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Galeotto fu il pensatoio

Torno da questi tre giorni scarsi di ferie e mi ritrovo, tra i commenti al blog , queste righe:da Gilgamesh&Mistral – Carissima, noi il Ferragosto lo facciamo insieme qui in Sardegna. Devi sapere che, dopo esserci incontrati qua sul tuo blog (per la precisione nei commenti al famigerato post su Matrix II che immagino ricorderai bene) abbiamo iniziato a scambiarci qualche e-mail, poi molti baci via e-mail, poi ci siamo innamorati, ergo tante telefonate e SMS, quindi finalmenta a metà luglio ci siamo incontrati e abbiamo trascorso una settimana insieme, e ora le ferie, fino al 24. Essendo stata tu la pronuba, c’è sembrato giusto comunicartelo. Visto che volevi che t’intitolassero una piazza già in caso nel tuo blog nascesse un’amicizia femminile, ora immaginiamo vorrai il ponte sullo stretto di Messina a tuo nome :o) Un bacione da tutti e due, e buon rientro, speriamo che la tua prima gita in barca sia andata benone, noi pure probabilmente saremo in barca domani, in quel di Carloforte, isola di S.Pietro, e lunedì non mancheremo di ascoltarti su Rai RadioDue, anche se vai in onda a un orario impossibile. Gradita dedica :o) Bacioni a tutti.Che dire. Questo blog ha dato vita ad una serie di effetti e reazioni non-virtuali davvero stupefacenti. Questo però non me l’aspettavo e, soprattutto, non mi aspettavo che potesse inorgoglirmi così tanto. Certo, cuori e sfondo rosa devono aver fatto la loro parte.Ora però, cari Gilgamesh e Mistral, vi chiedo un favore: dovesse disgraziatamente accadere qualcosa e l’idillio finire, che io, ossia colei che fino a ieri era definita “felice mezzo”, non venga poi bollata come “causa nefasta, madre di tutte le sciagure e gli strazi sentimentali”.Se invece tutto ciò dovesse addirittura sfociare in una bella cerimonia, pretendo di esser invitata. Anche in qualità di paggetto in tenuta da marinaretto.Mi sento un po’ come quel macchinista nella pancia della nave, che butta carbone nella caldaia perchè due amanti felici possano amarsi sul ponte. E’ un’immagine bellissima descritta in “Non ti muovere” della Mazzantini. Un modo poetico per esprimere un concetto assai meno poetico che si potrebbe riassumere molto più semplicemente così: “Sto a rosicà.”Ah, intitolarmi il ponte di Messina non è una cattiva idea, anche perchè mi sa che tra un po’ , io e il ponte, avremo bisogno dello stesso numero di tiranti in acciaio per restarcene in piedi.Marta Flavi è sorpassata.

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