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Non è bello, è affascinante

Oggi voglio dire un paio di cose alle donne. C’è una tendenza tutta femminile che francamente non sopporto più, e cioè quella di dare del “bello”, “affascinante” e “fascinoso” a qualsiasi rappresentante di sesso maschiledi successo, specie se questo successo il tizio se l’è guadagnato per il solo fatto di appartenere a famiglie blasonate o, molto più semplicemente, ricche. Che poi siano famiglie blasonate perché un loro avo era il dentista di Maria Stuarda ed infatti ancora oggi, all’imbrunire, in un’ala di un castello scozzese, si aggira il suo fantasma accompagnato dal sinistro rumore della cannuccia aspira-saliva, ha ben poca importanza. Se il soggetto in questione non è nobile ma solo ricco sfondato, ancora meglio. E’ bello se possiede un’industria automobilistica,è affascinante se possiede un’azienda agricola leader negli accoppiamenti tra bovini marchigiani, è irresistibile se ha un’impresa import-export di sedili copriwater.Lo stesso vale per il politico danaroso.Se ha prosciugato le casse dello Stato, pagato tangenti, corrotto funzionari, chiesto il pizzo, finanziato la malavita, ci sarà sempre una donna pronta a prendere le sue difese dichiarando beatamente: “ Anche se ha rubato rimane sempre un uomo di un’eleganza incredibile: non gli ho mai visto un passamontagna che non fosse in tinta con la giacca”.Signore, diamoci una svegliata per cortesia. Tanto più che gli uomini non ci perdonano il minimo difetto, per cui non c’è una sola ragione valida per abbandonarsi a tanta magnanimità e piaggeria.Forza, diciamo le cose come stanno.Non è vero che Sean Connery “è sempre affascinante”, che “è ancora un bell’uomo”, che “con l’età migliora”. Basta con questa insopportabile metafora del vino che più invecchia più è buono. Un conto è essere come del buon vino un po’ invecchiato, un conto è avere l’età del nettare d’uva rinvenuto nella tomba di Ramsete quarto.Se parlando della calvizie galoppante di vostro marito dite che “ spela come un gatto”, poi non potete affermare che Sean Connery è solo leggermente stempiato. E Luca Cordero di Montezemolo? Sì, sarà pure intelligente e acuto, ma parliamoci chiaramente: se anziché essere il presidente della Ferrari se ne stesse nei box con indossouna bella tuta da meccanico, non credo che ci sarebbero tutte queste donne a commentare: “Ma tu guarda com’è elegante quel tipo col cric in mano e com’è chic con quel grasso tra unghie. Non trovi che nel cambiare l’olio al pistone assuma la stessa raffinata postura del discobolo?”Per finire vengo all’esempio più recente. Quest’estate non si è fatto altro che parlare del rampollo di casa Agnelli, Lapo Elkann.Uno stuolo di donne , in particolare raffinate giornaliste quali Monica Bogliardi e Lina Sotis, hanno tessuto le lodi del giovane Lapo facendo largo uso di aggettivi quali “bello”, “raffinato”, “sexy”, “elegante” ed ovviamente , il solito, immancabile “affascinante”.Ora, io non conosco il ragazzo , per cui è anche possibile che possegga incredibili doti di intelligenza e simpatia, ma non mi pare che ad oggi , per l’immagine pubblica che ha dato di sé, ci siano elementi sufficienti per giudicarlo se non su un piano puramente estetico.Quindi vorrei domandare a queste signore ammaliate dal rampollo: ma l’avete guardato bene?E’ di un biondo-rossiccio che è una tonalità assunta solo dalla capigliatura di Aldo Biscardi durante un temporale estivo sull’appennino emiliano nel lontano 1985, ha tante di quelle efelidi che in ambienti ostili alla Fiat si mormora che numerandole e unendo i puntini venga fuori il prossimo modello della Stilo.Donne, suvvia. Facciamo qualcosa prima che lo Zingarelli, alla voce “affascinante”, debba scrivere: vedi “portafoglio”.Il fascinoso Lapo Elkann

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