Navigate / search

I calendari 2004

Alla maggior parte degli italiani sarà sfuggito, ma nel nostro paese soffiano importanti venti rivoluzionari non solo su trasporti e sanità ma soprattutto su quel fondamentale settore artistico, sociale e culturale che sono i calendari .Prima importante novità : da quest’anno c’è una new entry nella rosa delle frasi ricorrenti tra le soubrette che compiono l’ onerosa scelta di posare per un calendario. Oltre alle solite cinque dichiarazioni che sono, nell’ordine : “Ho accettato perché il fotografo è un grande artista”, “Sono foto non volgari”, “Le ha viste anche mio padre e mi ha fatto i complimenti”, “L’importante è che questo non sia un punto d’arrivo”, “Sul set sono stati tutti carini e mi hanno messa a mio agio”, ora la frase più gettonata è: “All’inizio ero scettica.” Il secondo fatto fortemente innovativo da segnalare è che in sintonia con i tempi difficili ed incerti che viviamo, e soprattutto con i saggi inviti di Lucia Annunziata a fare costante riferimento a modelli di comportamento rispettosi dell’immagine della donna , i più recenti calendari femminili sono insolitamente caratterizzati da sobrietà e morigeratezza.Vera e propria paladina di questa rivoluzione dei costumi è senz’altro Adriana Volpe che mi sentirei di definire senza timore alcuno di esagerare “la bolscevica del calendario”.Le sue dodici foto per il calendario di “Panorama” la ritraggono infatti, a sorpresa, in pose ed espressioni di una delicatezza tale che numerosi esperti d’arte hanno detto di aver riscontrato solo in alcune Madonne di Giotto, del Beato Angelico e, soprattutto, del Lippi. La Volpe, lusingata da queste affermazioni, ha commentato così:“ Da Giotto me l’aspettavo pure perché è una vita che sta nel ramo dei pennarelli, ma che Claudio Lippi fosse bravo in disegno non me l’immaginavo proprio”.A dirla proprio tutta , solo lo scatto di agosto che ritrae un’eterea Adriana la quale cinge un tronco d’albero in microslip, canottiera bianca , un seno scoperto ed un getto d’acqua che le finisce dritto sul capezzolo destro, aveva generato qualche perplessità. Per fortuna, prima della pubblicazione, è intervenuto Carlo Rossella che, guidato dal suo leggendario buon gusto, ha chiesto di intervenire immediatamente sulla foto affermando che certe volgarità sono inammissibili ed antiestetiche: è così che, con l’ausilio del computer , il nodo di crescita sul tronco dell’albero è stato prontamente eliminato.Incredibilmente innovativo anche il calendario di Rossella Brescia la quale ha dichiarato: “Prima di accettare ho chiesto la garanzia che il fotografo fosse Fabrizio Ferri perchè io sono una ballerina ed ero sicura che potesse ritrarmi al meglio, visto che è marito di un’altra celebre ballerina che è Alessandra Ferri .”Sulla scia di questa importante presa di posizione Anna Falchi ha immediatamente affermato che il calendario lo farà ma solo se a fotografarla sarà Vittorio Cecchi Gori perché è sicura che potrà ritrarla al meglio, visto che è compagno di Valeria Marini, ovvero un’altra donna di spettacolo la quale, esattamente come lei, non sa fare assolutamente nulla.Da segnalare infine altre due grosse novità: la prima è “il calendario etico”, ovvero dodici donne dello spettacolo, dello sport e del giornalismo tra cui Barbara Chiappini, Valentina Pace e Maria Grazia Capulli che hanno posato vestite e per beneficenza. I promotori dell’iniziativa hanno dichiarato che è stato difficilissimo scegliere l’associazione a cui devolvere il ricavato delle vendite, trovare gli sponsor e, soprattutto, convincere la Chiappini a posare vestita. Pare che dopo infinite trattative l’abbiano persuasa affermando che si sarebbe trattato di un “non nudo artistico”. La seconda ed ultima novità, ma di sicuro la più encomiabile, è “il calendario dei politici”.Dodici volti noti della politica tra cui Daniela Santanchè ed Alfonso Pecoraro Scanio hanno posato per un calendario, saggia iniziativa che andrà finalmente ad appagare l’atavico sogno proibito degli italiani: quello di appendere al muro i politici.

Leave a comment

name*

email* (not published)

website