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Inviti matrimonio

C’è di peggio

Se nel mese di giugno vi capita di sentirvi afflitti perché nelvostro quartiere c’è una festa patronale ogni due giorni con spettacoli pirotecnici visti solo a Pompei durante l’eruzionedel 79 dc, se siete giù perché la vostra migliore amica ha superatola prova di ammissione alla Bocconi col massimo dei voti, mentre voisiete state pesantemente respinte perfino alla “prova costume” e vi hanno detto che non è nemmeno il caso di tornare a settembre,se siete depressi perché d’estate l’unica novità di un certo rilievo nel palinsesto televisivo, è l’introduzione in tutti i programmi di una pianola ,io vi garantisco che, tutto sommato, siete fortunati. Di questi tempi infatti, potrebbe capitarvi molto di peggio: ricevere l’invito ad un matrimonio. Inutile girarci intorno: i matrimoni sono un supplizio, specialmente in questo periodo di caldo afoso che garantisce una bella giornata di sole agli sposi E ed un bel colpo di sole ad un’alta percentuale di invitati. Nelle chiese infatti,si raggiunge la stessa temperatura indicata da Suor Germana per una corretta cottura della torta di mele , tanto che in più di un caso la statua di San Pietro, sparita misteriosamente dalla nicchia che la conteneva, è stata ritrovata a fare il pediluvio nella fonte battesimale. A questo va aggiunto il supplizio delle scarpe nuove.Non di rado qualche invitato, in preda a dolori atroci, se le toglie accampando scuse improbabili quali: “Guardi che io non sono un parente, sono un carmelitano scalzo.”Un fenomeno inspiegabile è poi quella specie di fame atavica che colpisce tutti gli invitati non appena varcata la soglia della chiesa. Giuro che durante una cerimonia a Barletta, ho visto una coppia di zii della sposa tirar fuori un fornelletto da campo e bollire il riso da lanciare agli sposi. La condizione di invitato semplice è comunque privilegiata, se paragonata a quella dei testimoni. Considerato che gli sfortunati a cui tocca rivestire questo ruolo , per tradizione, devono fare un regalo agli sposi che costi almeno quanto lo stipendio di Bonolis in Rai , e che in chiesa non hanno nessuna possibilità di fuga, direi che quasi quasi è più auspicabile essere testimone di un delitto di mafia che di un matrimonio. Potrebbe sembrare una forzatura, eppure le analogie tra i due ruoli sono più numerose di quanto si possa immaginare: mi risulta, per esempio, che molti testimoni di nozze abbiano richiesto allo Stato cambio di identità e residenza , poiché si sentivano minacciati da un pericolo piuttosto serio e incombente: quello di essere rintracciati dagli sposi , mesi dopo, per l’immancabile tortura della proiezione casalinga del filmino del matrimonio.

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