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Lele Mora

Forse non tutti sanno che dietro all’esplosione dell’ultimo fenomeno mediatico in grado da solo di risollevare l’audience di “Buona Domenica” , ovvero Costantino di “Uomini e donne”, c’è il manager dello spettacolo più famoso e potente d’Italia: Lele Mora.
Tanto per farvi capire, fanno parte della sua scuderia personaggi del calibro di Simona Ventura, Luisa Corna, Cristina Parodi, Alberto Castagna e nessuno di loro muove un passo senza consultarlo, anche se il fenomeno sembra sia in realtà molto più esteso: ben quindici soci della bocciofila “Bagnara di Romagna” che nella puntata del sei febbraio partecipavano come pubblico ad una puntata de “La vita in diretta” hanno spergiurato di aver visto un assistente di studio chiedere al presentatore di sedersi più vicino all’ospite e che lo sgabello di Michele Cucuzza abbia dichiarato: “Io non mi schiodo dal pavimento se prima non parlo con Lele Mora”.

Della vita di Lele Mora si sa molto poco. Non si conosce l’anno della sua nascita e le voci in proposito sono piuttosto vaghe ed imprecise, ma pare che dietro ai personaggi di un certo calibro ci sia sempre stato almeno un suo avo. C’è addirittura chi sostiene che il celebre “Obbedisco!” Garibaldi non lo pronunciò in risposta al generale Lamarmora ma ad un certo Adelchi Mora che, tramite un emissario a cavallo, gli chiedeva di togliere la camicia rossa e di metterne una con le paillettes di Dolce e Gabbana. C’è poi tutta una corrente di pensiero piuttosto estrema secondo la quale Lele Mora c’è sempre stato : in base alle teorie di questi fanatici capeggiati dal maestro venerabile Giorgio Mastrota, , quando il creatore affermò “ Il settimo mi riposo!” il celebre manager replicò secco: “Col cavolo. Hai un ospitata a Domenica In.”.
Quando sia nato , dicevamo, non si sa . L’unica cosa certa è che la sua venuta nel mondo dello spettacolo ha rivoluzionato il calendario giuliano: infatti, accanto alla data di nascita dei personaggi tv nati dopo la deposizione della prima pietra della sua villa in Sardegna , viene apposta la sigla aC. Accanto a quelli nati successivamente , viene invece apposta la sigla dC. Le sigle aC e dC, ovviamente, stanno per “prima della Costa Smeralda “ e “dopo la Costa Smeralda”. Leggenda narra che subito dopo la sua nascita, mentre l’ostetrica lo lavava, il piccolo Mora piangesse come un disperato . Dopo due ore di vagiti sempre più acuti, la mamma domandò dolcemente: “Che c’è piccolino?” ed il piccolino rispose: “Me lo chiedi pure? Mi hai tenuto fermo nove mesi , sai quanti contratti non ho chiuso per colpa tua?”.

Una volta trasferito nella nursery accadde di tutto : i padri dei suoi vicini di incubatrice potevano vedere i figli solo dopo aver firmato un contratto appuntato rapidamente sul suo bavaglino in cui promettevano di garantirgli la fornitura di omogeneizzati per un anno. I neonati, in cambio, garantivano ai papà una performance di circa mezz’ora comprensiva di ruttino, rigurgito , un minimo di sei vagiti , un medley delle canzoni di Eros Ramazzotti, autografo e foto ricordo.
Quando terminava l’orario di visita il piccolo Mora si recava nella sala in cui si svolgevano le ecografie prenatali e di fronte ad infermiere e dottori stupefatti faceva dichiarazioni del tipo: “Signora, suo figlio buca il monitor , dia retta a me. Se riesce a mandarmelo di là in agenzia prima di partorirlo è meglio. Sa, in questo ambiente a nove mesi si è già vecchi”.

E questo è tutto ciò che della vita di Lele Mora mi è concesso raccontarvi. Abbiate pazienza, ma mi ha fatto firmare un contratto con il mio blog per un massimo di quaranta righe.

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