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Francesco Totti

Il menù non è uguale per Totti

Qualche sera fa sono stata a cena in un ristorante sul litorale vicino Roma. Bene, quella che doveva essere una tranquilla serata in riva al mare, è stata sconvolta da una lunga serie di accadimenti che andrò ad elencare, perché siate al corrente delle bizzarre conseguenze che comporta il capitare in un tavolo confinante con quello di un calciatore all’apice della sua carriera (nel mio caso si è trattato di Francesco Totti): per prima cosa, sappiate che tutti i commensali guarderanno ininterrottamente nella vostra direzione facendovi sentire in leggero imbarazzo, per cui, pur di non incappare in brutte figure, vi potrà capitare di esagerare con bon ton e galateo e di commettere una serie di gesti inconsulti quali: tagliare i grissini con forchetta e coltello per non sembrare dei burini, lasciare la fede nuziale come mancia per non sembrare dei cafoni, insistere per portare la tovaglia a casa e lavarla voi “perché tanto domani fate i bianchi”, consegnare le spoglie dell’astice incrociando le chele sul petto per non sembrare insensibili. In secondo luogo, tifosi e ammiratori vi spareranno in faccia tanti di quei flash, che al momento della scelta del dolce, chiederete al cameriere se c’è un menù versione braille.Inoltre, e questo è forse il fatto più clamoroso, noterete una curiosa discrepanza tra le proposte culinarie illustrate a voi e quelle illustrate a Totti. Il cameriere infatti, durante una breve sosta al vostro tavolo, vi dirà, con modi sbrigativi: “Oggi abbiamo antipasto di mare, spaghetti alle vongole,orata o spigola al forno, frutta e tiramisù.” Al tavolo di Totti, lo sentirete elencare le seguenti pietanze: “Allora signor Totti, per lei abbiamo: “piovra gigante in guazzetto”, “Godzilla al carpaccio”, “trancio di orca assassina all’olio d’oliva”, “drago marino affumicato” e “Scilla e Cariddi alla piastra”.Qualora Totti faccia richiesta di una specialità ittica non disponibile al momento, vedrete il cuoco uscire dalla cucina visibilmente agitato con muta, maschera, bombole e fiocina in mano. Si narra che il capocuoco del ristorante “Al grottino” di Torvaianica, pur di accontentare le richieste di Antonio Cassano, abbia catturato un pescespada di due tonnellate, improvvisando tra i tavoli una feroce mattanza a colpi di mestolo . Riguardo invece alla proposta di vini, a voi proporrà al massimo “mezzo bianco della casa”.A tavolo del calciatore lo sentirete affermare: “ Abbiamo uno Chardonnay della stessa annata di Mirigliani invecchiato nel Santo Sepolcro a Gerusalemme col tappo in un sughero pregiato ricavato dalla soletta di un’ infradito di Flavio Briatore”.Non stupitevi neanche se a voi lo farà assaggiare chiedendovi di mettere la mano a scodella, mentre a Totti lo verserà nel bicchiere non prima di averlo fatto assaggiare ad un sommelier arrivato appositamente dalla Borgogna, al comandante del Ris di Parma, al cane del ristoratore e, infine, proprio per star tranquillo, a un tifoso della Lazio.

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