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Dipiù!

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Ditemi voi se la vita non è ingiusta. L’Italia intera prega per il ritorno dei tre ostaggi italiani sani e salvi in patria e chi si rifà vivo dopo appena quattro mesi di assenza? Sandro Mayer.

Diciamoci la verità . Dopo che la direzione di “Gente” ed “Eva Tremila” era passata ad altri, avevamo sperato di poterci finalmente recare in edicola senza trovarci mai più davanti copertine con Padre Pio avvolto nella luce celeste o , a seconda della stagione, nel pareo di “Gente”.
Avevamo sperato di esserci finalmente liberati degli interminabili reportage su “Briciola” , il cane abbandonato all’autogrill che pur di rivedere il padrone ha percorso ottocento chilometri a piedi, settecento in risciò ed i restanti trecento sul camper di Stranamore .
Non volevamo più sentir parlare di Pongo, il barboncino cieco da un occhio e astigmatico dall’altro , zoppo, cardiopatico e balbuziente che dopo la morte del proprietario, per la disperazione, ha trascorso tutte le sue giornate immobile sulla tomba del padrone e le nottate in un noto locale di lap-dance nel modenese.
Ci eravamo illusi di non vedere mai più servizi su Patrizia Pellegrino che dichiara di aver avuto grosse proposte per una grossa produzione in costume per poi scoprire che le hanno chiesto di fare la madrina del Carnevale di Cento.
Avevamo sperato di non vedere mai più servizi su Patrizia Pellegrino che presenta la dieta del pomodoro e ci illustra le virtù di questo prezioso ortaggio che , dichiara, “Non manca mai sulla mia tavola e neanche sulle tavole dei palcoscenici dei teatri in cui recito!”
Ci eravamo augurati di non sapere più nulla delle prime teatrali in cui Patrizia Pellegrino è annunciata come la protagonista di una storia moderna, avvincente, toccante e dolorosa e due pagine dopo si scopre che l’autore della storia moderna avvincente toccante e dolorosa non è né Sam Shepard né Tenesse Williams ma Sandro Mayer.
Coltivavamo il sogno di non vedere mai più certi impavidi servizi su personaggi ed artisti semi-sconosciuti e ingiustamente snobbati dai media quali il produttore teatrale Francesco Bellomo e il cantante Roberto Polisano, rispettivamente produttore delle piece teatrali scritte da Mayer e interprete delle canzoni scritte da Mayer.

Ed invece lunedì, in edicola, abbiamo avuto un brusco risveglio.
Sandro Mayer è tornato con un settimanale che si chiama “Dipiù”.
E lo ha fatto con la modestia che da sempre lo contraddistingue. Intanto ha piazzato una sua foto in copertina accanto a quella di Ilary Blasi talmente ritoccata al computer che molti lettori hanno creduto che la giovane e bella soubrette che sta per andare all’altare con Totti sia Sandro Mayer .
Sorvolerei sul fatto che per spiegare che il giornale costa un euro, oltre alla dicitura, ha schiaffato in copertina anche la foto della moneta. Evidentemente Mayer nutre una tale stima nelle capacità cerebrali del suo lettore medio che teme che qualcuno tenti di acquistarla pagando in sesterzi.
Ma c’è molto di più. Signori, l’editoriale di Mayer rischia di passare alla storia come uno degli scritti più deliranti assieme a “Mein kampft” di Adolf Hitler e al “Galateo moderno” di Cristina Parodi.
Ve ne riporto un passo: “Conservate questa rivista e fatela prendere ai vostri amici. Diventerà un documento storico, qualcosa da tramandare ai figli e ai nipoti perché più passa il tempo più acquista valore. E’ un’occasione che vi si offre.” Immagino che dopo aver letto queste sagge e lucide parole, vi siate tutti precipitati a prelevare dalla vostra libreria il breviario miniato del quindicesimo secolo per darlo alle fiamme e far posto al numero di “Dipiù” con la Blasi in copertina che avrete senz’altro già fatto rilegare con filigrana in argento. Del resto, se le foto di Taricone alla Maldive o i segreti del trucco di Emanuela Folliero in quattro mosse andranno perse, le future generazioni non ce lo perdoneranno di certo.

Ma vanno segnalate anche altre inquietanti farneticazioni di Mayer , questa volta sul settimanale “Panorama”. Parlando del suo nuovo giornale infatti, il direttore afferma che non manca un focus settimanale sulle discoteche con una grafica giovanile che ha studiato di persona Mayer stesso. E certo. Pare che Albertino faccia decidere la classifica della deejay parade a Mayer e che Fargetta sia in realtà uno pseudonimo utilizzato da Mayer nel mondo della dance music.
Sfogliando “Dipiù” si scopre poi l’esistenza della rubrica “Consigli per i giovani” curata da Paolo Crepet a cui un lettore domanda in una lettera pubblicata : “Fino a che punto è giusto che un genitore soffochi i sogni di un figlio?” ed un altro lettore domanda, in una lettera non pubblicata : “Fino a che punto è giusto che un lettore soffochi un noto psichiatra televisivo?”.
Infine, c’è una rubrica descritta come “carica di ironia” tenuta dalla nota umorista Irene Gergo dal “titolo l’invidiosa” in cui, appunto, la cabarettista Gergo dichiara di invidiare il marito della Gerini perché lui solo ha potuto rimirare il pancione della moglie, Montezemolo per i suoi fazzoletti di lino bianchi, il marito di Irene Pivetti e la Santanchè perché ha l’autista. Dopo aver letto queste perle di originalità e saggezza , invidiamo tutti la Gergo perché essere stipendiata per scrivere queste cose è una fortuna riservata a pochi.

Comunque diciamolo, dopo una prima fase di inevitabile rodaggio, il giornale è destinato a migliorare. Mayer ha già annunciato che grazie ad un’esclusiva strappata al New York Times, nel prossimo numero Beppe Convertini ci racconterà tutti i segreti della sua depilazione. Attendiamo con ansia .
Per ora il giornale non è brutto. “Dipiù”.

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