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Premi tv

Uno dei fenomeni più curiosi ed affascinanti della stagione estiva televisiva, è il proliferare di trasmissioni all’insegna di premiazioni. In seconda o terza serata, generalmente sulla Rai, capita di assistere a spettacoli per la festa di consegna di riconoscimenti di qualsiasi tipo, dai canonici premi letterari o cinematografici, a quelli per il miglior quagliodromo della Garfagnana o del ronzino più veloce nella gimkana equestre di San Gimignano. I conduttori di queste suggestive serate sono quasi sempre gli stessi, e cioè Paola Saluzzi, Daniele Piombi e Milly Carlucci, anche se quest’ultima necessita di un preavviso di almeno trenta giorni, in quanto ha gli stessi tempi di scongelamento di un iceberg nel mare di Bering. Nell’ambiente si racconta che una volta, la Carlucci, fu chiamata all’ultimo minuto per la conduzione della serata-premio “Afragola nel mondo” e il produttore Bibi Ballandi fu costretto a noleggiare per quarantotto ore un altoforno delle acciaierie di Piombino. Passiamo ora alla giuria. I giurati vengono ospitati dal comune patrocinatore dell’evento per un periodo di tempo piuttosto variabile. Diciamo che se il concorso si svolge a Capri , la giuria, per trovare un accordo sul nome del miglior lanciatore di boomerang , può arrivare ad impiegare anche tre mesi. Se invece si tratta di decidere il nome del più importante ricercatore nel settore della genetica molecolare e dell’impatto degli ogm sull’organismo umano, ed il concorso si svolge a Gela, la giuria, generalmente, raggiunge l’unanimità in cinque secondi netti. Ad una serata-premio a Porto Marghera, la giuria fu talmente rapida nel decidere il vincitore, da costringere la povera Saluzzi ad andare a ritirare la busta col verdetto al casello di Mestre Ovest. A parte questi particolari, bisogna dire che i criteri con cui la giuria decreta il vincitore di queste manifestazioni , sono decisamente ineccepibili. Solitamente, i discorsi che avvengono durante le estenuanti sedute, sono i seguenti: primo giurato: “ Io premierei Roberto Cotroneo perché il suo romanzo è raffinato ed evocativo”. Secondo giurato: “Io darei il premio ad Alessandro Baricco perché il suo ultimo romanzo è profondo ed innovativo.” Terzo giurato: “Io darei il premio a Fabio Volo perché è l’unico che ha accettato l’invito”. Per finire , va aperta una parentesi su quei sinistri oggetti che, in teoria, costituiscono i premi che vengono consegnati ai trionfatori di queste serate. Sono , in linea di massima, quadri, sculture, targhe e qualsiasi genere di patacca opera dell’artista locale, definito sempre con aggettivi quali “valente”, “apprezzato”, “stimato” e “rinomato”. Questi premi hanno una peculiarità: sono sempre di dimensioni enormi. Si narra che un anno, Sergio Castellitto, vincitore del Premio Flaiano, fu invitato dalla valletta a ritirare da solo la pesante scultura in gesso appoggiata sul palco. Il noto attore, solo una volta arrivato sotto casa, si rese conto di aver caricato nel portabagagli il povero Daniele Piombi.

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