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Peggio dei presenzialisti

Nell’apprendere che Lele Mora ha festeggiato il suo compleanno in tre date diverse a Milano, Milano Marittima e Roma, viene da pensare che, vista la modestia, l’anno prossimo il noto agente raggrupperà i festeggiamenti per la sua venuta al mondo direttamente il ventiquattro dicembre allestendo un’umile mangiatoia nel privè del “Pineta” con tanto di apparizione mariana (nel senso che intorno alla mezzanotte apparirà pure Maria De Filippi ).

Eppure, per quanto si possano detestare megalomania e presenzialismo di molti vip e rispettivi agenti, c’è una specie “vip” diffusa soprattutto tra la categoria attori ancora più insopportabile , e cioè quella dello “schivo per forza” .

Lo schivo per forza è facilmente riconoscibile grazie ad una serie di inequivocabili indizi:

a) Non concede interviste perché è assolutamente convinto che possano nuocere a quell’alone di mistero così indispensabile nella costruzione del suo personaggio. Un turista di Riva del Garda in vacanza a Roma giura di aver incontrato Margherita Buy a spasso col cane e di aver avuto con l’attrice la seguente conversazione: “Scusi, sa mica dov’è Via del Tritone?” “Non rispondo a domande sulla mia vita privata” “Vorrà dire che consulterò lo stradario” “Consulti chi le pare, tanto se questo signor Stradario le dice mezza parola di troppo se la vede col mio avvocato.”

b) Se è proprio costretto a farsi intervistare da circostanze importanti quali la legge Boato, un nuovo massacro ugandese o un suo film in uscita, l’intervista la concederà a Beppe Severgnini, Enzo Biagi o a Claudio Sabelli Fioretti che gli porranno quesiti esistenziali quali “Preferisci il ghiacciolo o il croccante?” ma gli daranno comunque l’illusione di star lì a discutere di argomenti alti.

c) Se poi l’intervista la concede ad un presentatore televisivo in un programma molto popolare sempre, ben inteso, costretto da circostanze nobili quali il trapianto d’organi, il turismo sessuale nelle Filippine o un suo libro in uscita, pretenderà che venga ingaggiato lo scenografo Gaetano Castelli per creare in studio un angolo con due sgabelli, che ballerine, vallette e pupazzi parlanti presenti in trasmissione vengano momentaneamente storditi da un gas narcotizzante , imbavagliati e stipati nella cabina di regia fino alla fine dell’intervista e che le casalinghe della prima fila vengano sostituite dall’intero “gruppo 63” con Edoardo Sanguineti in veste di capo claque.

d) Se non ha mai letto un libro dirà che al momento sta leggendo un interessantissimo libro di Paulo Coelho , se non ha mai visto un film sosterrà che il suo regista preferito è Federico Fellini. State sicuri che il suo film preferito è “Otto e mezzo” ma anche uno di Kubrick o di Von Trier fa parecchia scena.
Ovviamente detesta la mondanità.
E’ di sinistra ma non ama parlare di politica e alla tv preferisce un buon libro.
E’ in analisi da quando ha vissuto quel suo personalissimo e devastante trauma che è stato il passaggio dal pannolino al vasetto.
Se è una bella donna e le viene fatto notare si secca moltissimo ed assume l’aria di quella che sul davanti non possiede due tette come le comuni mortali ma materia cerebrale in esubero.
Se poi è un’attrice impegnata con un passato da attrice sexy tipo Claudia Koll o Francesca Neri avrà la genuina spontaneità che potrebbe avere Lina Sotis a tavola con la famiglia Windsor con un principio di congelamento agli arti inferiori .

e) Se poi gli indizi non vi bastano, ce n’è uno che vi aiuterà di certo: qualora l’intervistata sia una a caso tra Margherita Buy, Sandra Ceccarelli, Valeria Bruni Tedeschi, Isabella Ferrari o Giovanna Mezzogiorno , dopo le prime due risposte gioviali e simpatiche, vi troverete incredibilmente a sperare che per il suo prossimo film Bernardo Bertolucci scritturi Alessia Merz.

Non vi preoccupate. E’ l’effetto che fa l’attore schivo sulle persone comuni.
E’ assolutamente normale. Un bel film con Boldi e De Sica e passa tutto.

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