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Il furore di “Furore”

Gentili lettori,a seguito di una serie di fatti spiacevoli che ora andrò a raccontarvi, mi trovo costretta a delle pubbliche scuse per via di un mio articolo pubblicato su “Il Tempo” e su questo blog, che era, e lo riconosco con profondo imbarazzo, colmo di inesattezze ed affermazioni mendaci. Sto parlando del mio articolo sulla trasmissione tv “Furore” che potete leggere QUI. Nella giornata di ieri infatti, sono stata contattata telefonicamente dal regista del programma Franco Bianca, il quale, giustamente alterato, ha affermato che il mio pezzo ha offeso la sua indubbia professionalità, che la mia non era ironia ma critica feroce e che non è affatto vero che s’è vista la cisti ovarica della signora Nina Moric. Mi ha invitata tra l’altro ad andare a Napoli ad assistere al programma per avere conferma delle sue affermazioni e si è detto disposto a cedermi il suo cachet nel qual caso le sue inquadrature non si dimostrino raffinate come sostiene. Di fronte al vigore e alla serietà di tali smentite, oltre che al profondo senso dell’autoironia del regista Bianca, ho deciso di assumermi la responsabilità dei miei errori e di pubblicare la lista delle autorevoli smentite giunte in seguito alla pubblicazione dell’articolo pubblicato.Preciso però che non era affatto mia intenzione mettere in discussione la professionalità del regista in questione. Rammento perfettamente i virtuosismi delle sue regie televisive: al “Gioco dei nove” per esempio , una volta accadde che ad Emilio Fede, affacciato alla casella numero sette, partì una capsula e il Bianca prontamente spostò l’inquadratura su Luana Colussi . La valletta, sistemata nella casella numero due, si stava in realtà nettando l’orecchio sinistro con il Coton Fioc, ma la decisione del regista, che agì con fredda lucidità, fu comunque ritenuta provvidenziale. Qui di seguito, col capo cosparso di cenere, pubblico le ulteriori smentite che ho ricevuto da parte di altre insigni personalità: from commissariomontalbano@libero.it to sel.ma@tin.it Giornalista fitusa,aieri a sira mi trovai come sempre a nuotare nel friddu delle acque di Vigata e rinvenni lu solitu cadavere che galliggiava grazie a li braccioli dillu Shampoo Bilboa, un assurbenti carefreee tanga black e una copia de lu giurnali ‘nfame “Il Tempo”.Accussì lessi lu suo articulu.Madunuzza beddra!Mi meraviglio di lei che sapi leggiri e scriviri, chista è una minchiata! Mai mi recai a giucari a lu videopoker nel bar di Vigata cume lei affermò.Qui ni lu paesi mio tutti sanno che io non faccio di chisti affari, lei deve curreggere cun una rettifica, io ne lu bar giocu a flipper con Mimì Augello e sognu lu campione di Daytona del Girgenti. Ora vado chi ‘stu cadavere cumincia a puzzari. Il commissario Montalbano from riccardomuti@lascala.it to sel.ma@tin.it Egregia, interrompo momentanemente le mie abitudini di raffinato melomane e rinuncio perciò alla consueta visione serale di Sarabanda, per segnalarle una fondamentale imprecisione che ho rinvenuto durante la lettura del suo articolo su “Il Tempo”. Non corrisponde infatti a verità la sua tesi sull’ampliamento del pentagramma a seguito delle performance canore dei signori Brandi, Ventura e Conti. Le anticipo invece che ho già convocato il prezioso trio più i fuoriclasse Emanuela Folliero ed Adriano Pappalardo nel coro degli Alpini della Brigata Cadore che dirigerò presto al Festival del Centerbe di Merano. La prossima volta sia più precisa, chè la musica è una cosa seria. Distinti saluti. Riccardo Muti. From giannimercalli@tiscali.it to sel.ma@tin.it Signorina,dopo aver visionato accuratamente i grafici del centro in cui lavoro, in qualità di affermato sismologo dell’aria del vesuviano, mi trovo a dover smentire con decisione la sua affermazione circa l’allarme che si sarebbe creato in zona a seguito degli acuti prodotti dai concorrenti della trasmissione “Furore” . Gli acuti infatti, erano di tale portata che l’epicentro si è fortunatamente sviluppato sulla costa romagnola e l’unica conseguenza di rilievo è stata un’onda anomala sviluppatasi insolitamente nella piscina centrale dell’Aquafan di Riccione che ha travolto il team del deejaytime, Giuseppe compreso, con grande sollievo dei bagnanti.Sono stati comunque ritrovati tutti sani e salvi presso il parco tematico “L’Italia in miniatura”, chi sotto il ponte dei sospiri, chi a cavalcioni sulla Mole Antonelliana , eccetto il deejay Fargetta che, finito nella vasca grande del Delfinarium di Riccione, aveva già imparato a prendere al volo l’acciuga dalle mani dell’addestratore col soprannome “Free Willy”. Confido in una sua prossima rettifica. Gianni Mercalli,sismologo. From aidcpi@post.it ToSel.ma@tin.it Gentile signorina Lucarelli, sono il presidente della AIDCPI, associazione italiana in difesa dei consumatori italiani di post-it.A nome della categoria che rappresento, Le scrivo per fare un’importante precisazione riguardo al suo articolo apparso sul quotidiano “Il Tempo” in cui sosteneva, con notevole approssimazione, che durante una puntata di “Furore “, la signora Moric indossava una minigonna delle dimensioni di un post-it”. Sia chiaro che in base agli accordi del giugno 1996 delle cartiere riunite, le dimensioni minime di un post-it sono state fissate in 8cmX8. In base al filmato televisivo visionato dai nostri esperti in post-it, la minigonna della Moric non superava le dimensioni di 5cmX5. La invito pertanto a fare una pronta rettifica in cui specifichi che la giusta categoria cartacea a cui ella faceva riferimento è quella delle “etichette adesive per quaderni.” La ringrazio per la cortese attenzione. Roberto Adolfi, presidente della aidcpi From Francescobruno@franzonilibera.it to Sel.ma@tin.it Cara signora,sono il famoso criminologo Fancesco Bruno, già noto alle cronache per aver contribuito alla stesura dell’identikit di spietati criminali quali Pietro Pacciani, Donato Bilancia ed il parrucchiere di Claudio Baglioni.Mi trovavo ad esporre le mei opinioni ad una interessantissima riunione di condominio presso la palazzina b del Residence Bastogi assieme agli esimi colleghi Paolo Crepet e Raffaele Morelli, quando, nel cuore della discussione sui tendaggi floreali dell’inquilino Testi del terzo piano, mi è caduto l’ occhio sul suo articolo su “Il Tempo”. Mi è parso alquanto superficiale e rischioso l’addentrarsi da parte sua, e cioè da una non addetta ai lavori del tutto digiuna di criminologia, psicologia e urologia, in materie delicate quale ad esempio “la stesura del profilo di un criminale” pericoloso e complesso come è evidente che sia il responsabile del ritorno di Furore a Rai Due . Dopo una rapida consultazione con i miei colleghi sopracitati (Morelli per affrontare la questione ha rimandato una seduta di psicoanalisi con l’uomo invisibile di Buona Domenica), abbiamo stabilito con certezza che il criminale colpevole del ritorno di Furore, si porta sicuramente dietro un trauma infantile legato alla musica: forse ha subito molestie sessuali dal Mago Zurlì o, e questa è la tesi che ci sembra più probabile, ha visto il suo maestro di flauto praticare sesso solitario di fronte ad una foto di Cristina D’Avena abbracciata al Grande Puffo intorno al sesto anno d’età. Spero vorrà tener presente i nostri studi, la prossima volta che in uno dei suoi articoli citerà il suddetto criminale. Francesco Bruno, criminologo From villabetania@virgilio.it to sel.ma@tin.it Signorina Lucarelli,le scrivo su sollecito della mia paziente Nina Moric ed in qualità di suo ginecologo di fiducia. La sua tesi sulla presunta cisti ovarica rilevata da un’inquadratura all’interno della trasmissione “Furore”, non corrisponde infatti a verità ed è, me lo lasci dire, altamente offensiva nei confronti della signora Moric.Poichè ella visita spesso il mio studio, ho inoltre potuto constatare che la signora ha modi che definirei addirittura pudichi . Ma torniamo alle questioni mediche che sono quelle che ci interessano di più. A tal proposito le allego due ecografie prelevate dalla cartella della signora Moric che, se visionate con attenzione, attestano in maniera inconfutabile che non si tratta di cisti ovarica ma di un leggerissimo prolasso post-parto. Cordiali saluti Osvaldo Intruso, ginecologo

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