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Senti chi parla

Ringrazio tanto D’Agostino per aver pubblicato QUI (http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_8522.html) il mio articolo sulla fine dell’estate, ma soprattutto lo ringrazio per aver inserito tra la mia foto per Capital e quelle della Ingerman sempre per Capital, ritratti di Aldo Biscardi e Letizia Moratti. Ha reso lo stacco meno impietoso. A proposito della Ingerman.Dovete sapere che durante il mio “reportage” sulla Costa Smeralda, ad una cena sono capitata al tavolo col deejay Ringo e Randi Ingerman. Lei era lì per realizzare il calendario per Capital. Premetto che l’ho trovata simpatica. Solo che ad un certo punto si gira e mi fa: “Selvaggia scusa, ma tu precisamente cosa fai nella vita?” Ed io:”Prima tu.” P.S.E vabbè, diciamo che mentalmente le ho risposto così. 🙂

quattordici indizi

Quattordici indizi in base ai quali si deduce che le vacanze sono davvero finite: 1) Vostra moglie, vera stakanovista, abbandona le abitudini estive e riprende a pieno regime le attività invernali: smette di depilarsi e ricomincia a mangiare. 2) Vostro marito, stakanovista almeno quanto voi, abbandona le abitudini estive e riprende a pieno regime le attività invernali: smette di sbirciare la vicina d’ombrellone e ricomincia a guardare la vicina di scrivania. 3) In una apparizione al tg5, la cotonatura dei capelli di Letizia Moratti palesa vistosi segni di cedimento , mentre un’inquadratura rapida ma decisamente inequivocabile, mostra il personale docente e non docente che l’aspetta poco più in là pronto a lapidarla a colpi di righello. 4) Esce domani il nuovo libro di Luciano De Crescenzo “La nostalgia e i suoi miti nei neoplatonici, nei neomarxisti e nei neopatentati” 5) Nelle foto redazionali della nuova edizione de “Il processo del lunedì” il colore dei capelli di Biscardi, dopo un’estate di bagni di mare ed incaute esposizioni al sole, sembra il risultato di un esperimento di Alì il chimico. 6) Sotto casa vostra sono tornati Di Pietro col suo tavolinetto a raccogliere le firme per un altro referendum sull’immunità parlamentare e i radicali con un altro tavolinetto a raccogliere le firme per ventotto nuovi referendum, dalla legalizzazione del lardo di Colonnata alla costituzione di un albo professionale per le prostitute svizzere fino all’istituzione di un tetto massimo di colori per i mattoncini Lego. 7) Flavio Briatore vende a metà prezzo le sue babbucce estive con le iniziali FB cucite a mano da lui stesso con la sua vecchia macchina da cucire Singer, a Florinda Bolkan. 8) Tornando a casa trovate vostro zio, al quale mancano tre mesi per andare in pensione, che penzola dal soffitto con un cappio al collo ed un articolo di Bobo Maroni sulla riforma delle pensioni accanto. 9) La fidanzata estiva di Flavio Briatore , il primo settembre, viene trovata sul molo numero cinque del porto industriale di Oristano con un pre-pagato sola andata per la tratta Oristano- Dar Es Salaam (Tanzania) a bordo del cargo “Tsunami”, un blocchetto di consumazioni per il Billionaire e il numero di cellulare della madre di Paolo Brosio per le emergenze. 10) L’appartamento vicino al vostro è vuoto e il portiere, compunto, vi spiega che è venuto il ministro Giulio Tremonti di persona a cartolarizzarlo. 11) Mentre voi scaricate il materassino dalla macchina, vostro marito è già in edicola ad acquistare il nuovo calendario di Randi Ingerman, affermando che era tutta l’estate che si chiedeva in che giorno si festeggia San Venanzio di Camerino. 12) Dopo aver sfogliato gli estratti conto che la Banca di Roma vi ha mandato ed aver scoperto le spesucce extra sostenute da vostro figlio durante la sua vacanza-studio a Londra, piangendo, chiedete un prestito alla vostra badante rumena per pagare il bollo dell’auto. 13) Carlo Rossella , con la sua solita abbronzatura discreta e appena dorata, viene fermato sotto la sede di Panorama da una pattuglia di Carabinieri che gli chiede di esibire il permesso di soggiorno. 14) Flavio Briatore mette finalmente a terra la sua fedele compagna di scorribande sarde, e la lascia presso i cantieri navali genovesi per la manutenzione invernale a colpi di fiamma ossidrica e saldatrice. Andrà a riprendere la Santanchè solo i primi di giugno del 2004. (articolo uscito su “Il Tempo”)

Chiudo i Commenti

Si torna alle origini

Siccome quando si lascia uno spazio in cui poter scrivere in forma anonima, confidare nell’intelligenza altrui è quasi sempre un atto di fiducia destinato a fallire,chiudo i commenti.Il webmaster ha proposto di introdurre la registrazione dei nickname, ma io sono dell’idea che per convincere quei due cretini a desistere, non sarebbe sufficiente neanche un sistema di scansione dell’iride. Mi spiace per “gli affezionati”, ma in fondo questo blog era nato senza commenti e funzionava bene ugualmente. Comunque, per eventuali proteste potete chiamare il numero verde 800 34 34. Fate pure. Come centralinista ho assunto Anselma Dall’Olio. ‘zzi vostri.

Nuovi comici?

Sì, d’accordo. Che i comici saccheggino battute qua e là è attività diffusa ed entro certi limiti nemmeno così deplorevole, ma ecco, questi due esempi qui, mi sanno un po’ di denti d’oro tolti ad un cadavere. Anzi, a tre cadaveri. Dal libro “Saranno Zelig” in allegato con “Max” di agosto, in cui le nuove leve di Zelig anticipano “le migliori battute della prossima stagione”: Diego Parassole: “Una mela al giorno leva il medico di torno, specie se prendi bene la mira!” La battuta è vecchia come il cucco. Ed è di Winston Churchill, mica di Martufello. Parassole o paraculo? Giampiero Perone: “Una volta mio padre ha detto a mia madre: “Quando morirai sulla tua tomba farò scrivere : qui giace fredda come sempre, mia moglie!” e mia madre gli ha risposto:” E io farò scrivere: qui giace finalmente rigido mio marito!” Giampiè, questa viene attribuita a Mae West e marito e comunque è talmente vecchia che potrebbe essere stato pure uno scambio di battute tra Antonio e Cleopatra, per quello che ne so io. Ad ogni modo, alla luce di questa scoperta (e non è tutto qui), l’anno prossimo mi presento ai provini di Zelig con una barzelletta che mi sono inventata stanotte: allora, c’è il fantasma Formaggino

Cosa non fare se venite mollati

– Evitate le classiche e patetiche minacce di compiere gesti inconsulti , telefonandoci nel cuore della notte e farfugliando frasi del tipo “Guarda che ho ingoiato tutta la confezione di pasticche!”. Tranquilli, alle m&m’ s gialle si sopravvive. – Per favore, non simulate incontri casuali pur di rivederci. Se vi incrociamo in discoteca possiamo anche pensare ad un fatto accidentale, ma se vi fate trovare con aria vagamente incredula al terzo piano del centro estetico “da Susy” presso il reparto “ceretta all’inguine” l’ultimo martedì del mese , sarà più difficile credere all’imprevedibilità del caso.- Non cercate di farci ingelosire a tutti i costi. Inutile pronunciare frasi sibilline che pensate lascino sottintendere chissà quali risvolti peccaminosi, quali: “Domani parto, vado in un posto caldo… con una donna…” . Salvo poi scoprire che accompagnate vostra nonna a fare i fanghi per la sciatica a Saturnia.- D’accordo il voler indietro i regali che ci avete fatto in anni di fidanzamento, d’accordo riprendervi il solitario , d’accordo riprendervi il videoregistratore, d’accordo riprendervi l’orologio Cartier. Il gatto Oscar dobbiamo disseppellirlo o le sue spoglie possono riposare in pace? – Vi prego, non cercate di instillarci sensi di colpa con dichiarazioni profondamente commoventi quali : “Da quando te ne sei andata via di casa, non ho più avuto il coraggio di toccare niente, ho lasciato tutto esattamente com’era il giorno della tua partenza.”, perché a noi verrebbe spontanea la risposta: “Vuoi dire che ci sono ancora le tue mutande sporche sulla maniglia del frigorifero?” – Non ci assillate chiedendoci i perché della nostra decisione, e se ci vedete restie nel darvi spiegazioni, non pronunciate assolutamente frasi del tipo “Eppure ci sarà un perché!” . Potreste sentirvi replicare: “C’è, c’è il perchè. Lo trovi il lunedì e il venerdì al mio corso di salsa e merengue. Solo che lo chiamerei “porque”, visto che si chiama Leon e viene da Cuba.” – Sappiate una cosa: cercare di riconquistarla circuendo i suoi parenti è tra gli escamotage più biechi che possiate tentare. Deplorevole soprattutto il presentarvi a casa sua il giorno del cenone di Natale, a bordo di una slitta, travestiti da Santa Klaus e con regali per tutti, dalle pantofole termiche per il nonno al cappottino in cachemire per il chihuahua. Il gesto è ignobile soprattutto perché negli anni di fidanzamento con lei , pur di non partecipare a questi appuntamenti, avete accampato le scuse più disparate, quali: “Scusate, ma la sera di Natale ho un impegno di lavoro improrogabile. Faccio il bue nel presepe vivente della parrocchia.”

Punti di vista

Una va allo stadio costretta con minacce estese alla sua famiglia, tra presentazione della squadra e partita si becca tre ore di tifone tropicale, intona anche qualche coro tra i meno pecorecci, cena con un pacchetto di Tuc, assiste all’infortunio di Totti così commentato così dai suoi vicini : “Oddio s’è rotto il pupone” “Ma che rotto, domani sta in piedi!” “Se vabbè, ma non lo vedi come sta ? Pare ‘na sospresa dell’ovetto kinder, tocca rimontallo!”.No dico, una fa tutto questo,a cinque minuti dalla fine della partita esce dallo stadio che la Roma perde due a zero, è in preda allo sconforto e accarezzata dal dubbio (in realtà più volte insinuato dall’accompagnatore) di portare pure sfiga, e la mattina dopo a mezzogiorno scopre che gli ultimi cinque minuti la Roma ha pareggiato.La morale dal mio punto di vista: ricordarsi sempre che tutto può succedere.La morale dal punto di vista del mio accompagnatore: te l’ho detto che eri te che portavi sfiga.

Sanremo: largo ai giovani!

La scelta di Tony Renis a direttore artistico del festival di Sanremo,anche se accompagnata da innumerevoli polemiche è, a mio avviso, sacrosanta.Certo, i nomi che erano stati avanzati in precedenza e che avevano trovato unanimità di consensi, erano di tutto rispetto. Intorno al nome di Lucio Dalla, ad esempio, c’era ampia convergenza, ma purtroppo, ai primi di febbraio, i settantasei parrucchini del cantante bolognese migrano verso la Norvegia per la muta del colore e per riprodursi.Era stato fatto anche un tentativo con Antonello Venditti, ma la sola idea di portare tutto giù a Roma non ha convinto i dirigenti Rai e , soprattutto, Mario Luzzatto Fegiz , che ha già prenotato da giugno una stanza al Royal Hotel di Sanremo, dopo che lo scorso anno gli era toccata quella col bagno sul pianerottolo in comune con Bobby Solo.Da ultimo, si era messa in mezzo anche la Annunziata, che avrebbe voluto un direttore artistico dichiaratamente di sinistra e intellettualmente ineccepibile, e aveva fatto i nomi di Francesco Guccini e Cesare Cremonini dei Lunapop. Comunque, la scelta di Tony Renis, è indubbiamente valida per tutta una serie di motivi che non vanno dimenticati e che vado ad elencare:1) Tony Renis ha intenzione di ingaggiare vallette di spessore internazionale. Circolano già i nomi di Elizabeth Taylor e Joan Collins, che ad oggi sembrano le candidate che con maggiore probabilità affiancheranno Paolo Bonolis nella conduzione. Pare che in vista della presenza delle dive americane, siano già iniziati i lavori sulla mitica scalinata del teatro Ariston per dotarla di corrimano antiscivolo e carrello elevatore.Qualche incertezza resta sul nome della Collins che, famosa per i suoi capricci da diva, ha già preteso che nel contratto vi sia una clausola secondo la quale tutte le sere, nel suo camerino , ci siano un piatto di semolino e un cesto di mele cotte.2) Attualmente, Tony Renis, si sta occupando del grande ritorno canoro di Peppino Gagliardi, sta lavorando su Nilla Pizzi come risposta italiana a Britney Spears e ha chiesto a Piero Focaccia di scrivere l’inno del Catania. 3) Tony Renis è organizzatore di grandi e comprovate capacità. Si pensi al solo fatto che attualmente sta organizzando in contemporanea il concerto di Donatella Rettore in Sardegna in onore di Vladimir Putin , un’esibizione di Nicola di Bari per il compleanno di Dan Peterson, una performance in playback di un cugino di Amedeo Minghi per l’inaugurazione di un canile a Ladispoli e ha aiutato personalmente con un suo camioncino Tony Santagata a fare il trasloco.4) Tony Renis ha l’abbonamento del Milan. 5) Tony Renis è molto conosciuto negli States, cucina gli spaghetti aglio olio e peperoncino per Robert De Niro, porta dall’Italia le zeppole per Kevin Costner , all’inizio di giugno toglie le rane dalla piscina di Bruce Willis, ripara i tacchi di Tom Cruise, porta ai ciechi i vestiti smessi di Jennifer Lopez e si sussurra in gran segreto che sia stato scelto per cantare alla cresima del figlio più piccolo di Marco Predolin.6) Secondo Eva Tremila, l’assessore al turismo di Sanremo Antonio Bussolotti, sarebbe in realtà un figlio segreto di Tony Renis, nato da una relazione tra il cantante e una zia di Nico Fidenco. 7) Tony Renis pensa di rivoluzionare l’orchestra del Festival , introducendo uno strumento musicale particolarmente innovativo : la lira a quattro corde .Unico neo che si paventa alla nomina di Tony a direttore del festival, è che si sa già il nome del vincitore della prossima edizione, sia per quel che riguarda la sezione nuove proposte che la sezione campioni: si tratta, rispettivamente, di Mariano Apicella per i giovani e di Silvio Berlusconi per i big.

Noio volevam savuàr

Roma, quartiere Trastevere. Un turista inglese si avvicina e domanda: “Excuse me, where’s taxi station?” Max (giuro, testuale):”Allora. (pausa di riflessione) Left, poi dritto, poi place Belli (piazza Belli), poi Trastevere street , giri tutto a destra, all right insomma, e sei arivato. Arived. Oddio, proprio arrivato no. Near, diciamo.” Se leggete di un turista inglese smarrito nella cloaca massima fatemi sapere.

D’estate ne girano di matti

Mi va bene avere, a giorni, la mia bella dose di depressione, ma possibile che questa maledetta debba trovar sollievo solo se metto in pratica quel trittico di prozac tipicamente femminile costituito da shopping-cibo-sfanculamento ai danni di innocenti? A cui poi si vanno ad aggiungere un altro paio di banali e masochistiche forme di sfogo dell’ansia che, nel mio caso, sono: a) il mangiarmi le unghie e tutto quello che fa loro da contorno con un accanimento e per così tanto tempo che sembra abbia a che fare non con delle dita ma con dieci bastoni di liquirizia. b) insonnia tenace alternata a letargia profonda , fenomeni completamente avulsi dal contesto e dagli stimoli esterni del momento, per cui può capitare ( ma quanno capita) che sia a cena con Andy Garcia e finisca con la faccia nella minestra russando come un mangiafuoco bulgaro o che invece mi trovi ad una tavola rotonda sulla filologia romanza e, vispa come un grillo, quando conferenziere e platea stanno per recarsi a cena, proponga un excursus sulla glottologia afroasiatica. Certo, quando si sta in questo stato, si finisce per fare anche delle opere buone. Il pasticcere sotto casa mia sono anni che si sbizzarrisce con torte multipiano con ascensore, mimose col ritratto di Totti che quando cominciano ad andare a male lo vedi perché al bomber comincia a venire un’espressione quasi intelligente, profiterol grossi come palle da bowling che se disgraziatamente te ne cade uno è capace di rotolare a valle per chilometri e cambiare la morfologia del paesaggio. Pur di far decollare l’attività le ha provate tutte, “tre cannoli al prezzo di uno”, compri sei meringhe e avrai in omaggio una torta “Buon onomastico Caterina!”, coppie disposini in plastica per torte nuziali con statuina dell’avvocato divorzista in omaggio, paste economiche fai da te, vuote, col ripieno a parte.Dopo anni di trovate promozionali , quando al mio pasticcere si stava insinuando il dubbio di aver aperto un’attività dolciaria in un quartiere di diabetici, è arrivata la mia depressione a risollevare la situazione economica .Comunque, tanto per farvi capire che qui non si scherza affatto, nella giornata odierna, i sintomi maniaco-depressivi appena descritti si sono manifestati nei seguenti modi:il primo: durante la lettura dell’ultimo numero de “L’Espresso” sono stata colta da sonnolenza improvvisa, per cui mi sono addormentata sulla rivista con la fronte madida di sudore. Risultato: tra sopracciglia e attaccatura di capelli è possibile leggere l’ultimo editoriale di Giorgio Bocca sul perché sia fallita la politica imperiale e, spostando qualche ciocca, anche l’incipit del pezzo di Michele Serra su Carraro.Il secondo: colta da attacco bulimico incontenibile, ho aperto la dispensa e scelto senza foga e con CURA SELETTIVA gli alimenti. Aiutandomi cioè con una rete da pesca a strascico ho raccolto scatole di polenta liofilizzata, barattoli di fagioli borlotti che hanno l’aria di essere quelli mitici del quiz della Carrà, confezioni di pasta con la scritta De Cecco cancellata e incisi cognomi e numero civico dei vermi che vivono lì da anni, buste di latte di mammuth e altre prelibatezze. Alla fine ho optato per uno yogurt al mirtillo, una scatola di mais e duecento grammi di salmone affumicato. Questo mi fa prevedere due ipotesi: o che stasera , in preda a colica intestinale fulminante, tenterò di raggiungere il San Camillo risalendo il Tevere controcorrente, o che nel mio stomaco, entro domattina, si realizzerà la fusione a freddo.Il terzo: oggi alle ore tredici e trenta, con 39 gradi centigradi e settantotto percepiti, entro nel negozio Miss Sixty di Via Cola di Rienzo e chiedo di provare UNA PELLICCIA ECOLOGICA. La commessa chiama immediatamente l’associazione emergenza anziani, l’unica associazione che garantisca una qualche assistenza psicologica d’estate e , immediatamente dopo, il signor Miss Sixty che, appresa la notizia di aver venduto una pelliccia finto muflone il ventiquattro di agosto all’ora di pranzo a ROMA, ha quotato il negozio in borsa. La Prenatal è lì che spera che tra i prossimi sintomi maniaco-depressivi mi venga la gravidanza isterica.