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di Filippo Facci(per il mensile “Donna”)Adesso ti dico che cosa è successo. Tu continui a scassarmi l’anima, e io allora ti dico che cosa è successo. E’ successo questo: che non mi tira. Non mi tira perché c’è qualcosa che mi fa schifo. Forse sei tu. Forse sono io.E’ successo questo: che la scorsa notte ho sognato che ero in una specie di discoteca e c’era anche Christine, era lì, ballava con un bicchiere in mano, e si era anche tolta le scarpe, e mi dava fastidio, e allora le dicevo dirimettersi le scarpe e di sedersi perchè volevo presentarle un tizio che non so neanche chi fosse. Lei però gridava “lasciami stare” e non volevasedersi, e io le spiegavo che quel tizio era una persona interessante, ma lei mi rispondeva che era solo un vecchio, uno dei miei amici vecchi. Diceva che voleva solo ballare.Aspetta, lasciami raccontare. Io allora ci rimanevo male, mi sentivo nella condizione di impotenza tipica dei miei sogni. Non sapevo che cosa fare, non volevo ballare perchè non ero capace, allora spiavo Christine che stavadimenandosi con un giovane mulatto che si era tolto le scarpe anche lui. E mi sentivo a disagio, indossavo una specie di maglietta nera, attillata, da giovane, tenevo in dentro la pancia, la maglietta pizzicava perchè era come di lanetta, mi faceva sudare e continuavo ad annusarmi di nascosto. Poi è finito il sogno e però ecco, prima ancora di aprire gli occhi c’era già il fantasma di Christine che mi diceva “eccomi” e in un istante io ero subitolucido e consapevole, e stavo subito male, e ho pensato che questo accadeva ogni volta che stavo male per amore, ho pensato che mi veniva da piangere o da masturbarmi e che questo accadeva ogni volta che stavo male per amore, hopensato che non avevo né voglia di alzarmi nè di lavarmi nè di mangiare e che questo accadeva ogni volta che stavo male per amore, e ho pensato che volevo andare da un medico ma che nessun medico mi avrebbe fornito unaspiegazione medica di tutti quei sintomi che mi ricompaiono ogni volta che uno sta male per amore, lo stomaco coi suoi nodi e le sue inappetenze, ilcuore coi suoi sbalzi e le sua aritmie, le angosce al petto e la malinconia, l’ipersensibilità e tutte cose che sembrano serissime, tutti malanni fisici che dovrebbero accigliare lo sguardo di qualsiasi medico che non abbiaancora capito che un tizio forse sta solo mare per amore. Ma poi lo capisce, e qualsiasi medico a quel punto sorride e smette di prenderti sul serio e non ti diagnostica nulla, al massimo una sindrome da abbandono che ognitanto “capita”, anzi “è normale”, “non devi preoccuparti” perchè “è normale”, e del resto te lo dicono anche gli amici che “è normale e chepasserà“. Del resto anche io avevo detto ai miei amici che “è normale” e che “passerà“, quando era capitato a loro. Te la ricordi la cena dell’anno scorso a casa di Piero: c’era il gruppo di accoppiati che parlava dimatrimoni e poi discuteva di una tizia che soffriva perchè il fidanzato l’aveva abbandonata di botto, un po’ com’è successo a me con Christine, e comunque alla cena tutti dicevano che bisognava aiutare questa tizia, ma iono, io dicevo che era sbagliato perchè “il dolore è una quantità finita” e cesserà semplicemente quando l’avrai consumato, dicevo questo, e se lo rimuovi, il dolore, presto tardi tornerà, e invece lo diluisci, il dolore,se ne consumi un pezzetto al giorno, peggio ancora: durerà di più, quindi bisogna concentrarlo, soffrire come cani, perché così finirà prima. Poi ricorderai: la serata finì bene perché io e te ce ne siamo andati a scopare fino alle cinque, perché io allora stavo bene, io stavo bene perché stavo bene con Christine, stavo bene e allora la tradivo. Io però, vedi, io questa cosa di concentrare il dolore la predico ma non sono mai riuscito a farla, alla fine ho sempre cercato di spendere il dolore un po’ come le rate della lavatrice, tante e piccole per non accorgermene, come tutti. Ma poi ci sono gli interessi. Ecco, a me è successo questo: ieri notte e oggi pomeriggio mi sono sentito come se qualcuno si fosse accorto che non avevo mai pagato gliinteressi, come se una finanziaria dell’anima avesse bussato per riscuotere degli insoluti, e allora sono stato male, e sto ancora male, malissimo, e allora sono venuto qui, da te, a casa tua, dal mio squallido metadone, dallamia crocerossina col reggicalze, la mia bambola di riserva, sempre pronta, anche se tu brontoli: ma poi ci stai sempre, anche se ogni tanto purtroppoparli, hai questo vizio di parlare, ogni volta dici scemenze, fingi che non ti basti questo mio coso che funziona sempre, questo mio coso che adesso nonvuole saperne perché forse è morto, eh sì, e lo sai perché è morto? Perché gli fai schifo tu e gli faccio schifo io, perché da qualche parte, forse, sono ancora umano, perchè sto male, perché ho scoperto che non funziono a comando, perchè questa sera ho fallito la mia missione di maschio, maproprio per questo non mi sono mai sentito così uomo.

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