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L’abito della Canalis

Non è che mi possa mettere qui a raccontare perché e per come, ma insomma, quello dell’altro ieri è stato tra i sabati peggiori di cui abbia memoria, e visto che appartengo a quella categoria di masochisti che quando sono giù trovano giusto sprofondare nel baratro della tristezza, magari con l’aiuto di canzoni allegre quanto il fado o facendosi un bicchiere di vodka alla spina, ecco, l’altra sera ho deciso pure io di esaltare la trisitezza con un ausilio esterno: ho guardato “Miss Universo” con Marco Liorni ed Elisabetta Canalis. Qualcuno potrebbe replicare: “A quel punto potevi guardare il programma “Baciami Versilia” su Rai Uno con Carlo Conti e Matilde Brandi. Ho parlato di esaltazione del dolore, mica di autoistigazione al suicidio. Una qualche speranza di ripresa vorrei concedermela.Su Liorni non mi esprimo perché come dichiarato più volte, per il ragazzo ho una passione non indifferente, che a dire il vero si è leggermente attenuata da quando ho visto un servizio su Eva tremila che lo ritraeva in casa con la fidanzata in quelle pose irresistibili tipo: “ Marco, ora fingi di guardare nell’armadio indeciso sull’abito da indossare” con lui che osserva due pedalini marroni con una faccia da trasfigurazione evangelica, oppure: “Marco, mettiti un grembiule e fingi di cucinare una omelette!” con un tassi di retorica tale che ci manca solo che tiri fuoriun fusillo dalla tasca mentre il cielo è attraversato dalla scia di una stella cadente. A mezzogiorno.Non commento neanche i guizzi degli autori che gli hanno messo in bocca domande argute quali:“Ragazze, preferite lasciare o essere lasciate?” che vi giuro, se fossi stata una miss avrei replicato tranquilla: “ Ma che domande Liorni! Ovviamente essere lasciata, possibilmente all’altare e incinta di otto mesi, per una diciottenne anche lei incinta del mio mancato marito, sieropositiva e con un bel mutuo decennale sulle spalle!”Se per caso vi pare di cogliere un certo livore nelle mie parole, vi prego di credermi, non è affatto perché nel servizio il Liorni annunciava le nozze imminenti .Che Dio lo stramaledica. :)Vabbè, basta cazzeggio e passiamo al motivo serio per cui ho deciso di scrivere questo post: il vestito verde di Versace che indossava la Canalis.Non ho la più pallida idea di quanto possa costare, ma del resto non so nemmeno il prezzo degli attici a Piazza Navona e non è che mi prenda la briga di andare a chiedere, tanto è evidente che sono al di fuori della mia portata.In parole POVERE, non me lo posso permettere, ma pur di averlo sono disposta a trafugare su commissione “La dama con l’ermellino” , per cui se qualche vecchio collezionista d’arte volesse togliersi questo sfizio , io mi metto a disposizione.Altrimenti boh, faccio un appello alla Canalis:Elisabè, mettiti una mano sul cuore. Avrai una stanza guardaroba grande quanto un hangar di Malpensa, che te ne fai di quel vestito? Guarda, io me lo prendo anche con una macchia di sugo sul davanti, sono disposta a dire che Vieri è un oratore da far impallidire Demostene, posso arrivare perfino a dichiarare che come presentatrice te la cavi meglio di Jo Squillo e credimi , dopo la tua spigliatezza di ieri sera, non puoi negare che il mio sforzo sia apprezzabile. Non dirò nemmeno che nonostante anni di dizione per toglierti quella “lieve” inflessione sarda , ieri sera hai annunciato l’ingresso di Clarissa Burt con l’accento di un Mamuthone.Altrimenti non so , se la Canalis non è stata persuasa dalla dolcezza delle mie parole e dai miei evidenti e spudorati tentativi di captatio benevolentiae, potrei provare con la signora Donatella Versace.Che sforzo economico sarà mai per lei regalarmi un vestito? Bastano quindici lampade in meno ed ecco che l’abito se l’è già bello che ripagato. Giuro che lo indosserei in tutte le occasioni mondane a cui prenderò parte prossimamente in qualità di madrina, dalla Sagra del fungo di Rocca Priora all’inaugurazione del nuovo depuratore presso la foce dell’Aniene, garantendo grande visibilità ai suoi modelli. Tra l’altro non è ancora certo, ma probabilmente il quindici giugno prenderò parte alla festa di laurea della cugina di Patrizia Rossetti e chiaramente approfitterei dell’occasione prestigiosa per indossare il suo modello. Attendo inoltre conferma ufficiale dell’invito al matrimonio di Jimmy Ghione.Insomma , ho un calendario fitto di impegni di un certo livello. Se a tutto ciò aggiunge i sei passaggi pubblicitari giornalieri a TeleTevere come testimonial della spazzola termica lisciante-ondulante “Frizzy” , non so, mi dica lei se questa non è una signora occasione.Ho capito. Se voglio quel vestito mi tocca andare a raccogliere San Marzano tutta l’estate.

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