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I palinsesti estivi

La programmazione televisiva di questo periodo dell’anno è avvoltada un gran numero di misteri. Il primo, entrato a pieno titolo nellalista dei fenomeni inspiegabili assieme ai cerchi concentrici nei campidi grano, al tempio di Stonehenge e ai meriti artistici di Patrizia Pellegrino,è quello dell’affidamento della conduzione estivadi “Uno Mattina” a Sonia Grey. Vi giuro che ho tentato in tutti i modi di rassegnarmi a questa dolorosa idea, ma ieri mattina, incappando per uno sventurato caso nella trasmissione, sono piombata di nuovo nellosconforto più totale. Mi è capitato infatti di assistere ad un momento delprogramma in cui la conduttrice, attorniata da alcuni rapaci, illustrava con la competenzae, soprattutto, con la vivacità tipica di un paziente in coma farmacologico, le abitudini del falco predatore, con tanto di appassionanti cenni storici sull’invenzione di quell’interessantissimooggetto che è la calottina in pelle da applicare sulla testa di questi uccelli.Il commento di mia madre, che guardava la televisione insieme a me, di frontea questo improbabile approfondimento di natura ornitologica, è stato: “Certo che però è ingiusto obbligare una specie a spostarsi dal suo habitat naturale,non si costringe un pennuto a stare immobile su quella specie di trespolo,per giunta in uno studio televisivo e con quegli occhi smarriti!”Io ho ribattuto:” Non ti preoccupare, poi i falchi li rimettono in libertà!”Mia madre:” E che c’entrano i falchi, io parlavo di Sonia Grey!”Altro mistero impenetrabile dei palinsesti tv, è il perchè ogni benedettaestate , ci debbano costringere alla visione di tutta la filmografia Totòe Carlo Verdone. D’accordo, in questa stagione il pubblico televisivo diminuisce,si tende a pescare le pellicole dagli archivi, ma film come “Io e mia sorella”o Totòtruffa” sono stati trasmessi tante di quelle volte, che io a questopunto, preferirei che la Rai mandasse in onda il filmino del battesimo diun nipotino di Marano, quello di Del Noce che fa sci nautico sul lago diComo…qualsiasi cosa insomma, purchè non ci si debba più sorbire “Borotalco”o “Totò Peppino e la malafemmena”.Devo comunque ammettere che anche le repliche del “Commisario Rex” comincianoa provocarmi i primi sintomi di insofferenza. Alcune delle puntate mandatein onda sono così vecchie che in effetti l’animale protagonista non è “ilcane lupo Rex” che tutti conosciamo, ma un “Tirannosaurus Rex” coinvoltoin indagini attualissime quali l’efferato omicidio della tata diMike Bongiorno.

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