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Raffaele Morelli e Paolo Crepet

E’ ora che la stampa si occupi di due personaggi talmente trascurati dalla televisione italiana che a molti è balenato il sospetto che nei loro confronti si stia attuando una censura ancora più odiosa di quella perpetrata, per esempio, ai danni di Daniele Luttazzi e Sabina Guzzanti . Mi riferisco, come già in molti avranno intuito , a quelle due incolpevoli vittime dell’oscurantismo politico-televisivo che rispondono ai nomi di Paolo Crepet e Raffaele Morelli. Per risarcirli di tale ingiustizia , vi farò un breve ritratto di questi due personaggi che possono essere indubbiamente considerati degli autentici luminari della psicologia moderna nonchè i più attenti conoscitori della psiche umana assieme al mago Solange ed alla giornalista Daniela Vergara che sarà anche digiuna di psicologia ma è sposata da dieci anni con quell’autentico caso psicoanalitico da manuale che è Luca Giurato, per cui è una che l’esperienza se l’è decisamente conquistata sul campo.

Paolo Crepet

Come Jung è stato indubbiamente il miglior allievo di Freud, Paolo Crepet è stato indubbiamente il miglior allievo della scuola Radio Elettra. Si contende, ormai da anni, la palma del personaggio più schivo della televisione italiana con Alessia Merz , anche se ultimamente , in quanto a riservatezza, il suo primato è pesantemente messo in pericolo da Patrizia de Black. E’ entrato in Rai raccomandato da Michele Guardì il quale si era rivolto a lui perché afflitto da una gravissima sindrome: Guardì infatti era assolutamente convinto di essere un citofono. Dopo anni di estenuanti ed approfondite sedute psicoanalitiche Crepet lo ha guarito convincendolo di essere un altoparlante. Non ama frequentare i salotti televisivi. La voce di popolo secondo la quale dopo due giorni che Bruno Vespa non lo invita nel salotto di “Porta a porta”, lui, colto da terribile crisi d’astinenza, si siede sul divano letto di un salotto della mostra di Ikea e dà vita ad una tavola rotonda sull’argomento “E’ più complesso assemblare i pezzi della memoria per costruire un individuo che non crolli appena gli viene a mancare l’ appoggio di un coniuge o è più difficile assemblare i pezzi di un soppalco Ikea per costruire un letto che non crolli non appena vi si appoggia il coniuge?” è assolutamente falsa. Paolo Crepet predilige affrontare tematiche legate al mondo degli adolescenti, tanto da dedicare ai genitori incapaci di comprendere i problemi dei figli l’interessante pubblicazione “Non siamo capaci di ascoltarli” , iniziativa alla quale l’Associazione Adolescenti Italiani ha risposto con un’altra interessante pubblicazione dal titolo “Piuttosto che ascoltare Crepet ci mettiamo ad ascoltare i Pooh”. Paolo Crepet, come tutti sanno, indossa solo maglioni e non porta la giacca perché più di un paziente a cui ha dato preziosi consigli sull’importanza del dialogo nei rapporti umani e l’inutilità della violenza come forma di interazione col prossimo ha tentato di strozzarlo con la cravatta.

Raffaele Morelli

Morelli è sbarcato in televisione per caso, non certo mosso da ambizione o vanità. Arriva infatti a Mediaset grazie ad una conoscenza avvenuta nel suo studio: nel ‘90 comincia una terapia rivoluzionaria con un cliente non molto alto ma affabile che ha la particolarità di presentarsi da lui sempre macchiato di olio. Morelli, dopo 5 anni di terapia, lo convince che non è sporco, ma semplicemente unto dal Signore e che gli conviene buttarsi in politica.Oggi lo si vede, di rado , nelle trasmissioni televisive di Maurizio Costanzo e sempre al fianco di altri illustri colleghi quali Beppe Convertini e Costantino di “Uomini e donne”. Qualcuno mormora che attualmente, nel suo studio, dopo aver indicato al paziente il lettino e pronunciato la frase “Si accomodi” , dia l’ok alla band di Demo Morselli e che ultimamente prescriva ai clienti ricette del tipo: “ Una confezione di valium, della valeriana in compresse ed un cd di Dennis Fantina di Saranno famosi”.Per chi non avesse ben presente il personaggio, all’interno di “Buona Domenica” è colui che dopo aver intavolato sei ore e mezzo di discussione sull’argomento “L’autostima, ovvero l’importanza di svincolarsi da qualsiasi subordinazione psichica e di evitare l’annientamento del proprio io”, se necessario, spunta i baffi a Costanzo.

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