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D’estate ne girano di matti

Mi va bene avere, a giorni, la mia bella dose di depressione, ma possibile che questa maledetta debba trovar sollievo solo se metto in pratica quel trittico di prozac tipicamente femminile costituito da shopping-cibo-sfanculamento ai danni di innocenti? A cui poi si vanno ad aggiungere un altro paio di banali e masochistiche forme di sfogo dell’ansia che, nel mio caso, sono: a) il mangiarmi le unghie e tutto quello che fa loro da contorno con un accanimento e per così tanto tempo che sembra abbia a che fare non con delle dita ma con dieci bastoni di liquirizia. b) insonnia tenace alternata a letargia profonda , fenomeni completamente avulsi dal contesto e dagli stimoli esterni del momento, per cui può capitare ( ma quanno capita) che sia a cena con Andy Garcia e finisca con la faccia nella minestra russando come un mangiafuoco bulgaro o che invece mi trovi ad una tavola rotonda sulla filologia romanza e, vispa come un grillo, quando conferenziere e platea stanno per recarsi a cena, proponga un excursus sulla glottologia afroasiatica. Certo, quando si sta in questo stato, si finisce per fare anche delle opere buone. Il pasticcere sotto casa mia sono anni che si sbizzarrisce con torte multipiano con ascensore, mimose col ritratto di Totti che quando cominciano ad andare a male lo vedi perché al bomber comincia a venire un’espressione quasi intelligente, profiterol grossi come palle da bowling che se disgraziatamente te ne cade uno è capace di rotolare a valle per chilometri e cambiare la morfologia del paesaggio. Pur di far decollare l’attività le ha provate tutte, “tre cannoli al prezzo di uno”, compri sei meringhe e avrai in omaggio una torta “Buon onomastico Caterina!”, coppie disposini in plastica per torte nuziali con statuina dell’avvocato divorzista in omaggio, paste economiche fai da te, vuote, col ripieno a parte.Dopo anni di trovate promozionali , quando al mio pasticcere si stava insinuando il dubbio di aver aperto un’attività dolciaria in un quartiere di diabetici, è arrivata la mia depressione a risollevare la situazione economica .Comunque, tanto per farvi capire che qui non si scherza affatto, nella giornata odierna, i sintomi maniaco-depressivi appena descritti si sono manifestati nei seguenti modi:il primo: durante la lettura dell’ultimo numero de “L’Espresso” sono stata colta da sonnolenza improvvisa, per cui mi sono addormentata sulla rivista con la fronte madida di sudore. Risultato: tra sopracciglia e attaccatura di capelli è possibile leggere l’ultimo editoriale di Giorgio Bocca sul perché sia fallita la politica imperiale e, spostando qualche ciocca, anche l’incipit del pezzo di Michele Serra su Carraro.Il secondo: colta da attacco bulimico incontenibile, ho aperto la dispensa e scelto senza foga e con CURA SELETTIVA gli alimenti. Aiutandomi cioè con una rete da pesca a strascico ho raccolto scatole di polenta liofilizzata, barattoli di fagioli borlotti che hanno l’aria di essere quelli mitici del quiz della Carrà, confezioni di pasta con la scritta De Cecco cancellata e incisi cognomi e numero civico dei vermi che vivono lì da anni, buste di latte di mammuth e altre prelibatezze. Alla fine ho optato per uno yogurt al mirtillo, una scatola di mais e duecento grammi di salmone affumicato. Questo mi fa prevedere due ipotesi: o che stasera , in preda a colica intestinale fulminante, tenterò di raggiungere il San Camillo risalendo il Tevere controcorrente, o che nel mio stomaco, entro domattina, si realizzerà la fusione a freddo.Il terzo: oggi alle ore tredici e trenta, con 39 gradi centigradi e settantotto percepiti, entro nel negozio Miss Sixty di Via Cola di Rienzo e chiedo di provare UNA PELLICCIA ECOLOGICA. La commessa chiama immediatamente l’associazione emergenza anziani, l’unica associazione che garantisca una qualche assistenza psicologica d’estate e , immediatamente dopo, il signor Miss Sixty che, appresa la notizia di aver venduto una pelliccia finto muflone il ventiquattro di agosto all’ora di pranzo a ROMA, ha quotato il negozio in borsa. La Prenatal è lì che spera che tra i prossimi sintomi maniaco-depressivi mi venga la gravidanza isterica.

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