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Condurre un programma

Da un paio di settimane conduco con Michele Mirabella il programma “Cominciamo bene” su Rai tre.Ho notato con divertimento che una volta passato alla conduzione, non sei tu a cambiare, ma l’ambiente che ti circonda.Ecco come ci si accorge di essere diventato un vero conduttore:1) Improvvisamente, al tuo passaggio, tutti ti salutano. Tu ovviamente ricambi con gentilezza e colta dall’entusiasmo rivolgi calorosi saluti al regista, agli autori, al direttore della fotografia, ai cameraman, alle figlie delle sarte e ai cugini di primo grado degli elettricisti, finchè ad un certo momento, stremata, decidi di risparmiarti il saluto di rito a quel tizio vestito di scuro lì in fondo allo studio. Quel tizio è puntualmente , nel migliore dei casi, il direttore di rete. 2) Hai a che fare, quotidianamente, con i temutissimi “pass Rai” . Per chi non lo sapesse si tratta di semplici ed apparentemente innocui cartoncini con una striscia magnetica che inseriti nell’apposito macchinario, in teoria , dovrebbero aprire le porte d’accesso delle varie sedi Rai. Il punto è che per ragioni misteriosissime, tutti i santi giorni cambia il verso con cui questi maledetti pass vanno inseriti. Un giorno vanno introdotti con la banda verso il basso. Il giorno dopo con la banda verso l’alto. Il giorno dopo da destra verso sinistra. Poi da sinistra verso destra. Poi con l’angolo destro che guarda alla Mecca. Poi va inserito normalmente ma solo se tramite la tecnica dell’origami , siete riusciti a dargli la forma del drago alato. C’è addirittura chi insinua che Pippo Baudo non si veda da parecchio tempo in televisione non per via del veto di qualche dirigente, ma perché un giovedì di due anni fa doveva essere ospite di Porta a Porta ed è tuttora bloccato dentro la portineria di Via Teulada tentando di inserire il pass nel verso giusto. Da ora in poi, quando vi diranno la solita frase “Entrare in Rai è difficilissimo” , sapete cosa intendono dirvi.3) Almeno un figurante Rai su due , durante le pause pubblicitarie, ti si avvicina affermando di avere un nipotino che stravede per te . 4) Tua madre, mentre lucida l’argenteria, ti porrà l’innocua domanda: “ Com’è andata oggi in trasmissione?” e tu le risponderai con l’affanno: “Parli di share, auditel o gradimento? A quale segmento ti riferisci? E soprattutto, preferisci che ti divida i dati per target e fascia oraria?” ”. A quel punto tua madre smetterà di lucidare la teiera inglese fine ottocento e chiamerà allarmata il medico di famiglia. 5) Se un giorno capita che ti sia appena morto il nonno di infarto, che ti sia svegliato con una dermatite seborroica , che ti sia crollata la scenografia addosso e che mentre hai ancora il piede destro seppellito da un blocchetto di cemento, tu risponda poco educatamente ad un tizio che ti chiede l’autografo e tutto ciò accade in quel di Roma, nel giro di mezz’ora al casello di Albenga girerà già voce che “sarai pure bravo ma te la tiri un casino”. 6) In studio , tutti si preoccuperanno molto che la luce cada sul tuo viso con il giusto taglio. Fino a due giorni prima , se ti capitava di andare ospite magari nello stesso programma, al massimo chiedevano a Maria Rita Parsi che ti sedeva a fianco di essere così cortese da accendere l’accendino quando ti inquadravano.

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