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Furore

Sull’eventuale ritorno di Montalbano, pare che in Rai ci sia profonda incertezza. Ammetto che quest’inverno, appresa la notizia, per un attimo ho temuto che la tv di Stato stesse sacrificando la tv di qualità, a vantaggio di quella becera e vacua che imperversa ovunque. Ed invece,con grande sollievo, venerdì ho constatato che anche se Montalbano per un po’ sospenderà le sue investigazioni (a proposito: in molti hanno visto il poveretto giocare al videopoker in una bisca della sua Vigata), a quel piacevole esperimento di intrattenimento culturale che è “Furore”, hanno deciso invece di dare meritata continuità. Del resto, perché accantonare un programma che racchiude in sé il meglio di tutti i generi televisivi, dal varietà alla tv di servizio? Non fate quella faccia perplessa. Sono certa che dopo aver letto attentamente le mie argomentazioni, vi convincerete che ho ragione. Tanto per cominciare, protagonista assoluta di “Furore” è la musica, elemento classico della tv d’intrattenimento quale ad esempio è il mitico Festival di Sanremo. E’ innegabile che l’altra sera, Matilde Brandi, Simona Ventura e Carlo Conti , siano entrati a pieno titolo nella storia della musica: infatti, in seguito alla loro versione di “Ragazza acidella”, con acuti che a molti abitanti dell’area del vesuviano hanno fatto temere una risveglio del vulcano, anche i più raffinati melomani si sono convinti della necessità di ampliare il pentagramma con note inedite, quali il “FA-lla finita”, il “LA-scia perdere” e, soprattutto, il “DO-vete Andare a lavorare! “. Se tutto ciò vi sembra ancora poco, ora vi vado a spiegare il perché “Furore” vada catalogato a pieno titolo anche all’interno della tv utile e di servizio. Vi racconto un fatto emblematico: nella puntata di venerdì scorso, Nina Moric era inguainata in una minigonna delle dimensioni di un post-it. Bene, grazie ad una delle celebri, discrete e raffinatissime inquadrature tipiche del programma, il regista ha fatto notare alla bella croata la presenza di una piccola e fortunatamente innocua cisti ovarica. Altro che Medicina 33!Senza la sua partecipazione a Furore chissà quando l’avrebbe scoperto. Parlando seriamente.Mi chiedevo se il Commissario Montalbano, visto che attualmente se ne sta inutilizzato nel ragusano in attesa di un suo ritorno in Rai , avesse voglia di indagare su chi sia il colpevole del ritorno di Furore in televisione, perché è innegabile che il tizio vada assicurato alla giustizia al più presto. Io, personalmente, sono molto preoccupata all’idea che si tratti di un serial killer che magari, dopo il ritorno di “Furore”, per quella che in criminologia è definita “coazione a ripetere” , stia premeditando atti estremi e drammatici, quali la resurrezione de “La zingara” o , peggio, di “Max e Tux”. Montalbano lo fermi, prima che sia troppo tardi. Furore – Il Tempo

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