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Cosa non fare se venite mollati

– Evitate le classiche e patetiche minacce di compiere gesti inconsulti , telefonandoci nel cuore della notte e farfugliando frasi del tipo “Guarda che ho ingoiato tutta la confezione di pasticche!”. Tranquilli, alle m&m’ s gialle si sopravvive. – Per favore, non simulate incontri casuali pur di rivederci. Se vi incrociamo in discoteca possiamo anche pensare ad un fatto accidentale, ma se vi fate trovare con aria vagamente incredula al terzo piano del centro estetico “da Susy” presso il reparto “ceretta all’inguine” l’ultimo martedì del mese , sarà più difficile credere all’imprevedibilità del caso.- Non cercate di farci ingelosire a tutti i costi. Inutile pronunciare frasi sibilline che pensate lascino sottintendere chissà quali risvolti peccaminosi, quali: “Domani parto, vado in un posto caldo… con una donna…” . Salvo poi scoprire che accompagnate vostra nonna a fare i fanghi per la sciatica a Saturnia.- D’accordo il voler indietro i regali che ci avete fatto in anni di fidanzamento, d’accordo riprendervi il solitario , d’accordo riprendervi il videoregistratore, d’accordo riprendervi l’orologio Cartier. Il gatto Oscar dobbiamo disseppellirlo o le sue spoglie possono riposare in pace? – Vi prego, non cercate di instillarci sensi di colpa con dichiarazioni profondamente commoventi quali : “Da quando te ne sei andata via di casa, non ho più avuto il coraggio di toccare niente, ho lasciato tutto esattamente com’era il giorno della tua partenza.”, perché a noi verrebbe spontanea la risposta: “Vuoi dire che ci sono ancora le tue mutande sporche sulla maniglia del frigorifero?” – Non ci assillate chiedendoci i perché della nostra decisione, e se ci vedete restie nel darvi spiegazioni, non pronunciate assolutamente frasi del tipo “Eppure ci sarà un perché!” . Potreste sentirvi replicare: “C’è, c’è il perchè. Lo trovi il lunedì e il venerdì al mio corso di salsa e merengue. Solo che lo chiamerei “porque”, visto che si chiama Leon e viene da Cuba.” – Sappiate una cosa: cercare di riconquistarla circuendo i suoi parenti è tra gli escamotage più biechi che possiate tentare. Deplorevole soprattutto il presentarvi a casa sua il giorno del cenone di Natale, a bordo di una slitta, travestiti da Santa Klaus e con regali per tutti, dalle pantofole termiche per il nonno al cappottino in cachemire per il chihuahua. Il gesto è ignobile soprattutto perché negli anni di fidanzamento con lei , pur di non partecipare a questi appuntamenti, avete accampato le scuse più disparate, quali: “Scusate, ma la sera di Natale ho un impegno di lavoro improrogabile. Faccio il bue nel presepe vivente della parrocchia.”

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