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G come Gene

Visto che il blog in questi giorni sonnecchia un po’, volevo risvegliarlo con un argomento forte, appassionante, attuale, e così, come spesso accade, mi sono rivolta a Gene Gnocchi. Mi ha mandato questo pezzo che, vista l’importanza e la delicatezza del tema trattato, di sicuro stimolerà un fiume di commenti, pareri e riflessioni.Lo spellingdi Gene GnocchiVolevo entrare nel dibattito sul perché in Italia negli ultimi anni si stia perdendo progressivamente l’abitudine, soprattutto tra le giovani generazioni, di fare spelling. A mio modestissimo avviso la pratica dello spelling, se non si interviene subito con leggi adeguate, rischia di scomparire. Le cause di questo progressivo disinteresse per lo spelling, sono secondo me le seguenti:a) la richiesta sempre più frequente di spelling per parole come Wirlpool , Vitzek e Südtiroler Volkspartei che creano in colui che deve fare spelling un sentimento non bello.b) la tendenza altresì a pretendere lo spelling anche per le targhe delle auto, cosa che genera nello speller un senso di umiliazione.c) il fatto che nello spelling telefonico la b spesso si confonde con la p e si finisce per litigare fino a quando cade la linea così che la parola rimane tronca.d) il fatto che anche gli extracomunitari adesso, per sentirsi alla pari, fanno spelling usando però termini presi paro paro dalla jihad, cosicchè nelle conversazioni si è sempre sotto minaccia di collusione con le frange più estreme del terrorismo islamico.e) la mancanza di informazioni sullo spelling. Anche la regione Umbria da un po’ di tempo ha smesso di pubblicare a sue spese opuscoli per il corretto uso dello spelling e questo la dice lunga sul progressivo degrado dello spelling stesso.f) Infine, insegnare spelling, non è più remunerativo come una volta . Un buon maestro di spelling anche in zone come le valli di Comacchio non percepiva mai meno di 40 mila vecchie lire all’ora, mentre ora invece siamo sui 4 euro ogni 4 ore.

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