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All Diana’s cacchi

Oggi ho deciso di abbandonare la mia consueta vena goliardica per soffermarmi su un argomento penoso: l’elaborazione di un lutto. So che ci sarebbero questioni ancora più strazianti da trattare , quali le performance di Lamberto Sposini a “Passaparola” o le giacche di Marcello Cirillo ad “In famiglia” che a vederle uno non sa mai se questo tizio sia lì per presentare o per fare micromagia ai tavoli, ma il lutto è faccenda di grande attualità. E’ infatti di questi giorni la notizia che quel pover’uomo dell’ex maggiordomo di Lady Diana, Paul Barrel, a ben cinque anni dalla scomparsa della principessa, è ancora talmente dilaniato dal dolore, da averle dedicato un toccante libro di memorie dal titolo “Royal Duty”.Non date retta a chi insinua che l’abbia fatto per interesse. Il suo è uno strazio talmente atroce che sull’assegno da cinque milioni di euro che gli ha firmato la casa editrice, ha chiesto di non apporre le solite crocette dopo gli zeri poiché alla vista di tali luttuosi simboli, il suo cuore già duramente provato, potrebbe non reggere.Il travaglio psicologico del maggiordomo, in questi anni, è stato tale che la cospicua cifra gli servirà unicamente per pagare anni e anni di costosissime ed ahimè insufficienti terapie sul lettino. Dal prossimo anno Paul Barrel potrà finalmente permettersi anche ombrellone e cabina privata e nel suo ritiro spirituale di Copacabana sperano tutti di non vederlo più fare la spola tra il chiosco-ristoro ed il campo di beach volley con quella saudade stampata sul volto.Ma il maggiordomo non è certo l’unico a soffrire ancora oggi per la tragica finedella principessa. A parte la ben nota vicenda del suo ex amante, il maggiore James Hewitt, il quale è ancora così afflitto da non riuscire a staccarsi dalle sessantaquattro lettere che gli scrisse Lady D per meno di dieci milioni di sterline, dai francobolli sulle missive per meno di cinque e dal nocciolo di un oliva verde che lei sputò in un suo portacenere per meno di tre, c’è tutta una schiera ex-conoscenti della sfortunata Diana costretti a superare il lutto adottando questo doloroso ma necessario metodo: separarsi una volta per tutte da ricordi od oggetti al lei legati che costituirebbero altrimenti una pesante zavorra di sofferenza da portarsi dietro.Per questo usciranno presto altri due volumi in memoria della principessa.Il primo si intitola “The Diana’s otturations”, ovvero i delicati ricordi del dentista personale di Lady Diana ( nonché ovviamente suo ex amante) , da lui affettuosamente soprannominata “spazzolina”. Il libro è un toccante resoconto di otturazioni, tartaro e capsule dell’amata principessa, il tutto accompagnato da foto inedite e tenerissime della sua arcata dentale superiore colpita da gengivite emorragica.Memorie a parte, il dentista ha dichiarato di non riuscire a separarsi da un vecchio filo interdentale di Diana con residui di cibo conservati benissimo, per meno di due milioni di sterline. Il dolore è ancora troppo intenso. Il secondo volume si intitola invece “The Diana’s bathroom”. L’idraulico della principessa (nonché suo ex amante) da lui dolcemente soprannominata “sifoncina”, ci regala un garbato florilegio di ricordi a lei legati. Particolarmente commovente la romantica descrizione di uno storico ingorgo nelle tubature del bagno principessa, con preziose immagini di residui rinvenuti quali grovigli di capelli, tappi di dentifricio ed assorbenti.Memorie a parte, l’idraulico ha affermato di non riuscire a separarsi da uno spazzolone pulisci-water con setole antigraffio appartenuto a Lady Diana per meno di sette milioni di sterline.Il dolore è ancora troppo forte.Grande attesa per l’imminente uscita del volume di memorie ad opera della migliore amica della principessa : “All Diana’s cacchi”. Buona lettura.

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