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la notte dei Telegatti

La notte dei Telegatti. Beautiful docet

Quest’anno la notte dei Telegatti ha riservato agli spettatori un vero e proprio colpo di scena da cui io, lo confesso, non mi sono ancora del tutto ripresa. Non sto parlando dell’apparizione di Floriana del Grande Fratello che, nonostante il raffinato abito rosa , sembrava reduce da un corso di portamento presso il battaglione Granatieri di Sardegna. Mi riferisco all’inattesa vittoria della fiction nostrana “Centovetrine” nella categoria “soap opera”, dopo anni di incontrastata supremazia della corazzata americana “Beautiful” . Fatico a comprendere il perché di questa improvvisa svolta nei gusti degli amanti del genere, perché è innegabile che Beautiful abbia fatto scuola. Non c’è infatti fiction che non abbia trattoIspirazione da quella manciata di dinamiche classiche a cui la soap americana (e a ruota tutte le altre) ricorre in continuazione. La prima trovata che non può mancare in una fiction che si rispetti è la finta cecità di uno dei protagonisti. Non si sa bene perché, ma gli sceneggiatori del genere trovano particolarmente affascinante l’ideache qualcuno nella vita decida di fingersi vittima di questo handicap . E il fatto incredibile è che nonostante il finto cieco, appena ricevuto il cane lupo dall’associazione non vedenti, faccia osservazione sulle sfumature cromatiche del mantello dell’animale, nonostantenel tempo libero vada a sparare al poligono, raddrizzi i quadri alle pareti o commenti l’ultima pettinatura di Sally Spectra , nessuno sospetta di nulla.La seconda trovata ricorrente è l’improvvisa redenzione del cattivo di turno. Ora, è pur vero che dopo il pentimento di uno come Brusca tutto è possibile, ma nelle fiction può capitare che nella puntata 2345 il perfido protagonista dia fuoco ad un asilo nido e nella puntata 2346 sia eletto presidente di Telefono Azzurro. L’espediente più abusato in assoluto dagli sceneggiatori di fiction rimane però l’improvvisa ed intramontabile resurrezione di protagonisti dati per morti da anni.Il set di beautiful ormai ha un’aria che definire lugubre è un eufemismo:girano più zombie in casa Forrester che nel cimitero di “Thriller” . Io mi chiedo: i dottori addetti alle autopsie nelle fiction, come l’hanno fatto il tirocinio, giocando all’Allegro Chirurgo? Non è proprio possibile accertarsi che questi benedetti defunti siano morti sul serio? Mi permetto di suggerire ai medici delle soap un metodo infallibile:si sintonizza un televisore sul programma “Come sorelle” , se il presunto cadavere arriva fino ai titoli di coda senza rantolare, si può procedere alla tumulazione senza timore di incappare in errori. (da “Il Tempo”)

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