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On-‘oniziato/ Off-‘offinito

Tra gli atti più scellerati che abbia commesso negli ultimi tempi occupa il primo posto assoluto l’aver deciso di regalare un telefono cellulare ai miei genitori. Io non so per quale misteriosa ragione al genitore medio l’utilizzo di un semplice telefono cellulare risulti semplice quanto quello di una tastiera elettronica ad un furetto domestico. Non so quale sia la vostra esperienza in proposito, ma per quel che mi riguarda l’arrivo del telefonino , a casa dei miei, ha creato ben più scompiglio di quello del nipote. Qui di seguito i passaggi salienti della saga: Mio padre scarta il regalo e comincia ad osservare la scatola con aria interrogativa girandola e rigirandola tra le mani tante di quelle volte che alla fine urge da parte mia chiarire che non gli ho regalato un cubo di Rubik. Mio padre, piuttosto risentito, dichiara che ho poco da fare la cretina perchè che è una radiosveglia l’aveva capito benissimo fin da subito. Alla notizia che si tratta di un telefono cellulare mio padre comincia a maneggiare l’oggetto come se si trattasse di una piramide di calici in cristallo e oro zecchino. Invito mio padre ad impugnare l’oggetto con maggiore tranquillità e ad asciugarsi le gocce di sudore che gli colano dalla fronte. A questo punto interviene mia madre. Ora voi dovete sapere che qualche mese fa mia madre è riuscita nell’impresa di registrare per la prima volta un film di seconda serata su videocassetta. Si trattava di “Heat- la sfida”. Devo riconoscere che a parte il fatto che durante la scena della sparatoria finale è apparso due volte Bruno Vespa e alla fine non si capiva se Al Pacino piangesse per la morte di De Niro o per il maglione di Crepet, la cosa le è riuscita discretamente. Questo isolato episodio ha convinto mia madre di essere l’elemento moderno della famiglia. Dunque mia madre, con aria decisamente sprezzante, strappa il cellulare dalle mani di mio padre e fa: “Forza, dammi qui che prima che tu capisca dove vanno le pile abbiamo fatto notte!” Spiego ai miei che non va a pile ma a batteria e che si tratta di batteria senza piatti e senza bacchette. Insegno loro le funzioni principali : così si accende, così si spegne, così si risponde, così si chiude. Suggerisco di mettere delle icone tipo teschio o impronte del diavolo su TUTTI gli altri tasti così da non premerli incidentalmente. I miei hanno capito perfettamente. Faccio dei test, degli squilli di prova, li faccio chiamare, rispondere, spegnere, accendere. Ve lo giuro, non sbagliano nulla. Bene, allora qualcuno dovrebbe spiegarmi per quale arcano motivo a due mesi dall’evento appena narrato, ogni volta che provo a chiamarli accade uno dei seguenti avvenimenti: a) dopo una media di settantacinque squilli sembra che qualcuno risponda e invece cade bruscamente la linea. b) dopo una media di settantacinque squilli sembra che qualcuno risponda e invece non segue risposta. In compenso seguono rumori confusi di radio, tv e treni in partenza, fischi di bollitori e frasi smozzicate del tipo: “Mi era sembrato di sentire suonare qualcosa”. c) dopo una media di settantacinque squilli sembra che qualcuno risponda, solo che anzichè un semplice “Pronto?” si ode una sequenza disordinata di suoni di tasti premuti a casaccio. Alcuni tasti vengono premuti talmente a lungo da emettere suoni molto simili ai richiami acustici utilizzati per la caccia, per cui molto spesso, nel tentativo di telefonare a mia madre, mi ritrovo circondata da stormi di allodole. Ditemi che non sono la sola.

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