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Costa S-MERZ-alda

Pubblicato anche dal Corriere della sera QUI, il mio articolo sul mensile “Max” di agosto sulla Costa Smeralda: Ho optato per la vacanza esotica. Ammetto che la scelta non è stata facile, perché l’agenzia di viaggi alla quale mi sono rivolta mi ha illustrato un nutrito ventaglio di alternative interessanti, dal parco Serengeti in Tanzania alla terra dei Masai, dalla foresta dei gorilla in Uganda al percorso delle cascate birmane a Gardaland, ma alla fine credo di aver compiuto la scelta forse meno turistica e scontata: l’oasi wwf “Costa Smeralda”. Si tratta di un’area protetta situata a nord della Sardegna completamente bonificata dalla fauna autoctona e liberata di brutture architettoniche quali i nuraghi, in cui numerose e variegate specie di vip migrano nel periodo estivo, offrendo al turista la rara e strabiliante opportunità di studiarli mentre si muovono e riproducono in cattività. IL VIAGGIO – Per organizzare il viaggio ci sono solo poche ma importanti cose da sapere: la durata del volo dai principali aeroporti italiani all’aeroporto di Olbia è di un’ora circa, ma capita spesso che i voli subiscano dei forti ritardi a causa di fatti imprevedibili quali improvvise transumanze di vip sulle piste dell’aeroporto locale o per via della scarsa visibilità in prossimità dello scalo a causa dell’abuso di lacche per capelli da parte di specie locali quali l’Ivana Trump o del fumo degli inceneritori delle babbucce di Briatore, il cui smaltimento in Sardegna crea non pochi problemi di impatto ambientale. LA LINGUA – La lingua ufficiale è l’italiano, ma visto e considerato che soprattutto nell’oasi innaturale di Porto Cervo c’è una densità di arabi rilevata solamente in alcuni campi di addestramento di Al Quaeda, è bene avere qualche rudimento di lingua islamica. Vi suggerisco dunque di munirvi di un mini-vocabolario con la traduzione dei termini più frequenti e utilizzati nelle conversazioni locali quali “gnocca”, “barca”, “festa”, “conto corrente” e “Lele Mora”.Ci sono poi alcune specie che comunicano a modo loro, emettendo per lo più monosillabi e grugniti quali il Bobus Vieri e il Francescus Totti o altre, soprattutto di sesso femminile, del tutto indifferenti a stimoli verbali ma particolarmente reattive di fronte a stimoli visivi. Per avvicinare quest’ultima specie, ovvero “la femmina del vip”, che come risaputo è piuttosto diffidente nei confronti del semplice turista da safari, riponete pure nello zaino biada, avena e arachidi e provate ad attirare la sua attenzione sventolando oggetti quali portafogli, monili in oro, contratti televisivi e abiti firmati Cavalli.Tenete inoltre presente che a differenza di tutte le specie animali presenti sul pianeta terra, la femmina del vip mostra una particolare attrazione per richiami luminosi quali i flash della macchina fotografica. Il fenomeno è di tale portata che nell’oasi “Costa Smeralda” è stato proibito tassativamente l’uso delle zanzariere elettriche con lampade attira-insetti, in quanto più di una volta vi sono state trovate attaccate e stordite da una scossa di 5.000 volt femmine particolarmente vivaci e reattive quali l’Adriana Vulpis e l’Alessia Merzibus.Per finire, ci sono specie con le quali è del tutto impossibile stabilire un contatto verbale poiché utilizzano linguaggi sconosciuti anche agli studiosi più ferrati nel campo della comunicazione con razze animali. Pare che la psicologa Francine Patterson, istruttrice del linguaggio dei segni dei gorilla ormai da circa 25 anni, di fronte alla totale refrattarietà all’apprendimento di una qualsiasi forma di interazione con gli umani della specie Markus Schenkenberg, abbia dichiarato: «Il caso è disperato. Dopo quindici mesi di insegnamenti gli ho chiesto “Come ti chiami?” e il Markus mi ha risposto “Le otto meno un quarto”, non c’è verso, torno ai miei gorilla».(io e Klaus Davi con la sua inquietante t-shirt wonderbra) IL FUSO ORARIO – Passiamo ora a qualche veloce indicazione sul fuso orario, anche se in realtà la questione è molto complessa. Vi basti sapere che mentre il resto della Sardegna, come tutta la penisola italiana, è attraversato dal settimo al diciottesimo meridiano e ha dunque lo stesso fuso orario, l’oasi protetta “Costa Smeralda” è attraversata da un meridiano supplementare e abusivo, che parte esattamente da un divanetto in alcantara del locale Billionaire e termina in prossimità di un fico d’india del giardino della villa di Lele Mora, la mitica “Numero Uno”, per cui questa località gode di un fuso orario del tutto autonomo tanto che, per convenzione, in quest’area tutti tendono a fissare il mezzodì nell’orario del risveglio di Manuela Arcuri. LA RELIGIONE – A proposito, pare che l’espressione “orario flessibile” sia nata proprio da queste parti. Riguardo invece la religione, la specie “vip” professa senza dubbio la religione cristiana. Una prova ne è l’assoluta e quasi commovente dedizione per tutto ciò che cammina sulle acque. Ho avuto la fortuna di riuscire ad avvicinare il Tommaso Butus, sul cui tempio galleggiante di 50 metri, ogni anno sale in pellegrinaggio una fitta schiera di femmine di vip particolarmente devote quali Luisa Corna e Anna Falchi. L’impresa non è stata facile. Inizialmente ho cercato di attirare la sua attenzione gridando nella sua direzione che c’era un tursiope ferito, ma la barca non si è mossa. Poi ho gridato che un bambino di 2 anni era stato investito dalla moto d’acqua del dj Ringo ma non vi è stata reazione alcuna. Allora ho dichiarato che un’onda anomala aveva spazzato via in mare un’intera famiglia di tedeschi e anche il povero Klaus Davi che si trovava a passar di lì per caso, ma ancora nulla. A quel punto ho dichiarato che Fernanda Lessa aveva pestato un riccio e, repentinamente, il Butus ha spiegato le vele viaggiando all’interno della Baia di Cala di Volpe, a una velocità di 115 nodi, travolgendo, incurante, l’Aga Khan che prendeva il sole con le cuffiette sul materassino di Gente. Mentre il Butus disinfettava la ferita della povera Lessa con uno Chardonnay del ’34 incalzato dalle mie domande, faceva delle rivelazioni piuttosto sconcertanti, quali: «La barca non ha fatto la mia fortuna con le donne, ho sposato la modella più bella del mondo che avevo solo un motorino». O anche: «Io con la mia barca faccio solo la tratta Porto Cervo-Porto Rotondo, il resto della Sardegna non l’ho mai girato». Il commento sorge spontaneo: e allora non poteva continuare a fare ’sti 10 chilometri in motorino? DOCUMENTI – Passiamo infine alla questione documenti. Per visitare l’area protetta “Costa Smeralda” e riuscire a confondersi con la fauna locale così da studiarne attentamente le abitudini, è particolarmente utile, nel caso si sia di sesso femminile, munirsi di un documento di identità la cui data di nascita sia rigorosamente truccata, poiché dopo il compimento del trentesimo anno di età si viene relegati nel parco giurassico che è situato in una zona particolarmente aspra del Gennargentu o, tutt’al più, nella cambusa della barca di Briatore.Pochi giorni fa, Daniela Santanchè ha esibito a una pattuglia di carabinieri di Arzachena un documento di identità in cui la sua data di nascita risultava essere il 30-08-1985, ed è stata talmente cordiale e convincente che gli appuntati l’hanno salutata dicendo «Ci inviti alla festa dei suoi diciott’anni!». Se invece siete di sesso maschile, riguardo i documenti necessari, adottate la tecnica del mio strepitoso fotografo Riccardo che, abituato a servizi ben più prestigiosi e agevoli di questo bizzarro safari tra i vip, per riuscire a fotografare e avvicinare la fauna locale si è dovuto adeguare alle usanze del posto e mimetizzare da quella che è la specie più ambita e diffusa dell’oasi: il calciatore. Procuratevi insomma un qualsiasi contratto con una squadra di calcio, che sia quello a sei zeri di un attaccante della Juventus o quello a termine di un massaggiatore della Pro Vercelli, dimenticate l’uso della grammatica italiana magari prendendo un paio di lezioni private di dizione da Luca Giurato, girate a torso nudo col capello grondante acqua o, ancor meglio, Gatorade, e tatuatevi sull’avambraccio un qualsiasi cetaceo, dal delfino alla balena a Giampiero Galeazzi, e il travestimento è fatto. Noterete immediatamente branchi di specie piuttosto giovani quali “Veline”, “Letterine” e “Microfonine” avvicinarsi a voi mansuete. VACCINAZIONI – Infine, il discorso vaccinazioni. Per recarsi nell’oasi naturale “Costa Smeralda” non occorre fare alcun vaccino preventivo. Tuttavia, al ritorno da questo safari, più di un turista ha avverito i sintomi di quello che viene definito “il mal della Costa Smeralda”, una sorta di struggimento misto a nostalgia per quella cultura e quelle abitudini. Insomma, se al rientro, ogni volta che parcheggiate la macchina buttate l’ancora, se la copertina con un topless di Randi Ingerman vi commuove più di Schindler’s list, se al ristorante sedete di fianco alla vetrata nella speranza che qualcuno vi fotografi e sostitituite la foto sul comò con i vostri figli con quella davanti al “Sottovento” con Jimmy Ghione, beh signori, non vi resta che tornare da quelle parti il prima possibile. Io e Stefano Fiore, l’unico calciatore per cui mi sarei “velinizzata” volentieri. Altre foto del “reportage” nella sezione foto del mio sito (e su “Max”, ovvio).

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