: 1-0 E il Biavardi non si azzardi a smentire che altrimenti il prossimo mese la recensione la faccio a Men’s Health.

Leave a comment

name*

email* (not published)

website